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l'intervista

Empire, l'analisi di Gabriele "Iniziare adesso a lavorare per la ripartenza"

Il presidente biancoverde commenta gli sviluppi dello stop ai campionati e indica come poter uscire in maniera vincente nel prossimo futuro

26 Marzo 2021

Daniele Gabriele

Daniele Gabriele, presidente dell'Empire

Nella giornata di mercoledì 23 è suonato il gong per tutta l'attività regionale. Il lavoro tra FIGC, LND e Coni ha portato solamente il campionato di Eccellenza alla ripresa e quindi per tutte le altre categorie il ritorno in campo è previsto con la nuova stagione. Un traguardo però sul quale bisogna iniziare a lavorare da subito, per evitare che si perda altro tempo e che gli investimenti già effettuati o da effettuare vadano in fumo e, soprattutto, per evitare che tanti ragazzi rimangano fermi al palo per altri mesi. Il presidente dell'Empire Daniele Gabriele analizza proprio questo particolare aspetto, dopo una stagione persa nell'attesa di novità "La speranza è che si cominci da subito a pianificare il futuro – esordisce – anche perché credo che con una maggiore attenzione la possibilità di fare sport non sarebbe stata così complicata anche in questa stagione. Quindi c'è bisogno di linee guida immediate. Ormai questa stagione è andata e c'è grande rammarico per come si sono sviluppate le cose. Fare dei tamponi a costi accessibili, ad esempio, sfruttando anche fondi regionali, sarebbe stato possibile, ma io credo che dai vertici non ci sia stata la volontà di perseguire certe strade. La nostra società ha prestato sempre la massima attenzione verso qualsiasi norma, partendo dagli allenamenti distanziati per finire agli investimenti sulla struttura per essere in regola. Ad oggi se mi chiedo a cosa sia servito tutto questo la risposta è molto chiara ed amara: niente. Non è servito a niente. Visto che ormai i giochi sono chiusi quello che mi preoccupa è che nessuno si sta occupando di come potranno essere gestiti i prossimi campionati, se non si inizia a lavorare subito per il prossimo anno con un piano d'azione ben determinato le società non ce la faranno. Abbiamo pagato tutte le spettanze economiche del caso senza avere nulla in cambio e se non ci sarà una linea da seguire rischieremo di avere la stessa situazione già vista in questi mesi. Oltre all'aspetto economico, anzi soprattutto, va considerato poi quello che i ragazzi stanno vivendo e dovranno vivere, soprattutto i più piccoli, i bambini. Sportivamente parlando potrebbero ritrovarsi in situazioni difficili da gestire. Ragazzi del 2008 che non hanno mai giocato ad undici si ritroverebbero a farlo in maniera immediata e senza avere le condizioni necessarie per farlo. Non hanno mai potuto provare nulla in una “partitella” hanno lavorato soltanto sulla tecnica individuale e questo in fondo è l'unico aspetto positivo. Almeno da noi. Purtroppo ho diverse segnalazioni di società che hanno spesso organizzato amichevoli e quando un bambino o un genitore mi chiedono perché da noi questo non succede, cosa dovrei rispondere? Il calcio e lo sport in generale oltre al benessere psico-fisico di ciascuno di noi serve anche a questo, ad imparare il rispetto per le regole e allo stare insieme. So che le decisioni da prendere sono difficili e che sia io che nessun altro ha la bacchetta magica per trovare una soluzione immediata e soddisfacente, ma serve iniziare a lavorare da subito per poter ripartire e non fermarsi più. Questo deve essere il primo passo da fare ed è bene che le federazioni inizino a collaborare con le società, che sono il motore di tutto il movimento. Altrimenti potrebbe anche esserci una fuga verso altri enti di promozione sportiva con riflessi economici in negativo, per loro, che tutti possiamo immaginare". 

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