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l'intervista

Simone Corino: "Difficile prendere decisioni ma i club hanno bisogno di vicinanza"

Il direttore sportivo dell'Ottavia analizza gli ultimi mesi di inattività ed esprime il suo punto di vista

30 Marzo 2021

Ottavia Corino

Il direttore sportivo azzurro Simone Corino (Foto ©Ottavia)

Il direttore sportivo dell’Ottavia, Simone Corino, ha espresso le proprie sensazioni sull’ultimo anno che ha visto il calcio, come tanti altri aspetti delle nostre vite, fortemente condizionato dalla pandemia: "Diciamo che sicuramente non sono partito col piede giusto considerando che questa è la mia prima esperienza come direttore (ride, ndr). Oltre al ruolo nella dirigenza azzurra, ricopro anche quello di allenatore dell’Under 16; mi sono ritrovato a gestire situazioni che vanno oltre gli aspetti prettamente calcistici. Se vediamo il bicchiere mezzo pieno questa spiacevole situazione ha aiutato ad allargare gli orizzonti, ci ha portato a fare cose che prima nemmeno avremmo immaginato. In emergenza bisogna adattarsi ed imparare sempre cose nuove. Anche per questi motivi credo che all’Ottavia sia svolto un buon lavoro, quando c’è stata la possibilità abbiamo portato avanti l’attività con i ritmi di sempre. Il numero di presenze agli allenamenti sempre molto alto ha spronato gli staff a continuare a dare il massimo. Ringrazio le famiglie che ci hanno dato fiducia, non è da sottovalutare. Fortunatamente nel nostro centro sportivo non si sono verificati focolai, le positività registrate in alcuni ragazzi sono dovute all’esterno". Il direttore sportivo ha poi proseguito commentando il lavoro Comitato Regionale Lazio e della FIGC: "Credo che un aspetto fondamentale in qualsiasi ambito sia la chiarezza, è mancata questa nell’ultimo anno e dispiace. Capisco che prendere decisioni non è mai facile, a maggior ragione in tali periodi, ma avevamo avuto e continuiamo ad avere bisogno di maggiore vicinanza. Le società hanno investito all’inizio di questa annata per poi doversi fermare dopo poche settimane, senza contare le perdite del 2019/2020". La speranza di tutti è che prossimamente si possa tornare a svolgere allenamenti e, perché no, qualche amichevole: "Ne sarei felicissimo, soprattutto per i ragazzi e per le loro famiglie. Gli allenamenti individuali non potranno mai sostituire quelli collettivi, né tantomeno la crescita che un ragazzo porta avanti con le partite. Le gare sono sinonimo di competizione, di voglia di misurarsi con altri giocatori. Proprio per questo motivo mi auguro che al più presto si rimettano i calciatori sul rettangolo verde, ne hanno bisogno". Il ds dell’Ottavia ha proseguito esponendo pensieri sulla stagione che verrà: "Sarà necessario apportare modifiche. I 2008, che negli ultimi due anni hanno giocato un paio di mesi a 9, non possono ritrovarsi a disputare un campionato a 11 con titoli e retrocessioni. A mio avviso dovrebbe essere creato un format che dia loro la possibilità di fare esperienza senza pressioni. Allo stesso modo non possiamo gettare al vento intere annate, come ad esempio quella dei 2004. Una soluzione può essere istituire la categoria Under 18 per far sì che l’attuale Under 17 possa continuare ad esprimersi in campo, altrimenti sarà davvero dura. Il calcio italiano si trova già in difficoltà e questo lo vediamo in maniera evidente ad alti livelli, soprattutto se ci paragoniamo ad altre realtà europee. Non adottare nuove strategie per i giovani complicherebbe ancor di più il futuro del calcio italiano". Simone Corino ha infine concluso: "I ragazzi devono giocare. Se non rimettiamo i giovani in campo si annulla ogni discorso, è leggermente complicato fare calcio senza calcio. Spero che dopo Pasqua ci sia la possibilità di ripartire in qualche modo. Non so se con gare ufficiali, tornei o amichevoli, ma è fondamentale tornare a disputare partite. Ci tengo a ringraziare il presidente Andrea Braconi ed il vicepresidente Ernesto Maselli, continuano ad investire nonostante il periodo difficilissimo che vive il nostro calcio. Questo infonde fiducia in tutti i tesserati. All’Ottavia stiamo lavorando con criterio e programmazione, ma per il prossimo anno servirà il supporto del comitato e della federazione. Società e istituzioni dovranno lavorare di squadra per il bene del movimento". 

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