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l'intervista

Andrea Marini: "Giovani? Meglio vederli in campo che per strada"

Le considerazioni del direttore sportivo del Giardinetti: "Abbiamo fatto il massimo per non abbandonare i nostri ragazzi"

30 Marzo 2021

Giardinetti Marini

Il direttore sportivo Andrea Marini (Foto d'archivio ©Giardinetti)

ìIl direttore sportivo del Giardinetti, Andrea Marini, ha espresso sensazioni e pensieri a 360°, toccando molti dei temi cruciali per una ripartenza del calcio giovanile e dilettantistico che, si spera, possa avvenire nel più breve tempo possibile e nella massima sicurezza: “L’ultimo anno è stato caratterizzato da una stagione di non attività, abbiamo iniziato con tanto entusiasmo nella speranza di esserci lasciati alle spalle la pandemia in via definitiva. Sulla nostra pelle ci siamo invece resi conto che il problema non era superato, anzi, la seconda e la terza ondata dei contagi hanno rivelato una realtà ben differente da quella auspicata. Nel caos generale ci sono ovviamente finite anche le istituzioni, da quelle più alte a quelle più basse. Se da un lato siamo tutti consapevoli che prendere decisioni in una situazione di tale emergenza non è facile, d’altro canto è innegabile che si sarebbe potuto fare decisamente meglio. Avrebbero dovuto tutelare maggiormente i club, i centri sportivi e soprattutto i ragazzi, il motore di tutto il movimento. Non dimentichiamo che i giovani hanno letteralmente perso un anno di vita, oltre che di sport. Socialità ridotta all’osso, aspetto sportivo ai minimi livelli, non è semplice per gli adulti, figuriamoci per gli adolescenti. Non mi sento di addossare colpe al comitato regionale, le loro decisioni sono sempre state figlie della Federazione e del Ministero dello Sport”. Il ds biancorosso ha poi commentato l’operato della società del presidente Antonio Ranieri che, nonostante tutto, non si è fermata: “A settembre scorso abbiamo organizzato la Giardinetti Cup, un torneo che ha visto la partecipazione di ben dodici squadre. In un momento così difficile organizzare un evento di quella portata era tutt’altro che facile, abbiamo dimostrato che rispettando i protocolli e le norme vigenti si può. Aver ricevuto i complimenti di genitori e addetti ai lavori ci ha riempito d’orgoglio. Lavorare di squadra, come staff e non come singoli, è stata la chiave dell’ottima riuscita del torneo e della buona prosecuzione delle attività, nonostante gli allenamenti individuali che non sono il massimo per lo sport ed il calcio. Si è cercato di non lasciare soli i ragazzi, meglio farli stare in un campo di calcio o in una palestra piuttosto che per strada”. Sulle ipotesi per la ripartenza della prossima stagione, il pensiero del diesse del Giardinetti è abbastanza allineato su quelli di tanti altri addetti ai lavori: “Bisogna fare qualcosa a livello di categoria. Si potrebbe ad esempio istituire l’Under 20 per dare modo agli attuali Under 19 di continuare ad esprimersi e recuperare l’ultimo anno di calcio non giocato, allo stesso modo l’Under 18 per gli Under 17. A mio avviso bisognerebbe bloccare assolutamente i 2008, non possono passare da due mesi di esperienza a nove, a dover lottare per un titolo o per la salvezza in un campo a undici. Bisognerà trovare soluzioni anche per quanto riguarda il protocollo. Se pensiamo ad esempio all’impossibilità di usare gli spogliatoi, magari un ragazzo dopo gli allenamenti va a casa sudato e poi il giorno dopo a scuola, si ammala e iniziano a scattare le quarantene che bloccano tutto”. Andrea Marini ha infine concluso con speranze e desideri in vista del futuro: “Mi auguro che da aprile in poi si possa tornare a vivere più normalmente la quotidianità. Lo scorso anno dopo la primavera i contagi erano diminuiti molto, anche grazie al lockdown, adesso siamo in zona rossa e abbiamo un’arma in più, i vaccini, fondamentali per uscire dalla pandemia. Sul piano calcistico spero che si possa ripartire con un’attività il più possibile vicina a quella pre-Covid. Le società sono in difficoltà, tutte, c’è l’urgente necessità di rimettere in moto la grande macchina che è il calcio dilettantistico e giovanile. Concludo ringraziando la famiglia Ranieri, la dirigenza, Flavio Moscetti e David D’Agnelli, tutti gli staff, i giocatori e le loro famiglie. Dobbiamo ancora tenere duro, non possiamo far altro aspettando tempi migliori”. 

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