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l'intervista

Cesar: "Vi racconto come sarà il mio Atletico 2000"

Il brasiliano, nuovo direttore tecnico del club biancorosso, ci ha raccontato progetti e sensazioni: "Non farò rivoluzioni, gli allenatori avranno grande autonomia"

19 Gennaio 2021

Cesar: "Vi racconto come sarà il mio Atletico 2000"

Cesar, nuovo direttore tecnico dell'Atletico 2000 ©Gazzetta Regionale

Cesar Aparecido Rodrigues e l'Atletico 2000. Un connubio nato a sorpresa e ansioso di correre mano nella mano verso il futuro. L'ex giocatore di Lazio e Inter sarà infatti il nuovo direttore tecnico del club biancorosso in un'avventura da cui però lui stesso si dice pronto ad imparare. Quella del brasiliano è stata infatti una scelta di cuore, animata da quello stesso istinto che l'ha portato a correre e dribblare su alcuni dei campi più importanti del mondo. Adesso però il suo sinistro è al servizio dei giovani del club di via di Centocelle che avranno così un nuovo e importante alleato nella loro rincorsa verso quel sogno chiamato calcio.


Partiamo dal principio, perchè Cesar ha scelto l'Atletico 2000?
“La mia è una scelta dettata prima di tutto dalla fiducia e dall'amicizia che mi lega a Paolo Pucci e ora anche al presidente Di Curzio”

Solo un fattore umano dunque?
“Quello è al primo posto, ma sono qui anche perchè ho trovato un progetto ambizioso e un ambiente che rispecchia in pieno quella che è anche la mia mentalità e i miei valori”

Pronto dunque a tuffarti nel mondo del dilettantismo?
“Non vedo l'ora ma posso dirti una cosa?”

Certo
“E' vero, l'Atletico 2000 è una società dilettante ma ciò non toglie che qui sia possibile avere una mentalità da professionisti. Per acquisire questo status non c'è bisogno di contratti milionari, di televisioni che parlano di te ventiquattro ore su ventiquattro. Io per arrivare ad essere un professionista quando ero in Brasile ho fatto un percorso basato sul sacrificio, sulla dedizione e sulla mentalità, ed è proprio questo che voglio trasmettere ai ragazzi”

Dobbiamo aspettarci grandi cambiamenti?
“Non sono qui per imporre qualcosa. L'Atletico 2000 ha già una sua storia e una base solida io proverò ad arricchirla e ad arricchirmi a mia volta da questa esperienza. Qui c'è la struttura, una società sana e un ambiente sì familiare che con delle regole precise e basato sul rispetto. E' una realtà ambiziosa e che ha tutto per permettere ai ragazzi di sviluppare il proprio potenziale. Io, Paolo (Pucci,ndr) e Gianluca (Valerio,ndr) ci confronteremo ogni giorno per non lasciare nulla di intentato nell'aiutare i ragazzi ad inseguire il loro sogno”

Lavorando in una società dilettantistica, riparti dalla base. Una sfida importante
“E' vero, c'è tanto a fare ma è giusto che sia così. La verità è che nel calcio c'è sempre da fare perchè chi si ferma, chi non si aggiorna o chi crede di essere già arrivato, finisce col venir superato. Ho voglia di fare e poi le basi del calcio sono le stesse. Parliamo di movimento, di comunicazione tra compagni, di gioco di squadra. Sono qui per questo, per trasmetterlo ogni giorno sul campo insieme ai tecnici. L'obiettivo è trasmettere ai ragazzi ciò che ho imparato in vent'anni di professionismo e quei 3 o 4 come allenatore”

A tuo modo di vedere quali saranno i vantaggi per i ragazzi dell'Atletico 2000 di poter contare sulle indicazioni di Cesar, uno che il calcio l'ha vissuto ai massimi livelli
“Intendo dare tutto me stesso ai ragazzi. Non solo quello che ho imparato ma anche dove ho sbagliato. Vorrei fargli capire che gli errori non vanno cancellati, ma da questi si impara trovando soluzioni per ripartire. La dedizione, l'impegno, è questo che ti fa vincere le partite ma che il risultato non deve essere l'unica cosa che conta. Sono valori che devono imparare a portare anche fuori da quelle due ore in cui sono qui al campo, nelle altre 22 dove costruiscono la loro vita”.

