Cerca

l'intervista

Cristian Silvestri: "Giovani di oggi sedentari, non riguarda solo il calcio"

Il responsabile del settore giovanile del Grifone Monteverde: "Il quadro generale mi preoccupa e per questo abbiamo sentito il dovere morale di stare vicino ai nostri ragazzi"

27 Aprile 2021

Grifone Monteverde Silvestri

Cristian Silvestri, responsabile del settore giovanile del Grifone Monteverde

I componenti di una famiglia sono come le dita di una mano: sempre pronte a stringersi insieme per formare un pugno nei momenti di maggior difficoltà. Un nucleo famigliare, appunto, è quello in cui si è dovuto evolvere ogni società da quando la pandemia, da più di un anno a questa parte, ha cambiato drasticamente il nostro modo di vivere. Cristian Silvestri, responsabile del settore giovanile del Grifone Monteverde, ci spiega cosa è cambiato da quel disgraziato 9 Marzo 2020 e come la sua società sta fronteggiando questa delicata fase di emergenza. "Ci siamo resi conto che avevamo il dovere morale di aiutare e di stare vicino ai nostri ragazzi – esordisce l’ex calciatore di Serie A – così, anche quando siamo stati costretti a tenere chiuso il centro sportivo, ci siamo dedicati completamente a loro facendogli sentire quotidianamente la nostra presenza. Abbiamo fatto telefonate sia a loro che ai genitori ed organizzato allenamenti in formato video per poter consentir loro di mantenersi in forma ed allo stesso tempo di svagarsi almeno per un paio d’ore specialmente nel periodo del lockdown; poi, quando ci sono state invece permesse le sedute in forma individuale il nostro diktat è divenuto quello di far stare i ragazzi il maggior tempo possibile sul campo e con la palla fra i piedi. Ad oggi è difficile, se non impossibile, predire se ci saranno delle conseguenze psicologiche e/o tecniche al momento del ritorno alla completa attività; staremo a vedere ma dal canto mio non credo si presenteranno situazioni particolari, anche perché sto constatando tantissima euforia e voglia di confrontarsi con i propri coetanei visto che è da tantissimo tempo che non è concesso farlo. Più che altro noto in loro moltissima stanchezza mentale e nervosismo, ma entrambe queste manifestazioni sono ampiamente giustificate dalla lunga inattività forzata. In fin dei conti, è vero, rimanendo a casa si ha ugualmente la possibilità di allenarsi riuscendo a mantenere un buon tono muscolare, ma lo stimolo di sfidare e correre sul campo con i propri amici e compagni di squadra penso sia e rimarrà sempre per loro un’emozione insostituibile ed io sono dello stesso identico pensiero. Il fatto che molti giovani abbiano scelto di abbandonare l’attività non è un problema solo del calcio, ma dello sport in generale. Nei nostri figli si sta sviluppando una sedentarietà che mi preoccupa molto e sicuramente tutte queste restrizioni stanno contribuendo a tenerli incollati agli schermi dei cellulari e dei computer; di questo passo finiremo tutti col giocare solo a Padel (ride ndr) ma nonostante ciò resto fermamente convinto che la riapertura restituirà entusiasmo. Il 26 Aprile è appunto il giorno simbolo della speranza per tutti noi e vedere  anche i genitori emozionati per una semplice data penso sia la dimostrazione più grande di tutte le difficoltà patite nell’ultimo anno. Per poter dare un giudizio preciso e competente sull’eventuale giustezza delle restrizioni andrebbe conosciuto il quadro completo e perciò preferisco non pronunciarmi considerato che nessuno di noi sa con certezza cosa sarebbe successo se si fosse scelto diversamente; l’unica cosa certa è che giocare avrebbe portato con sé una buona dose di rischio e non so se il gioco sarebbe valso la candela. Durante questi mesi le istituzioni non è che ci abbiano dato un aiuto vero e proprio, anzi. Magari anche loro sono in attesa dell’inizio della nuova stagione ed a quel punto decideranno come sarà meglio muoversi e come poter essere maggiormente d’aiuto alle società. L’augurio che voglio farci è quello di poter ripartire senza doverci fermare più e che il calcio possa essere nuovamente libero di darci quell’entusiasmo che solo questo meraviglioso sport sa dare; spero con tutto il cuore che lo si possa fare in sicurezza, in salute e che la data del 26 Aprile sia la sliding door che faccia pendere l’ago della bilancia definitivamente dalla nostra parte nella battaglia contro questo maledetto virus, ne abbiamo tutti davvero bisogno".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE