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l'intervista

Massimiliano Russo: "Noi società ci siamo dovute rimboccare le maniche"

Il punto del direttore generale del Certosa: "Sono mancati supporto e comunicazione. E per i ragazzi la situazione è sfiancante"

28 Aprile 2021

Massimiliano Russo

Il direttore generale del Massimiliano Russo (Foto ©Certosa)

Insieme a Massimiliano Russo, direttore generale del Certosa, abbiamo fatto il punto su quelle che ad oggi sono le prospettive del calcio giovanile dilettantistico, parlando poi degli approcci, più efficaci o meno, che sono stati adottati nella gestione della pandemia: "Noi non abbiamo mai smesso di lavorare in prospettiva di una ripresa, ma i ragazzi logicamente stanno perdendo entusiasmo. Siamo stati abbandonati dalle istituzioni, per quanto riguarda il calcio nessun tipo di figura che ci ha tutelato, gli amatori hanno ripreso da poco mentre noi abbiamo dovuto giustamente fare tutte le sanificazioni necessarie, abbiamo seguito ogni singola indicazione per poi riaprire solo per allenarci a distanza. Noi tuttavia continuiamo a far rispettare il protocollo, ed aspettiamo che ci facciano sapere come comportarci dal 26. Per quanto riguarda i ragazzi, loro si stanno distaccando dal mondo del calcio, anche perché oggi purtroppo o per fortuna hanno tutto, e in momenti de genere si distaccano distraendosi con altro. Loro sono stanchi, nel calcio è fondamentale il contatto e la partita, tanti non vengono perché la situazione è sfiancante, a livello sociale e di salute stare sempre in casa influisce negativamente, e sono tutte le fasce d’età a sentire questa difficoltà, dalla scuola calcio agli Juniores". A proposito di categorie, Russo ci ha detto la sua sulla proposta di inserire delle classi intermedie per far recuperare un anno ai ragazzi: "Gira voce che si voglia aggiungere l’Under 18, per dare la possibilità agli allievi di non perdere un anno, ma non so quanto possa essere utile, secondo me bisognerebbe bloccare gli anni e rimanere così. Noi stiamo facendo tutto il possibile per combattere queste problematiche, abbiamo preso Eugenio Toti ed altre figure di grande esperienza nel mondo del calcio giovanile, sentiamo i genitori che ci raccontano dei loro figli che non vogliono allenarsi, quindi dobbiamo cercare di fare il possibile per mantenere l’attenzione e l’entusiasmo ad un buon livello. I valori da trasmettere ai ragazzi per evitare che abbandonino sono quelli dell’appartenenza, dobbiamo fargli capire l’importanza di rimanere in squadra, fermo restando che ogni ragazzo ed ogni famiglia possono avere difficoltà a prescindere da ciò. E poi il calcio è divertimento, quindi bisogna anche ingegnarsi in questo senso, e di certo non è facile ora, anche se si prova tutto ciò che si può, inventeremo qualcosa magari anche con la zona gialla per ravvivare l’interesse". Per quanto riguarda le istituzioni, il parere di Russo non è distante da quello di altri dirigenti che gli imputano una scarsa vicinanza , quantomeno sul piano comunicativo: "Le istituzioni sono state assenti, hanno chiuso gli uffici ed hanno comunicato tramite mail, sono stati carenti da questo punto di vista, dicevano che non dipendeva da loro ma dal governo, noi però abbiamo dovuto rimboccarci le maniche per andare avanti alla cieca. Pare che il virus all’aperto sia meno efficace, noi abbiamo chiuso gli spogliatoi e adottato tutte le misure, ma ora è tutto più complicato, un ragazzo che ha avuto il Covid deve rifare daccapo il certificato medico, sono costi in più, e anche questo porta all’abbandono. Noi stiamo facendo sconti e rateizzazioni per andare incontro alle famiglie, per permettere a tutti di fare calcio, ma quelle ora sono le nostre uniche entrate, quindi pesa, e non so quante società possono andare avanti così. Ad ogni modo le aspettative sono positive, abbiamo investito sulla struttura per creare un ambiente più accogliente, abbiamo inserito figure di grande esperienza, e la speranza non dobbiamo perderla, anche se chi ci deve tutelare dovrebbe cambiare marcia e non aggiungere solo parole. L’unica cosa che spero è tornare alla normalità, e fare calcio, perché quest’anno abbiamo solo controllato temperature e certificazioni, tutto il mondo dello sport deve continuare per il bene di tutti, ed io voglio vedere ancora il bicchiere mezzo pieno".

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