Arrivi vestendo i panni del Direttore Tecnico, eppure dalle tue parole non sembri disposto a stare dietro ad una scrivania
“Voglio essere operativo e anzi ringrazio il presidente per avermi lasciato la massima libertà. Sarà un'interpretazione del ruolo anche un po' innovativa perchè raramente si vede un direttore dentro al campo. Io voglio stare vicino ai ragazzi quando si allenano perchè voglio dare il massimo in ogni momento. In un progetto ambizioso è giusto che ci siano professionisti che siano presenti ogni istante e disposti a prendersi le loro responsabilità. Attraverso riunioni, confronti e seguendo le linee guida del progetto che intendiamo sviluppare vogliamo adottare delle metodologie che vadano a spronare le capacità e le caratteristiche dei nostri ragazzi, vogliamo che non abbiano attenuanti, che siano liberi di poter dare tutto per inseguire il loro sogno”.

A proposito del rapporto con i giovani, in passato hai già avuto esperienze nel settore giovanile con Lazio e Frosinone. Cosa ti hanno lasciato?
“A proposito della Lazio, non molto tempo fa ho sentito Bianchessi”

E cosa vi siete detti?
“Pensavo di tornare ad allenare e mi sono confrontato con lui. E' stato chiaro, mi ha detto che avrebbe riconfermato tutti gli allenatori perchè per via della pandemia e dello stop ai campionati non sarebbe stato giusto fare diversamente. Mi ha fatto piacere”

Perchè?
“Perchè vuol dire che la Lazio è cresciuta e che ha una mentalità sana. Ora so che se mai un giorno tornerò alla Lazio troverò una società che da un grande valore alle persone che lavorano al suo interno e questa è una grande conquista per la realtà biancoceleste”

E invece quale linea adotterai nei confronti degli allenatori?
“I mister avranno la massima autonomia. Ovviamente ci saranno delle linee guida concordate in termini di metodologia e idee di lavoro ma senza imposizioni. Non intendo fare rivoluzioni perchè qui non c'è nulla da cancellare e nulla di sbagliato ma si può sempre migliorare. Brasile, Lazio, Inter, nella mia carriera ho avuto la fortuna di poter imparare tanto e ora voglio dare altrettanto, anche se sono convinto che io stesso uscirò arricchito dal confronto con lo staff e con i giovani dell'Atletico 2000”.

Cosa vedi nel futuro di Cesar e dell'Atletico 2000?
“Con il presidente abbiamo parlato chiaro, io mi sono allontanato dal calcio per una scelta personale e perciò il mio rientro non poteva avvenire per caso. Prima di accettare ci siamo confrontati, abbiamo fatto valutazioni sul progetto e su quelle che erano le aspettative di ciascuno di noi. Io non mi vergogno di dire che, anche per me che sono un ex giocatore di Serie A, l'Atletico 2000 è un'opportunità. Un giorno mi piacerebbe tornare ad allenare ma sono consapevole che non basta aver giocato ad alti livelli per potersi esprimere al meglio in determinati contesti. Ecco perchè questa nuova avventura sarà importante sia per l'Atletico 2000 che per me stesso, qui avrò l'occasione di essere continuo nella pratica sul campo in un contesto dove c'è tutto per poter arrivare a grandi traguardi. Qui tutti porteremo avanti il nostro progetto cercando di prendere il meglio l'uno dall'altro. Siamo consapevoli che ci vorrà tempo ma noi lavoreremo ogni giorno con la consapevolezza di non dover dimostrare niente a nessuno se non a noi stessi”. 

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