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l'intervista

Alessandro Bruno: "Inserimento di Under 18 e 13? Non ne vedo l'utilità"

Il direttore generale del Tor Tre Teste: "C’è stato un vero blocco generazionale, con queste restrizioni. Perché gli altri sport di contatto sono ripartiti e il calcio no?"

28 Aprile 2021

Tor Tre Teste Bruno

Il direttore generale di via Candiani Alessandro Bruno (Foto ©Tor Tre Teste)

Alessandro Bruno, direttore generale del Tor Tre Teste, ha parlato con noi della situazione attuale dei suoi ragazzi, svelandoci le preoccupazioni e le speranze maturate lungo questa sfiancante pandemia: "In quest’ultimo anno abbiamo vissuto non poco disagio, è una situazione difficile, abbiamo cercato di tenere botta il più possibile, ma non è stato facile e continuerà a non esserlo. Dobbiamo mantenere i ragazzi stimolati, cerchiamo di tenerli attivi con delle piccole competizioni tra di noi, così da farli almeno rimanere interessati a venire al campo, perché la preoccupazione più grande è l’abbandono, ed anche noi ne abbiamo perso qualcuno, per ora solo due o tre, quindi da questo punto di vista possiamo ritenerci un po’ più fortunati rispetto ad altre società. C’è stato un blocco generazionale, con queste restrizioni la maggior parte delle ore che passano al di fuori del campo si versa nei videogiochi. A livello calcistico il danno è enorme, hanno perso delle cose che erano abituati a fare in maniera giornaliera, speriamo che possano riprendere a breve. Sembra che in Italia il male di questa pandemia sia il calcio, ho visto quasi tutte le attività riprendere tranne la nostra, la Federazione sembra totalmente assente, non dà notizie, non si esprime, mentre pallavolo, pallanuoto, e basket stanno ripartendo. Solo le giovanili nazionali continuano a giocare, fare test match ed allenarsi, ma se non riparte il calcio giovanile dilettantistico, i nazionali tra poco non avranno più giocatori da prendere, perché è il dilettantismo che alimenta il professionismo. L’inserimento di un Under 18 è utile nel professionismo per aiutare i ragazzi un anno in più verso la Primavera, ma nel dilettantismo, che ha tutt’altro formato, non ha molta utilità, stesso discorso vale per un’eventuale Under 13. Poi bisogna anche vedere per quanti anni queste categorie sarebbero mantenute, per ora non mi sembra una soluzione, in ogni caso ci adatteremo a qualsiasi provvedimento". Inoltre Bruno ci ha detto la sua sulla gestione operata dalla Federazione, parlandoci poi di quali valori possono salvare una società dall’incubo dell’abbandono: "Ribadisco ciò che ho detto prima, perché tanti sport di contatto sono ripartiti e il calcio no? Non si è mai verificato un focolaio in nessuna società, e non concepisco il fatto che una Federazione non si esprima e non dica nulla, mentre nel frattempo dobbiamo continuare a gestire, investire, ed anche in questo la Federazione ci ha lasciati soli, stiamo facendo tutto in solitudine ed è veramente difficile. Più che permissivi, potevano essere più presenti. Io avevo anche proposto, in caso di positivi, di far tamponi a tutta la squadra per continuare in sicurezza, ma nessuna risposta è mai arrivata. Cosa tiene i ragazzi lontani dall’abbandono del calcio? Posso parlare per la nostra realtà, abbiamo la fortuna di essere una società importante che ha sempre trasmesso ottimi valori, e ai nostri ragazzi abbiamo detto di non buttare tutto al vento, anche oggi con una sospensione definitiva dei campionati, non smettiamo di stimolarli, anche perché l’alternativa è stare in casa o per strada. Abbiamo avuto la fortuna di avere accanto le loro famiglie che ci hanno supportato, e loro hanno continuato ad allenarsi. Inoltre è fondamentale la bravura degli staff, che sono stati a contatto con i ragazzi e hanno fatto un ottimo lavoro in tutto questo tempo. Per i prossimi mesi aspettiamo le nuove disposizioni che sembrano favorevoli a un ritorno, e spero che da qui a fine anno ci diano la possibilità di ripartire per il bene dei ragazzi, poi magari per la prossima stagione anche con i vaccini potremmo pian piano tornare alla normalità e ricominciare a fare ciò che più amiamo, anche perché la situazione inizia a diventare insostenibile in tutti gli ambiti della vita. Ai ragazzi faccio i miei complimenti perché sono tutti presenti, si allenano e si impegnano, e ringrazio di nuovo anche le loro famiglie, hanno creduto nella società e ce lo stanno dimostrando".

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