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l'intervista

Terrasi: "Il La Rustica, la Mundial e la crescita dei giovani portieri"

Il preparatore del club romano racconta come è andato avanti il lavoro al Fiorentini di La Rustica negli ultimi tempi

19 Marzo 2021

Mundial Terrasi

Il preparatore dei portieri Daniele Terrasi (Foto ©Mundial FC)

In casa Mundial Football Club voce ad un altro membro dello staff;  è il turno di Daniele Terrasi, preparatore dei portieri al Renato Fiorentini di La Rustica.

Nella stagione 2020/21 la Mundial si è insediata a La Rustica con un ottimo riscontro e sta cercando di ricreare entusiasmo al Fiorentini: come procede il lavoro? Che giudizio dai su questi primi mesi? "Dalla prima telefonata ho capito subito l'entusiasmo, la voglia ma soprattutto la serietà che rappresenta e differenzia la Mundial dalle altre società. Mi hanno messo subito in condizione di lavorare bene con tutti i ragazzi. Purtroppo la situazione Covid, che conosciamo tutti, ne ha fatto allontanare molti dal calcio ma tutto sommato, per il periodo che stiamo vivendo, non possiamo lamentarci. Anche se ci manca molto mettere in atto il lavoro che facciamo durante la settimana attraverso la partita".

Recentemente proprio a La Rustica c’è stato uno stage con i portieri che ha visto la presenza di Giovanni Cervone: che impatto ha avuto una figura così importante sui piccoli portieri? Che giornata è stata? "Ho avuto già modo di lavorare con Cervone. Si tratta di una persona che stimo molto già da bambino, essendo tifoso della Roma: è un personaggio professionale e con una grandissima esperienza, dalla quale si può solo imparare. Mi hanno chiamato tanti amici che avrebbero voluto far partecipare i figli, i ragazzi della Mundial erano molto contenti e frenetici: è stata sicuramente una bella giornata ed un’ottima lezione per loro e per noi tutti. Colgo l'occasione per ringraziare lui e la società per aver organizzato questa iniziativa, spero la prima di tante altre".

Quale è dal tuo punto di vista un allenamento tipo per un giovane portiere di settore giovanile o di scuola calcio? Ci sono differenze? "Adoro lavorare con entrambi, le differenze sono tantissime. La prima in assoluto è che ai piccoli insegni le basi. Un giorno lavori sulla posizione delle mani, un altro su come parare a terra e così via. Con il settore giovanile più che insegnare si allena quello che già hanno imparato e si correggono eventuali errori. A volte è capitato di farli lavorare insieme ed è stato un bello stimolo per entrambi. I grandi devono far vedere di essere bravi ed i piccoli che sono all'altezza come loro".

Quale è la più grande speranza per il 2021? Cosa ti senti di dire ai ragazzi? "Spero con tutto il cuore di uscire al più presto da questa situazione, un po' per tutto, sia dentro che fuori dal campo. Mio figlio che gioca nella scuola calcio mi chiede quando anche lui potrà fare le partite e sinceramente non so cosa rispondere, gli dico ‘presto’. A tutti i ragazzi durante gli allenamenti dico di allenarsi bene che tutto questo duro lavoro a breve sarà ripagato e che di questo periodo rimarrà solo un brutto ricordo".

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