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l'intervista

Fabrizio Ciotti: "Centri sportivi? Potevano essere un polo di controllo dei contagi"

Il punto del responsabile del settore giovanile del Trastevere: "Si studino dei protocolli per salvaguardare i ragazzi e farli tornare a competere"

05 Maggio 2021

Trastevere Ciotti

Fabrizio Ciotti, responsabile del settore giovanile del Trastevere

Fabrizio Ciotti, responsabile del settore giovanile del Trastevere, ci ha parlato di come le attività sono proseguite durante l’ultimo anno, e di come potranno migliorare a partire dalla zona gialla: "Ce la siamo cavata bene, abbiamo avuto una risposta importante dai ragazzi, nessuno ha abbandonato e la presenza media è stata quasi sempre al completo. Questa risposta ci fa ben sperare per il futuro, questi ragazzi hanno dimostrato di avere testa e grande passione, da ora con gli allenamenti a pieno regime può andare anche meglio, ieri vederli allenarsi normalmente è stata una gioia per tutti, abbiamo la speranza di fare almeno delle amichevoli che non siano solo casalinghe, mi auguro che la Federazione dia direttive in merito, per capire cosa sarà possibile fare o meno. A proposito degli Organi federali, prendere decisioni in un momento come questo, in cui ci sono problemi che mettono lo sport in secondo piano, non è mai facile, col senno di poi però mi viene da pensare che i centri sportivi, se aperti, potevano essere un polo di controllo e di riferimento grazie ai tamponi, essendo abbastanza frequentati potevano dare una mano nel monitoraggio dei contagi, ma ormai è andata, mi auguro che venga valutata bene la possibilità di non procedere con lo slittamento delle annate, mantenendo queste per permettere ai ragazzi di non perdere l’anno di crescita, altrimenti avremmo diversi buchi di esperienza ad esempio tra i ragazzi del 2006, che andrebbero dalla scuola calcio all’Under 16 senza aver giocato. La categoria che potrebbe essere utile aggiungere è l’Under 13, permetterebbe un grande recupero per quanto riguarda i 2008, in modo da prepararli ad affrontare campionati agonistici, dopo aver messo su la giusta esperienza. Per l’eventuale Under 18 lo stesso discorso non mi sembra ugualmente funzionale, congelando tutto si permetterebbe comunque ai 2003 di fare la giusta esperienza in Under 19". Ciotti si è poi espresso sulla delicata tematica dell’abbandono: "Nel caso in cui ci fossero ancora problemi nei prossimi mesi, ci sarebbe un rischio gigantesco che molti ragazzi possano continuare a lasciare le attività, e bisognerebbe studiare dei protocolli in merito, perché lo sport è utile anche a livello sociale. Quando un ragazzo abbandona è una sconfitta per tutti, credo in primis per la famiglia, perché aumenta il tempo passato in casa o per strada, e tutti dobbiamo lavorare affinché non avvenga. Noi abbiamo cercato di coniugare il protocollo con dei programmi di lavoro che facessero divertire i ragazzi, e questo ci ha aiutato molto, poi è ovvio che alla base ci dev’essere la passione che alimenta. Ai ragazzi che pensano di abbandonare, fermo restando che possono esserci problemi più o meno grandi, vorrei dire di tenere duro, ad oggi lo sport è una delle poche palestre di vita rimaste ai giovani, sia per la crescita che per l’esperienza, e il calcio in quanto sport di squadra è ancora meglio da questo punto di vista, bisogna trovare stimoli dentro di sé o magari parlando con la società, e bisogna fare il possibile per non lasciare". Infine, Fabrizio Ciotti ci ha parlato degli obbiettivi che il suo settore giovanile ricomincerà ad inseguire, si spera, il prima possibile: "Fortunatamente abbiamo la prima squadra che è in piena corsa per un prestigioso obbiettivo, che se raggiunto coinvolgerebbe anche parte della giovanile, e stiamo lavorando sulla condizione fisica e mentale di alcuni gruppi proprio in questa prospettiva, ma a prescindere da ciò avremo fatto comunque un lavoro importante per il prossimo anno. Con il lavoro che stiamo facendo sui giovani, già da tempo riusciamo a portare a compimento il nostro primo obbiettivo: formare ragazzi da proiettare in prima squadra, ogni anno facciamo un passo avanti, e quest’anno tra i grandi ce ne sono molti che provengono dalla Juniores, ciò significa che il nostro lavoro è indirizzato in modo giusto, e già per la prossima stagione abbiamo altri giovani di valore con cui alimentare la prima squadra, quindi nonostante la pandemia stiamo ottenendo buoni risultati".

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