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l'intervista

Paolo Cioeta: "Montespaccato è una realtà diversa ed in forte crescita"

Il neo direttore tecnico si presenta: "C’è tanto lavoro da fare, vogliamo avviare un ciclo. Il presidente Monnanni ed il programma Talento&Tenacia mi hanno coinvolto"

20 Aprile 2021

Montespaccato Tanteri Monnanni Cioeta

Da sinistra Tanteri, il presidente Monnanni e il neo dt Cioeta (Foto ©Montespaccato Savoia)

Il Montespaccato Savoia aggiunge un pezzo da novanta alla propria struttura con l’inserimento di un dirigente del calibro di Paolo Cioeta. Allenatore Uefa B e osservatore per la Sampdoria, l’ex Tor Tre Teste - dopo oltre un decennio da protagonista indiscusso tra le fila rossoblù - sposa il progetto di via Stefano Vaj e ricoprirà il ruolo di direttore tecnico, operando al fianco del direttore operativo e responsabile del programma "Talento & Tenacia" Antonello Tanteri. Le prime parole del neo dirigente azzurro sono proprio per il club di via Candiani: "Per prima cosa ci tengo a ringraziare la Tor Tre Teste ed Alessio Di Bisceglia, per tutto il percorso intrapreso insieme, per il rapporto che abbiamo e per la disponibilità che ha mostrato nei confronti di questo mio trasferimento - esordisce, focalizzandosi poi sulla sua nuova avventura - Non posso che ringraziare a questo punto anche il presidente Massimiliano Monnanni per la fiducia e le responsabilità concesse. Sono stato messo subito in condizione di entrare con operatività all’interno della realtà di Montespaccato, che adesso è molto diversa rispetto alle passate stagioni e che soprattutto è in forte crescita: c’è la volontà di fare ulteriori passi in avanti e di avviare un ciclo per quanto riguarda il settore giovanile, per portarlo ai massimi livelli, visto che al momento c’è soltanto una categoria, l’Under 17, in Elite. Serviva inoltre una riorganizzazione societaria dopo l’uscita di Marco Lo Pinto: ci aspetta tanto lavoro e questa mi stimola. Spero che la prima squadra riesca a chiudere bene il campionato, in crescendo, mentre per le giovanili inizieremo a programmare per dare un’identità diversa. Ho le mie idee e le porterò avanti".

Dentro Montespaccato Non solo Paolo Cioeta, però: "Sarà mio collaboratore tecnico Andrea Calce, una figura che tutto il panorama laziale conosce, con il quale seguiremo verticalmente tutta l’attività. Inoltre non dimentichiamoci di Antonio Politi, che seguirà agonistica e scuola calcio, e Antonello Tanteri per la direzione organizzativa - prosegue il dirigente, che poi racconta il suo rapporto con Massimiliano Monnanni - La mia conoscenza con il presidente nasce a novembre: io sono piaciuto a lui e lui con il suo progetto ha coinvolto me. Ci siamo trovati ed abbiamo deciso di avviare quest’avventura insieme. È una persona leale, diretta, molto competente e con una bella testa, come si dice a Roma (ride, ndr). Col passare degli anni si è appassionato sempre più al calcio e si sta impegnando con forza per valorizzare la realtà, non solo sportiva, di Montespaccato, una questione a lui molto a cuore". Ecco, riqualificazione del quartiere più inclusione e valorizzazione dei giovanili tramite il potente veicolo dello sport. I pilastri del programma Talento&Tenacia: "Questa parte è importantissima e mi stimola tanto. In una zona come questa della Capitale, poi, ha un enorme valore. Integrare i ragazzi, dargli supporto e fornirgli aiuti concreti è fondamentale, a Montespaccato come in tante altri quartieri romani - rimarca Cioeta - Soprattutto, poi, in un periodo storico come questo, quando i ragazzi vanno motivati e accompagnati oltre le difficoltà. Gli va fatta ritrovare la voglia e la passione di giocare a calcio".

L’impatto del Covid L’attenzione verso i giovani dovrà esser ancor più avvolgente: "Purtroppo penso che a causa di questo lungo stop perderemo tanti ragazzi, soprattutto i più grandi che passeranno nella prime squadre senza aver giocato in Under 19. Dipende molto da quello che deciderà la Federazione: tanti ragazzi perderanno un anno e ci troveremo la prossima stagione con dei 2007 e 2008 nel biennio Giovanissimi pur non avendo di fatto mai giocato una partita a 11. È questo il fulcro della questione, la decisione che le Autorità sportive prenderanno riguardo al settore giovanile per il prossimo anno sarà cruciale - continua il neo DT azzurro - Secondo me la cosa migliore sarebbe congelare le annate delle giovanili, congelare le categorie, nonostante le problematiche che sicuramente genererebbe. Pensiamo per esempio anche ai 2004: l’anno scorso hanno giocato mezzo campionato nel primo anno Allievi, in questo sono stati fermi e nel prossimo dovrebbero misurarsi in Under 19, l’ultimo step prima del passaggio nei Dilettanti, senza aver giocato durante il loro periodo di massimo sviluppo". E le dannose conseguenze del lungo stop saranno molteplici: "A livello psicologico hanno avuto dei problemi questi ragazzi, che non sono potuti andare a scuola, non hanno potuto vedersi con gli amici, uscire o fare sport e qualunque esperienza tipica dell’adolescenza. Questo a livello mentale pesa su un giovane. Passando ad analizzare il piano sportivo, invece, credo che tecnicamente ci saranno dei passi indietro: migliaia di giovani giocatori resteranno fermi per un anno e mezzo in totale. Il confronto in campo e l’allenamento settimanale formano. Credo che i danni di questi mesi li vedremo nelle stagioni a venire". Una situazione complicata da affrontare tuttavia anche sul piano decisionale: "Riconosco che è anche difficilissimo gestirla dal punto di vista delle Istituzioni. Ritengo però che non ci sia stata equità nelle scelte e nelle gestioni. Nel Lazio ci sono delle società iscritte a Enti di promozione sportiva, a cui è stato riconosciuto l’interesse nazionale, che si allenano e giocano. Non è una colpa loro, potendolo fare hanno fatto bene: invece noi che siamo riconosciuti dalla FIGC non abbiamo potuto svolgere i campionati e siamo stati costretti a portare avanti l’attività in questi mesi rispettando i protocolli sanitari. Non comprendo questa incongruenza e questa mancanza di equilibrio - chiude Cioeta - Mi auguro che ai ragazzi venga data prossimamente l’opportunità di riprendere all’aperto gli allenamenti collettivi, come anche che venga concesso alle società sportive di organizzare e i svolgere partite o tornei".

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