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l'intervista

Del Prete: "La Polisportiva Carso è la mia anima, raggiunti grandi traguardi"

Le parole del responsabile generale dei pontini, che non nasconde i suoi sentimenti: "Questo club l’ho creato ed tutto per me"

30 Gennaio 2021

Carso Del Prete

Polisportiva Carso, il responsabile generale e tecnico Gennaro Del Prete (Foto ©Conti)

Dici Polisportiva Carso e non puoi non pensare a lui. Gennaro Del Prete è ormai un volto arcinoto nel panorama del settore giovanile laziale, il principale fautore del miracolo sportivo di Borgo Carso. E’ l’anima della realtà pontina, alla quale dedica tutto se stesso: “La Polisportiva Carso, questo club, è tutto per me, è la mia anima - esordisce così, senza mezzi termini - L’ho creata io, 15 anni fa, grazie anche al presidente onorario Spelda. Pezzo per pezzo, siamo riusciti a costruire una bella società, che negli anni è riuscita a raggiungere traguardi importanti e a dar via tantissimi giocatori alle squadre professionistiche, che poi è il nostro obiettivo”. Ecco, il focus della Polisportiva Carso è sempre stato proprio questo: “Far crescere giovani calciatori e regalargli un’opportunità in palcoscenici importanti – spiega il dirigente – Cerchiamo sempre di mantenere le nostre squadre giovanili nella categoria Elite, cosa che è non facile, e posso dire che siamo un punto di riferimento in questa zona del Lazio. L’unico neo in tutto questo è rappresentato dalla struttura, non adeguata al nostro nome”. Ma quali sono i valori sui quali poggia la metodologia di lavoro della realtà pontina? “Cerco di trasmettere ai ragazzi quelli che mi hanno insegnato da giovane, ciò che mi ha aiutato a crescere. Ovvero avere passione, impegnarsi al massimo, avere rispetto delle regole e delle persone: queste prerogative credo siano fondamentali nella vita, poi viene tutto il resto, sport compreso”. Parole e concetti tanto semplici quanto efficaci. Le ultime battute di Gennaro Del Prete, infine, sono per il prossimo futuro, con le sue aspettative per il 2021: “Spero che con l’arrivo del vaccino, con un po’ di tempo magari si riesca a migliorare la situazione generale: sarebbe buono, parlando di sport e di calcio, poter disputare dei tornei nei prossimi mesi. Più che altro per i ragazzi: gli manca la partita, il confronto, il vero divertimento, anche per andare avanti a livello mentale e far fronte alla noia e alla monotonia. Questo virus purtroppo ci ha condizionato la vita”.

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