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l'intervista

Marco Iacovolta: "Lo sport dilettantistico è stato completamente dimenticato"

L'analisi del direttore sportivo del Savio: "Il periodo delicato per il Paese è evidente, ma occorre pensare anche ai giovani..."

13 Aprile 2021

Savio Iacovolta

Marco Iacovolta, direttore sportivo del Savio (Foto ©Paolo Lori)

"Il trattamento che ci è stato riservato parla da sé, il movimento dilettantistico è stato completamente dimenticato dalle istituzioni. Il messaggio arrivato alle società è stato questo ma l’aspetto ancora peggiore è che la situazione è stata ben compresa anche dai ragazzi". Esordisce senza mezzi termini il direttore sportivo del Savio, Marco Iacovolta, che poi prosegue: "Che tutta Italia stia vivendo un periodo delicatissimo è evidente, capisco e so bene quanto stiano soffrendo lavoratori ed attività, ma bisogna pensare anche ai giovani. Personalmente sono cresciuto con il calcio, prima da giocatore, poi da allenatore e ora da direttore, chi non vive di questo meraviglioso sport forse non può capire, ma è una delle ragioni che ci spinge ad alzarci la mattina. Non nascondo che da un anno a questa parte i miei stimoli siano calati, per fortuna ci hanno pensato i meravigliosi ragazzi blues ad emozionarmi ancora. Vedere ogni volta tutte le squadre con l’intera rosa presente è qualcosa di bellissimo". Il ds di Via Norma ha poi continuato raccontando le modalità adottate dal Savio per portare avanti le attività: "Abbiamo cercato di restare il più possibile vicino ai ragazzi e alle loro famiglie. Durante la zona rossa non potevamo che svolgere allenamenti su zoom, nel fine settimana abbiamo proposto invece delle amichevoli virtuali. Il format si basava sulle diverse aree su cui sono incentrati gli allenamenti, quindi cognitiva, motoria, tecnica e coordinativa. Poi una parte con il freestyle ed una a quiz, con domande su cultura generale e conoscenza del gioco del calcio. Nel periodo di zona arancione, invece, nonostante tutti i problemi logistici, si è cercato di rendere gli allenamenti il più possibili stimolanti tenendo alto il livello di competitività; ad oggi possiamo dirci soddisfatti del lavoro svolto". Marco Iacovolta ha poi espresso le proprie sensazioni sui prossimi mesi che ci attendono: "Credo che sia arrivato il momento di rimettere i ragazzi sul rettangolo verde, anche e soprattutto in vista della stagione 2021/2022. Per il campionato che verrà bisognerà tenere conto di un aspetto forse troppo sottovalutato, i contagi in campo non avvengono. Anche da noi le positività registrate sono state tutte dovute a dinamiche esterne al centro sportivo. Si sentono diverse papabili soluzioni come il blocco delle categorie ma non credo sia il punto della questione. Davvero importante sarà capire come recuperare il percorso di formazione dei ragazzi, bruscamente interrotto da un anno a questa parte. Sfida, duello e gara sono sinonimo di crescita collettiva ed individuale, senza questi elementi parlare di crescita e formazione diventa limitativo. Anche perché in tanti ambiscono a palcoscenici ben diversi e non hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra. Il Savio ogni anno sforna tanti talenti per il professionismo, noi come tante altre società dilettantistiche del Lazio. A proposito di categorie credo che bisognerà ad esempio agire nelle annate superiori, come istituire il campionato di Under 18. Questa, insieme all’Under 20, potrebbe essere la vera soluzione. Altrimenti, chi prenderebbe ad oggi un 2002, 2003, 2004 senza averli mai visti giocare?". Il direttore sportivo del Savio ha infine concluso: "In generale bisognerebbe ragionare sull’aumento degli stimoli che possano creare ambizione nei ragazzi. In questa stagione i 2006 non hanno potuto disputare l’Under 15, a mio avviso l’annata più bella di settore giovanile, quindi inserire le finali nazionali anche per l’Under 16 potrebbe stimolarli maggiormente. Tutti dovremo fare in modo di partecipare ad una vera e propria rinascita del movimento e dei nostri ragazzi, bisogna restare uniti e lavorare insieme, dai club alle istituzioni. Chiudo facendo un augurio di cuore a tutti i ragazzi che stanno stringendo i denti per non abbandonare i propri sogni. Mi complimento poi con i giocatori del Savio, entrare in campo e vederli tutti presenti mi è stato d’insegnamento e ogni volta mi provoca sempre emozioni forti".

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