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l'intervista

Gianluca Valerio: "Dalle Autorità serviva qualche soluzione in più"

Voce al neo direttore sportivo dell'Atletico 2000, che traccia un bilancio a 360º: "Fermati migliaia di ragazzi, adesso si pensi già alla prossima stagione"

30 Marzo 2021

Atletico 2000 Valerio

Gianluca Valerio, direttore sportivo biancorosso (Foto ©Atletico 2000)

Gianluca Valerio, neo direttore sportivo dell’Atletico 2000, traccia un personale bilancio riguardo l’attuale situazione del panorama calcistico regionale: "Sono molto soddisfatto di come abbiamo lavorato in questi mesi: siamo stati sempre fedeli al protocollo, nonostante molti ci chiedessero di essere più permissivi. Ma non abbiamo ceduto di una virgola: il presidente ha delle responsabilità, io la penso come lui, quindi abbiamo rispettato alla lettera le restrizioni, impegnandoci al massimo come staff per far divertire i ragazzi e per stimolarli. Allenamenti distanziati, mai partitelle, tanti giochi ed esercizi sulle individualità: abbiamo sempre avuto una massiccia presenza al campo, questo mi inorgoglisce quasi come aver vinto una partita di campionato. Perché riuscire a coinvolgere tanti ragazzi, tra sacrifici e sapendo le mancanze oggettive di un certo tipo di lavoro, è stato importante". Massimo zelo in quel di via Centocelle, con l’impressione che comunque qualcosa in più si potesse concedere: "Le Autorità hanno imposto questo protocollo e io da addetto ai lavori devo rispettarlo. Poi la mia opinione, da persona che lavora all’ospedale, che è stata tra i primi a prendere il Covid in maniera forte un anno fa e che comprende benissimo la serietà del problema, è che le Istituzioni avrebbero dovuto inventarsi qualche altra soluzione - spiega - Penso ad esempio a dei tamponi più a basso costo che magari i ragazzi si facevano ogni tot prima dell’allenamento, credo che le famiglie l’avrebbero accettato. Qualcosa del genere oppure magari un controllo più serrato nelle scuole, cosicché poi i ragazzi, già testati e con un certificato, fossero liberi poi di fare anche altro. Ma è stata una situazione difficilissima da gestire, con i casi che continuavano a salire: diventa anche una questione di buon senso individuale. Solo che tra tutte le cose a cui il Governo ha dovuto pensare, alla fine è stato bloccato totalmente lo sport che è fondamentale per i giovani. Ritengo che qualcosa in più si potesse fare". Istituzioni assenti? Il dirigente ha le idee chiare: "Serviva uno sforzo in più per cercare di comprendere veramente i problemi e le dinamiche di un movimento come il nostro. Non mi aspettavo che regalassero tamponi, però si doveva ragionare su qualcosa. Di fatto hanno fermato per un anno e mezzo migliaia e migliaia di ragazzi nel momento cruciale del loro sviluppo fisico. Un danno sul piano sportivo, oltre che su quello sociale con la scuola fatta a distanza". Ci sarà da aspettarsi delle conseguenze per questo lungo stop: "Sentendo in giro diversi addetti ai lavori, purtroppo la realtà è che molti ragazzi hanno smesso. E questo è un dato di fatto. Soprattutto i più grandi nel panorama del settore giovanile. E noi in questi mesi ci siamo spremuti, riunioni su riunioni, per cercare di allestire degli allenamenti stimolanti rispettando i protocolli, ma non è facile. L’anno prossimo bisognerà verificare la qualità di annate intere - rimarca - In generale credo che la qualità si abbasserà. I più piccoli devono ancora finire di sviluppare e possono riprendersi: ma penso ai 2003 e 2004 che hanno saltato di netto il biennio Allievi e si ritrovano a dover fare l’Under 19 dopo una stagione e mezzo. Che giocatori ci saranno in Juniores l’anno prossimo? Stesso discorso per gli Under delle prime squadre. Per quella fascia lì questa situazione è veramente un guaio. Sono ragazzi che non completano lo sviluppo fisico come potrebbero, con l’attività: il campo fa molto, si cresce con partite e allenamenti. Nei Giovanissimi il fisico sposta gli equilibri, i giovani che hanno già sviluppato sono dominanti; ma a 16-17 anni, quando un po’ tutti sviluppano, lì allora bisogna lavorare bene sia sul piano fisico che su quello tecnico". Ultime battute sul prossimo futuro: "Non voglio esser pessimista, ma spero che la Federazione ragioni bene su come ricominciare al meglio la prossima stagione già da adesso, a 6 mesi di distanza. Questa si sapeva che ormai era persa - chiude Valerio - Non bisogna adagiarsi sul discorso dei vaccini, devono comunque organizzarsi con un sistema di controlli e tamponi efficace".

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