Cerca

l'intervista

Attilio Ortenzi: "Vedere tanti giovani smettere è un vero peccato"

L'intervista integrale al direttore sportivo della Spes Montesacro: "Questo stop causerà conseguenze tremende su intere annate"

16 Marzo 2021

Spes Ortenzi

Attilio Ortenzi, direttore sportivo della Spes Montesacro

Attilio Ortenzi, direttore sportivo della Spes Montesacro, alza la voce e traccia il suo personale bilancio sulla situazione del panorama calcistico giovanile. Prime parole per descrivere come sono andate le ultime settimane: “Noi ci alleniamo tutte le settimane, con tre sedute alla settimana più il week end: i ragazzi vengono in molti al campo, ma lo fanno con le facce tristi, senza sorriso. Sono presenti perché gli piace dare due calci ad un pallone e stare con gli amici, ma non è la stessa cosa: chiaramente, non potendo andare a scuola o uscire in gruppo, spendere due ore al centro sportivo seppur con tutte le limitazioni del caso gli fa piacere. Però è ovvio, gli manca la partitella, il confronto e tante altre cose”. L’impressione è che c’era margine per concedere qualcosa in più: “Sono d’accordissimo sul vietare l’uso degli spogliatoi, ma secondo me almeno l’allenamento collettivo si poteva fare - spiega - Anche perché a scuola è impensabile che questi ragazzi stiano 6-7 ore sempre con la mascherina, in più c’è la ricreazione durante la quale non sono obbligati a stare in aula, escono e stanno insieme in gruppo. Lo so per certo perché ho delle foto allucinanti. Allora io dico, dal momento che al campo li controlliamo, almeno che sia possibile fare le partite tra di noi, stesso gruppo della stessa società. Aggiungo: qui non abbiamo mai avuto un caso di Coronavirus dovuto all’attività svolta nell’impianto: quei pochi casi riscontrati erano derivanti dall’ambiente scolastico o familiare, non certo con il calcio - continua il dirigente - Vogliamo aspettare dopo Pasqua o fine Aprile per dare l’ok ad amichevoli o a qualche torneo fra dilettanti? Per me va bene, però intanto, ripeto, che si lasci un minimo di svago, di divertimento, di competizione sana e stimolante a questi ragazzi almeno in allenamento. Anche perché io nel fine settimana non posso giocare, ma questi ragazzi alla fine si organizzano da soli. Si assembrano in centro città, giocano da soli nei parchi, finisce addirittura che fanno a botte. Se invece potessimo giocare fra di noi, almeno occuperebbero tre ore”. Da un anno intero, salva qualche settimana in autunno, non si gioca. Conseguenze per i giovani? “Saranno tremende. Penso che dalle annate 2001-02- 03 difficilmente usciranno bei giocatori: le prime squadre in Serie D, Eccellenza o Promozione avranno Under che da due anni non giocano a pallone. Queste secondo me sono le annate che risentiranno di più di questo stop - prosegue il ds - I 2007, invece, di fatto salteranno dalla scuola calcio dove si gioca a 9 negli Esordienti, al secondo anno di Giovanissimi dove si va a lottare per il titolo regionale e per lo scudetto di categoria: chi ha avuto fortuna ha giocato una o due partite. Poi non dimentichiamo il fattore psicologico: tanti ragazzi hanno mollato, secondo me siamo intorno ad un 15-20%. Vedere giovani che smettono è davvero un peccato”. Un quadro preoccupante, nel frattempo altri sport sono ripartiti: “Non dico assolutamente che il problema non c’è, per carità: il Covid è una questione grave, l’ho vissuta da vicino perché ho perso alcuni amici e non sono affatto un negazionista. Però quando vedo altre discipline che ripartono, allora non capisco. Ricominciano i campionati di pallavolo, dove gli atleti giocano al chiuso, o di basket, dove giocano al chiuso e a contatto: io sono contento che molti ragazzi in questo modo riprendono a far sport, perché è un bene, ma allora perché il calcio, dove si gioca all’aperto, no?”. Domande che restano senza risposte dalle Istituzioni: “Stavolta non vedo colpe del CR Lazio. Purtroppo questa è una faccenda molto più grande: se al Governo non c’è chiarezza neanche su cosa vada scritto su un Dpcm riguardo lo sport di base, come può fare il Comitato a dirci cosa fare, a prendere delle decisioni? Qui al momento non si capisce neanche se riparte l’unico campionato che volevano far ripartire oltre alla D, ovvero l’Eccellenza, e si è pure messo in mezzo il presidente federale Gravina: ma allora cosa dobbiamo aspettarci da Zarelli riguardo Juniores e Allievi? Bisogna essere onesti intellettualmente e non addossare sempre colpe su qualcuno - chiude Ortenzi - Purtroppo c’è un grande problema che per molti mesi è stato gestito dall’alto da persone non competenti. E questo avrà ripercussioni sui ragazzi: da questa situazione ci riprenderemo tra 3-4 anni”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni