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l'intervista

Clemente Longo: "L’attività sportiva all’aperto per me era fattibile"

L'analisi del responsabile del settore giovanile della CSS Tivoli: "Ho visto panico nelle scelte: ora aspettiamo nuove indicazioni dalla Federazione"

05 Maggio 2021

CSS Tivoli Longo

Clemente Longo, responsabile del settore giovanile della CSS Tivoli

Dal lavoro degli ultimi mesi, ai futuri cambiamenti. Clemente Longo, responsabile del settore giovanile della CSS Tivoli, analizza il momento a 360 gradi: "All’inizio c’è stata un po’ di incertezza, quando si doveva mettere appunto un protocollo che salvaguardasse la salute di tutti: questo ci ha spinto ad impostare diversamente il lavoro settimanale, garantendo però per ogni atleta il regolare svolgimento dell’attività sportiva". Parole al miele per le Autorità regionali: "Vado controcorrente, perché leggo di tante società che si sono sentite abbandonate, invece io ho visto un cambiamento da parte dei membri vertici del Comitato. Sono stati molto presenti e addirittura hanno messo a punto un index per l’inclusione, hanno creato una comunità presenziando sul campo con i centri federali dando valore alla cultura sportiva del territorio. Penso che la prova di questo sia il fatto che sono state riconosciute tantissime scuole calcio d’Elite anche quest’anno, questo vuole dire che tante realtà hanno potuto continuare a lavorare con competenza e valori sani". Ora si attendono aperture, come cambierà il lavoro sul campo? "La cosa più importante quando si fa sport è il divertimento dei ragazzi, che è il fattore che gratifica. Metteremo in atto il ripristino degli allenamenti di gruppo se sarà possibile: una delle tre sedute abbiamo previsto, visto che abbiamo due settori giovanili importanti tra Tivoli 1919 e CSS, che sia dedicata interamente ad una partita tra pari età. Questo per fargli riprendere il gusto di giocare e di competere in maniera sana e formativa, anche perché gli allenamenti individuali sono stati utili ma anche stressanti a livello mentale per questi ragazzi. Lavorare solo su tecnica e atletica non è come competere contro altri atleti, la contesa è il fattore che ci esalta di più". Lo scopo? "Recuperare quello che è stato perso, di tornare ad una sorta di normalità che è mancata a tutti. Questa pandemia ha segnato la vita di tanti ragazzi e non solo, che già prima del virus erano indirizzati verso una socializzazione più ristretta". E forse proprio ai giovani si poteva concedere qualcosa in più ultimamente: "Credo che il panico nelle persone preposte a prender decisioni abbia prevalso e ritengo che l’attività sportiva fatta all’aria aperta, dopo i necessari controlli nel centro sportivo, non avrebbe portato contagi anche se svolta in gruppo. La condizione generale del Paese era e rimane di grande difficoltà e quindi penso che abbiano voluto limitare più settori, ma ripeto che a mio parere non c’erano situazioni così pericolose svolgendo gli allenamenti all’aperto; mentre al chiuso il discorso è diverso. Per me si doveva trovare una strategia diversa e penso che l’attività individuale protratta per così tanto tempo abbia causato traumi e problemi nei ragazzi. A questo punto mi auguro che la Federazione prepari un nuovo protocollo per questi mesi finali e per la prossima stagione, lo stiamo ancora aspettando". Così come si aspetta di capire anche come saranno articolate le competizioni nel 2021/22: "Non mi trovo d’accordo con la questione dell’eventuale blocco delle categorie: bisogna trovare, per i giovani atleti, un’uscita dal settore agonistico coerente con il percorso che hanno fatto. Bloccare le categorie equivarrebbe a ripetere un anno, come le bocciature a scuola: visto che nelle giovanili si compete tra pari, congelare le annate impedirebbe per esempio ai 2004 di fare l’Under 19, che è quel passaggio intermedio fondamentale, dove ci si comincia a confrontare con ragazzi di diversa età e tecnica, prima del salto nelle prime squadre, dove tale eterogeneità è la norma". Infine, quale filosofia adotterà la Css Tivoli?: "Tutti i tecnici sono stati confermati per dare continuità al progetto: credo che sia l’approccio migliore per ripartire con lo stesso entusiasmo dell’anno scorso, senza stare a concentrarsi troppo sul mercato giovanile che a breve ricomincerà come sappiamo tutti. Penso che l’aspetto fondamentale sia il lavoro con i ragazzi, quindi farò della continuità un obiettivo importante per la prossima stagione".

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