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l'intervista

Patrizio Melfa: "Il sistema pensa soprattutto alle prime squadre"

L'intervista integrale al direttore sportivo della Lodigiani: "Il CR Lazio ha pagato l’immobilismo delle Federazioni, ma io ci credo ancora"

16 Marzo 2021

Lodigiani Melfa

Lodigiani, il direttore sportivo Patrizio Melfa (Foto ©Facebook)

Il Direttore Generale della Lodigiani, Patrizio Melfa, ha tratto il bilancio di questi ultimi difficili mesi, evidenziando però come il club de La Borghesiana, nonostante tutto, abbia lavorato con meticolosità anche e soprattutto in vista del prossimo anno: “Dal mio punto di vista il giudizio sul nostro lavoro è più che positivo, sono fiero di quello che lo staff ha dimostrato in un periodo senza precedenti. In generale cerco di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, sono evidenti le difficoltà che ogni club sta riscontrando, noi abbiamo continuato a spingere forte, la Lodigiani è una macchina che non può fermarsi. Si è amalgamato nella maniera giusta il rapporto tra staff e società, abbiamo programmato i prossimi mesi e, soprattutto, la prossima stagione, in modo da arrivare il più preparati possibile quando si tornerà in campo. Sono davvero soddisfatto di come tutte le varie componenti del club abbiano dimostrato le proprie competenze, nonostante tutto. Siamo riusciti a far vivere ai nostri ragazzi mesi di pseudo normalità, tutto questo grazie ad una meticolosa organizzazione. La politica di investimento sullo staff finora ha ripagato. Credo che chi lavori bene alla fine debba per forza di cose trarre benefici. Ne usciremo migliorati e reimpostati. Non sono uno che si piange addosso davanti alle difficoltà, ho cercato di trasmettere questa filosofia a tutti”. Il dg biancorosso ha poi commentato il lavoro svolto dal comitato: “Non è facile giudicare, se non altro perché il Cr Lazio, come tutti i comitati, può agire sul piano locale ma molte decisioni non dipendono da loro. Lo abbiamo visto anche nel lockdown, persino il governo non è riuscito a dare risposte tempestive, da un lato credo sia anche normale considerando una pandemia che mai avevamo affrontato prima. Nel caos generale ci è finito anche il comitato che probabilmente si è mosso poco, ma credo abbia pagato anche l’immobilismo delle istituzioni superiori. Sono convinto che i campionati siano finiti, ma allo stesso tempo penso anche che la stagione sportiva non debba finire qui. C’è un barlume di speranza per il dopo Pasqua, magari si potrebbe fare qualcosa con soluzioni come i tamponi rapidi prima delle partite. L’ideale sarebbe dare la possibilità di svolgere almeno le amichevoli. Cosa penso degli E-sports? Sono favorevole al progresso in senso generale e gli E-sports hanno dimostrato di avere un seguito importante tra i giovani; immagino che la Lega Nazionale Dilettanti abbia pensato di dare sfogo a tale seguito. Purtroppo, lo hanno fatto in un contesto poco adeguato. Se consideriamo le poche risposte e indicazioni fornite alle società negli ultimi tempi, senza mai un comunicato che ci dicesse qualcosa; proporre adesso un’iniziativa del genere può quantomeno sembrare fuori luogo”. Patrizio Melfa ha poi proseguito parlando dei prossimi mesi: “Le società vivono tutte un periodo devastante, serviranno interventi mirati e sostanziosi per aiutare i club. Nei ragazzi ho percepito un senso di frustrazione che mai avevo avvertito prima. Bisogna tenere a mente la funzione sociale che lo sport ed il calcio hanno, alcuni aspetti sono stati sottovalutati quando invece avrebbero dovuto avere un’attenzione maggiore. Mi auguro che la federazione stia studiando un sistema che possa agevolare le società per la prossima stagione sia in relazione all’iscrizione ai campionati, sia alle quote da versare per i tesseramenti. Le società vanno aiutate in modo tale che possano gestire tutto al meglio e nella massima sicurezza, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora in piena pandemia”. Il direttore della Lodigiani ha infine concluso trattando il tema del congelamento delle categorie: “Non è un’iniziativa che può essere presa dal Comitato Regionale o dalla Figc in autonomia, perché le categorie di settore giovanile sono gestite a livello UEFA. Ho quindi forti dubbi che gli organi europei preposti discutano questa possibilità, in generale il sistema calcio, soprattutto in questo momento è orientato a risolvere problematiche di sostenibilità, legate soprattutto alle prime squadre, anche una riforma delle categorie giovanili per la prossima stagione è fortemente auspicabile”.

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