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l'intervista

Futbolclub, Armeni: "Cosi chi ci rimette di più sono i ragazzi"

Il direttore sportivo del club romano analizza gli ultimi sviluppi del panorama calcistico regionale

12 Marzo 2021

Futbolclub Armeni

Il direttore sportivo Paolo Armeni (Foto d'archivio ©Futbolclub)

Paolo Armeni, direttore sportivo del Futbolclub, appena venuto a conoscenza dell’ufficialità della zona rossa nel Lazio a partire da lunedì 15, ha voluto analizzare come questo momento viene percepito tra le mura della società capitolina: “Pochi minuti fa è arrivata la notizia che da lunedì il Lazio è zona rossa. Per un DS andare da un ragazzo e dirgli che dovrà stare a casa 20 o 30 giorni è veramente triste, pensavamo che gli sforzi fatti da ottobre ad oggi potessero essere ricompensati, e invece la luce si è spenta di nuovo. Stavamo pensando con il mister a cosa fare ma è difficile, fino ad ora li abbiamo stimolati cercando di fargli vedere un futuro, ma quando sentiranno della zona rossa sarà un problema, speriamo solo che duri poco, magari dopo pasqua proveremo a tornare alla normalità - spiega il dirigente - Per quanto riguarda le nostre attività, fino ad oggi dalle fasce più basse la presenza è stata quasi totale, man mano che si cresce invece c’è mancanza di speranza, e infatti ci si allena anche di meno, con i più grandi stiamo avendo difficoltà, i giovanissimi sono molto più presenti degli Allievi, che da 15/20 giorni hanno un po’ mollato. Non è facile nemmeno per noi adulti, ritornare indietro e pensare che tutto il lavoro si vanifica, fermandosi un mese, significa dover poi ricominciare daccapo”. Nonostante tutto, Armeni ha ancora delle piccole speranze in vista dei prossimi mesi: “Qualora fosse possibile, la società vorrebbe fare un torneo importante dedicandolo a Eros Guglielmo, un direttore che è stato con noi, figura di spicco del panorama laziale, venuto a mancare poco fa. Poi mi auguro che anche altre società facciano tornei soprattutto per impegnare i ragazzi almeno fino ai primi di luglio, sperando poi che la federazione blocchi l’avanzamento di età, anche perché ragazzi come i 2006 o i 2004 che l’anno prossimo salirebbero di categoria senza aver giocato per quasi due stagioni, soffrirebbero molto la mancanza di esperienza. La speranza è di tornare tra un mese come se fosse stato tutto un brutto sogno, ed iniziare un nuovo percorso con l’entusiasmo che il calcio ci ha sempre dato”. Infine, il dirigente esprime un’ultima considerazione: “Mi sono sentito con molti direttori di tante società, il covid nel calcio è rarissimo, noi abbiamo avuto quattro casi in quattro mesi, e non ci sono stati mai problemi in tutte le società che ho sentito. Chiudendo le scuole e favorendo lo sport all’aria aperta, magari non quello in piscine o palestre, si rischia molto meno, ma purtroppo in ogni caso, chi ci rimette di più sono i ragazzi”.

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