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Giovanili, via alle amichevoli: ma se ripartissero i campionati?

Con l'ultimo decreto del Governo, in zona gialla, via alla ripresa degli allenamenti collettivi e alle amichevoli. Ma si fa strada un'ipotesi clamorosa

04 Maggio 2021

Giovanili, via alle amichevoli: ma se ripartissero i campionati?

Settore giovanile, amichevoli ad un passo: ripartano i campionati? (Foto ©Cippitelli)

"Dal 26 aprile 2021, in zona gialla, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Ciò è possibile anche per le zone all’aperto di centri e circoli sportivi, di palestre, parchi e aree attrezzate. È comunque interdetto l’uso degli spogliatoi". Questo passaggio relativo agli sport di contatto ci aveva fatto sobbalzare sulla sedia. Finalmente, sei mesi dopo il secondo lockdown che ha colpito tutte le categorie del settore giovanile e dell’attività di base, si riparte. Non appena la bozza del nuovo decreto firmato da Mario Draghi ha iniziato a filtrare tra le chat di WhatsApp i social sono impazziti, invasi da post e commenti di approvazione. La maggior parte degli addetti ai lavori aspettava che venisse confermato il protocollo studiato per settembre e si era subito dato da fare per organizzare amichevoli - o test match, come vengono chiamati - e per far respirare ai propri tesserati, privati del campionato, la gioia di una gara “vera”. Addirittura qualche presidente aveva già spedito gli inviti per alcune delle più importanti kermesse di fine stagione. Di nuovo confusione dopo un DPCM e non è una novità, con dirigenti, tecnici, calciatori e anche genitori nuovamente spiazzati da questa attesa. Anche se, nelle ultime ore, si sta facendo spazio una voce sempre più insistente e che avrebbe del clamoroso, positivamente parlando: quella di una ripresa dei campionati giovanili.

Per adesso Insieme al DPCM non è stata pubblicata nessuna indicazione su come affrontare una squadra avversaria e così di collettivo, durante questa prima settimana di ripartenza, si sono visti solo gli allenamenti. Per carità, sempre di passo avanti si tratta, ma non è quello che il mondo del settore giovanile si aspettava. Non era neanche quello che sperava la Lega Nazionale Dilettanti che, pochi giorni prima del sigillo del Primo Ministro sul Decreto, si era appellata al Governo con un comunicato firmato all’unanimità dal Consiglio Direttivo, dove rivendicava la necessità di tornare in campo, come d’altronde già accaduto per altre discipline o per alcuni movimenti amatoriali. Un paradosso ancora più rimarcato da questo ritardo sulle linee guida da adottare per tornare alle competizioni, con i campi di calcetto di tutta Roma riempiti da gruppi di amici entusiasti di poter tornare alla loro passione, oltretutto senza la necessità di test di alcun tipo e con una normativa a riguardo più “leggera”. Immediato inoltre immaginare, come suggerisce il percorso di crescita tecnica di un giovane calciatore, ma anche la necessità di far respirare normalità ai propri tesserati, che all’interno delle società si siano già consumate gare “amichevoli” e la domanda vien da sé: cosa cambia se su un terreno di gioco si sfidano ventidue atleti della stessa rosa, ma che magari al di fuori del centro sportivo frequentano scuole e compagnie diverse, rispetto ad altri ventidue coetanei ma di club differenti? Come aumenta il rischio? Domande che continuano a rimbalzare anche sui nostri canali.

8 maggio Parlare di luce in fondo al tunnel appare ormai quasi ridicolo, in questi mesi di orizzonti ne abbiamo visti sfumare a decine. Vale per la vita privata, per quella lavorativa e anche per quella sportiva. Però la data in apertura di capoverso circola con insistenza tra i palazzi federali. Con l’approvazione del protocollo che con ogni probabilità verrà pubblicato oggi, dovrebbe diventare possibile, a partire dalla prossima domenica, tornare a respirare un clima quantomeno competitivo. Naturalmente resteranno interdetti gli spogliatoi e, come specificato anche nel DPCM, si tratterà di eventi a porte chiuse almeno fino al primo giugno. Inoltre la possibilità di poter riprendere gli sport di contatto, va ricordato, per adesso riguarda esclusivamente le regioni che sono inserite nella zona gialla: in caso di peggioramento della situazione lo stop sarebbe immediato. Resta comunque il fatto che una volta ottenuto il via libera sarà finalmente possibile per i nostri giovani riappropriarsi di una parte fondamentale della loro vita, poter tornare a giocare a calcio dopo mesi di allenamenti individuali.

L’ultima voce E se, una volta ottenuto il definitiva via libera per le partite tra club diversi, ripartissero i campionati? Almeno quelli che hanno già preso il via e sono stati sospesi a fine ottobre? Perché nel caso fosse possibile tornare alle competizioni, si fa sempre più insistente l’ipotesi che possano tornare in campo almeno le categorie che avevano iniziato la stagione. La formula studiata per attuare il più ottimistico degli scenari sarebbe quella di far chiudere a tutti il girone di andata ed assegnare il titolo regionale con le finali, il tutto senza turni infrasettimanali. Anche in questo caso ci sarebbe una data prescelta, quella del 15 maggio. A giorni, infine, dovrebbero esserci novità anche per la Scuola Calcio, che ricordiamo non prevede graduatorie di alcun tipo: anche i più piccoli così, in attesa del via libera definitivo della FIGC per riprendere le attività federali, potranno tornare ad inseguire la loro passione e i loro sogni. Con la speranza che stavolta niente li possa più fermare.

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