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l'intervista

Empire, il punto del ds Roberto Ridolfi "Non ci siamo mai fermati"

Il dirigente biancoverde è al suo primo anno con il club del presidente Gabriele: orgoglioso per il lavoro dei ragazzi e dello staff

16 Marzo 2021

Roberto Ridolfi

Roberto Ridolfi, ds dell'Empire

Quella che non è riuscita a svilupparsi in casa Empire, così come per la maggior parte delle realtà calcistiche del Lazio, era una stagione nata sotto i migliori auspici. Il club biancoverde aveva infatti deciso di continuare ad investire su se stesso, proseguendo in quella crescita esponenziale che l'ha portata ad essere un nome ormai più che conosciuto. Tra gli innesti di spessore c'è stato anche quello di Roberto Ridolfi, noto dirigente e talent scout che con la sua esperienza e conoscenza si è messo a disposizione del progetto biancoverde. Un grande lavoro in estate che non è sfociato nell'agonismo dei campionati, ma del quale l'Empire ha fatto scorta per potersi ripresentare ai nastri di partenza nel migliore dei modi possibili. In questa fase in cui oltre allo stop dei campionati c'è anche un Lazio in fascia rossa c'è forte il rammarico per quello che poteva essere e che, molto probabilmente, non sarà "E' forte la delusione per come sono andate le cose – esordisce il direttore sportivo – ma sono soddisfatto di come la società abbia operato, in tutti i reparti. Non abbiamo mai interrotto l'attività a cominciare dalla scuola calcio per arrivare all'agonistica. Non solo, nell'ultimo periodo eravamo riusciti anche ad inserire il terzo allenamento settimanale e tra di noi ci scherzavamo anche un po' su per come stavano andando le cose. Il Lazio in zona rossa, dopo altri sforzi da parte del club nell'acquisto di nuovo materiale per gli allenamenti, è stato davvero duro da digerire. Ai ragazzi e ai tecnici non posso far altro che i complimenti, per come si sono comportati in questo periodo. Se guardo alle schede di presenza posso constatare un 80% di ragazzi al campo e questo ci da molta soddisfazione. C'è rammarico, ovviamente, per non essere riusciti a fare quello che volevamo, né io né i tecnici. Non abbiamo potuto mettere in pratica l'ottimo lavoro che abbiamo svolto. Non ci rimane quindi che iniziare a programmare per il prossimo anno anche se spero che tra qualche tempo ci possano essere delle schiarite, almeno con qualche torneo, oppure con delle amichevoli dopo tanti allenamenti. Sarebbe una bella cosa per tutti i nostri tesserati. E' difficile, lo so, ma io sto cercando comunque di infondere ottimismo in tutto l'ambiente, sperando che prima o poi si possa tornare in campo. Quel che mi lascia – infine – molto triste è il silenzio assordante delle istituzioni: ci sentiamo abbandonati".

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