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l'intervista

Gennaro Del Prete: "Si cerchi una soluzione per far tornare in campo tutti i ragazzi"

Il responsabile generale del Carso analizza la situazione senza mezzi termini: "La speranza è che nei prossimi mesi si possano disputare amichevoli o tornei"

23 Marzo 2021

Carso Del Prete

Polisportiva Carso, il responsabile generale e tecnico Gennaro Del Prete (Foto ©Conti)

Dici Polisportiva Carso e non puoi non pensare a lui. Gennaro Del Prete è ormai un volto arcinoto nel panorama del settore giovanile laziale, il principale fautore del miracolo sportivo di Borgo Carso. Abbiamo fatto con lui il punto della situazione ad un anno dall’inizio della pandemia, tra gestione delle squadre e speranze future: "Nonostante tutto siamo andati avanti con ogni categoria nelle ultime settimane, ovviamente i ragazzi senza le partite erano un po’ avviliti, la mancanza della gara del fine settimana si è fatta sentire, per tutti era lo stimolo in cui riversare il lavoro svolto in allenamento. È anca il confronto, il vero divertimento, anche per andare avanti a livello mentale e far fronte alla noia e alla monotonia. Questo virus purtroppo ci ha condizionato la vita - esordisce, parlando di come è proseguita l’attività in questi mesi - Noi però abbiamo cercato di compensare inserendo delle piccole competizioni tra di noi, atletiche e tecniche, nel rispetto delle norme e del distanziamento. Come unità didattica abbiamo dovuto cambiare parecchio, seguendo il protocollo. A livello tecnico si è lavorato di più ma poi a livello collettivo non potevamo fare esercitazioni situazionali e questo ha reso tutto più difficile, soprattutto dopo tanto tempo. Adesso, poi, siamo totalmente fermi, non trovo più parole per descrivere questa situazione". Il dirigente biancazzurro si è poi espresso sulla seconda parte di stagione, senza nascondere l’amarezza: "Per i campionati oramai è andata, a maggio e giugno non si può riprendere una competizione intera: la speranza è che magari nei prossimi mesi si possa fare qualche amichevole o dei tornei. Oppure che si acceleri con la diffusione dei vaccini, per migliorare un po’ la situazione generale, perché adesso come adesso non ci si può muovere più di tanto". In seguito si è toccato l’argomento relativo alla prevenzione, attuabile attraverso strumenti a cui non tutti possono attingere: "Tante società come noi non potrebbero permettersi tamponi settimanali o altri ausili, abbiamo ciò che serve per allenarci in sicurezza, ma non possiamo di certo ricreare lo stesso scenario della Serie A o del calcio professionistico - spiega - In un club di puro settore giovanile come il nostro poi è ancora più difficile, magari in alcune realtà di Eccellenza si potrebbe fare, ma alla fine ai nostri livelli si è fatto il possibile". Nel frattempo i "grandi" vanno avanti: il campionato di Serie D prosegue e a breve ripartirà anche l’Eccellenza. "A Borgo Carso abbiamo 4 gruppi d’agonistica, tutti in Elite. Se bisogna fare fede ad un protocollo serrato, con controlli settimanali, diventa difficile riprendere le competizioni. Nei Nazionali ad esempio gioca solo la Primavera; le società dilettanti con prime squadre hanno più risorse o generano più interesse. Mi auguro però che si cerchi una soluzione per riportare in campo anche i tantissimi ragazzi che adesso sono fermi, ripeto con amichevoli o tornei". C’erano i margini per concedere qualcosa in più anche a chi concentra la sua attività sui giovani? Del Prete non si sbilancia: "In questo periodo purtroppo, per tutti gli sviluppi che si sono venuti a creare ultimamente, è difficile prendere delle decisioni. Percepisco che c’è molta confusione, io personalmente non so più cosa pensare, mi chiedo se davvero siamo messi peggio di prima - conclude infine il responsabile del club pontino - Credo che comunque ci fossero i margini per concedere quantomeno gli allenamenti di gruppo, sempre nella massima sicurezza, per coinvolgerli e dargli qualche stimolo in più e per ridurre il rischio di abbandono. Noi nel nostro piccolo dimostriamo sempre vicinanza ai ragazzi, a cui però gli vanno date delle motivazioni concrete. Già non possono andare a scuola e perdono tanto, se gli si tolgono anche quelle due-tre ore di sport allora diventa davvero difficile. Ad ogni modo i nostri obiettivi rimangono gli stessi: grande focus su tutti i nostri ragazzi, vogliamo mantenere le categorie e dargli la possibilità di essere lanciati nel professionismo".

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