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l'intervista

Futbolclub, Monaci: "Massimo focus sui ragazzi in questo periodo"

Il neo fisioterapista racconta i suoi primi mesi di lavoro ed il suo impatto con la società romana

01 Marzo 2021

Futbolclub Monaci

Il fisioterapista blucerchiato Simone Monaci (Foto ©Futbolclub)

"Sono entrato a far parte del Futbolclub ad ottobre scorso e sin dall’inizio mi sono trovato molto bene. Ho già collaborato con altre società del Lazio ma devo dire che qui fin dal primo giorno ho riscontrato una differenza netta, sostanziale sia a livello di gestione che di organico, di staff. A nelle piccole cose, come la richiesta di materiale per la fisioterapia, ho avuto sempre riscontri immediati, fattore che non è affatto semplice trovare in questo panorama". Esordisce in questi termini, con parole dolcissime, Simone Monaci, neo fisioterapista del Futbolclub, proprio riguardo la società di Roma nord. Un inserimento che è andato alla grande, così come lo svolgimento del suo lavoro: "Per quanto riguarda la gestione dei ragazzi, ovviamente è mancato tanto il contatto delle partite e di conseguenza sono venuti a mancare, o comunque drasticamente diminuiti, tutti gli infortuni derivanti da contatto – spiega, per poi aggiungere - Questo però ci ha portato a poterci dedicare di più alla fase della prevenzione, ad analizzare con maggiore attenzione quelle che sono le problematiche di appoggio dell’atleta oppure a quelle di postura dei giocatori appunto, che a lungo andare sono portano ad infortuni. Circa la gestione della prevenzione degli infortuni, a mio avviso è stata fondamentale la collaborazione generale, con mister, preparatori atletici ed anche dirigenti, perché se ognuno lavora per se, guardando solo al proprio settore senza condividere, allora non si migliora e non si va da nessuna parte. Ognuno ha le sue competenze e lavorare in sintonia, collettivamente, creando continui feedback e confronti, è stato fondamentale". Entrando nel dettaglio della metodologia di lavoro… "mi sono occupato principalmente della riabilitazione post-infortunio ma ho pure lavorato molto in funzione del ritorno in campo: quindi la ri-atletizzazione dei ragazzi, il lavoro differenziato per i primi allenamenti ed in quest’ottica è cruciale la condivisione di informazioni – continua il fisioterapista - Il fatto di non avere le partite frequentemente mi ha permesso di focalizzarmi bene su ogni fastidio dei ragazzi: dolorini o piccoli risentimenti muscolari non sono stati sottovalutati o tralasciati. Abbiamo potuto farli riposare al massimo, quando necessario, facendogli saltare degli allenamenti, trattandoli e facendoli tornare in campo in perfette condizioni". In conclusione, bisogna lavorare anche con la testa: "È importante anche il fatto che i ragazzi inizino a capire i segnali che il corpo gli manda. Loro arrivano al campo ed eseguono tutto ciò che gli viene detto: invece è rilevante che l’atleta sappia conoscere ed ascoltare il proprio fisico – chiude Monaci - Capire di fare stretching prima e dopo la seduta, impegnarsi su ogni dettaglio non limitandosi a fare il compitino: è importante".

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