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l'intervista

Alessio Iannuccillo: "Sport all’aperto non tra le maggiori cause di contagio"

Il responsabile del settore giovanile della Pro Calcio Tor Sapienza: "I ragazzi sono in difficoltà, spero si torni presto alla normalità"

21 Aprile 2021

PC Tor Sapienza Iannuccillo

Alessio Iannuccillo, responsabile del settore giovanile gialloverde (Foto ©Pro Calcio Tor Sapienza)

Nonostante le difficoltà dell’ultimo anno, la Pro Calcio Tor Sapienza è riuscita a mantenere coese le sue squadre giovanili, forse anche grazie alla verticalità del progetto gialloverde, che oltre ad un buon settore giovanile, conta anche sulla prima squadra che milita in Eccellenza, campionato appena riavviato. Alessio Iannuccillo è il responsabile del settore giovanile, e ci ha parlato di come i ragazzi della Pro Calcio hanno reagito alle avversità degli ultimi mesi, tra preoccupazioni, speranze e molta nostalgia del campo: "Per quanto ci riguarda è andata bene, abbiamo la prima squadra in attività quindi siamo stati sul pezzo, la situazione non è semplice per i ragazzi più grandi, che hanno a che fare anche con lavoro o altri interessi, però non abbiamo mollato, le presenze ci sono ed il tipo di allenamento che facciamo rimane proiettato a quando si riaprirà, potrebbe succedere anche nel medio periodo, e bisogna farsi trovare pronti. In zona rossa abbiamo mandato ai nostri ragazzi programmi di allenamento da fare a casa, e la risposta è stata decisamente buona". Iannuccillo dà fiducia alle istituzioni nella gestione della pandemia, ma ovviamente non può mancare un pizzico di apprensione per gli atleti di età più giovane: "Non essendo un virologo mi fido di ciò che si fa, la zona rossa sarà stata imposta per un motivo, così come le altre misure di precauzione. I ragazzi però sono più in difficoltà, e il dispiacere è più per loro che per noi, alla mia età fai il lavoro che devi fare e ti adatti, ma loro stanno perdendo tantissimo tempo nel percorso di crescita, e sarà difficile recuperarlo. Il grande salto di categoria che tanti giovani dovranno fare preoccupa anche noi, soprattutto perché avendo una prima squadra, noi cerchiamo una progettualità a lungo termine, e ragazzi del 2004 che l’anno prossimo potrebbero stare in prima squadra, hanno finito solo il campionato Under 15 negli ultimi anni. Nel nostro paese il calcio è tra le cose meno importanti rispetto ad altre problematiche, ma comunque società come la nostra avranno difficoltà con i ragazzi che dovranno fare un grande salto in prima squadra senza una buona porzione di esperienza nel settore giovanile. Alla luce di tutte le difficoltà dell’ultimo anno non saprei dire nemmeno quali misure potevano risultare eccessive o poco utili, so per certo che lo sport all’aperto non è tra le cause maggiori di contagi, ed infatti a noi è stato concesso di allenarci a distanza nei momenti in cui la fascia di colore lo permetteva". Iannuccillo poi ci ha parlato delle sue speranze per il futuro: "Anche se mi auguro che qualche torneo cominci, credo che non succederà, se l’eccellenza fino a giugno ha un protocollo rigidissimo, farlo rispettare anche per le giovanili è impossibile, soprattutto per tornei che non sono necessari. Per quanto riguarda l’anno prossimo mi auguro che tutto ritorni alla normalità per dimenticare questi due anni. Non so se i vaccini saranno fondamentali in questo, mi viene da pensare che sono uno strumento utile a ridurre le problematiche di contagio nel paese, e visto che il calcio subisce queste problematiche, magari possono dare una mano". Il responsabile tecnico poi ci ha parlato di quelle che sono le caratteristiche che secondo lui possono ridurre il problema relativo all’abbandono nel calcio giovanile, lasciando poi un messaggio per i suoi giovani atleti: "La differenza la può fare una struttura societaria più organizzata, che programma il futuro, che permetta di allenarsi con costanza e che faccia sentire la propria vicinanza, fermo restando che ci sono ragazzi che abitano lontano o hanno altri tipi di problemi da affrontare. Ai miei ragazzi dico di non mollare, continuare a pensare che il calcio debba continuare ad essere un elemento importante, il calcio occupa sempre quei 4 o 5 giorni settimanali, lo sport in generale è parte della nostra vita, nella speranza di tornare alla normalità e vederli felici arrabbiati e tornare a fare ciò che più amano".

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