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l'intervista

Dario Teofani: "Finalmente un piccolo passo avanti. Si poteva fare prima"

Il responsabile delle giovanili del Fiumicino: "Ci prendiamo le ultime buone notizie, ma non mi spiego come mai i campionati di altri sport siano ripartiti"

13 Maggio 2021

Fiumicino Teofani

Dario Teofani, responsabile del settore giovanile del Fiumicino (Foto ©Torrisi)

"Ci prendiamo le buone notizie che sono arrivate ultimamente visto tutto ciò di negativo che abbiamo dovuto subire negli ultimi mesi, anzi da oltre un anno a questa parte. Ora siamo contenti per i ragazzi, per tutta quella che è l’attività e la vita dei centri sportivi, è stato finalmente un passo in avanti dopo un lungo periodo davvero difficile, per cercare di portare a termine l’annata con un po’ più di entusiasmo". Esordisce così Dario Teofani, responsabile del settore giovanile del Fiumicino, commentando con gioia le ultime decisioni sul settore giovanile. Anche perché ripensando ai mesi passati... "continuare ad attenersi al protocollo sanitario, con tutte le limitazioni e gli allenamenti individuale, era diventata davvero dura. Dal punto di vista calcistico ed organizzativo siamo davvero indietro perché al giorno d’oggi non abbiamo alcuna linea guida per la futura ripresa dei campionati agonistici. Siamo a maggio e ancora brancoliamo nel buio, non è uscito alcun comunicato che dia alle società delle indicazioni utili al fine di programmare la prossima stagione sportiva". L’ideale, nel breve termine, sarebbe poter disputare dei tornei: "Almeno si ridarebbe ai giovani il gusto della competizione, seppur diversa da quella del campionato. Ma alla fine il confronto, di qualunque tipo si tratti, è lo scopo per cui i ragazzi si allenano ed è ciò che accumuna tutti gli sport e tutti gli sportivi. Senza questo fattore gli atleti non hanno margini di crescita e almeno da questo punto di vista stiamo tornando verso una sorta di normalità". Secondo il dirigente rossoblù si poteva concedere qualcosa in più già da prima: "Sono arrabbiato perché credo fortemente che si sarebbe potuto fare qualcosa in tal senso molto prima. Si potevano lasciare gli allenamenti collettivi e si poteva cercare di completare i campionati in qualche modo: il tutto ovviamente seguendo un protocollo ad hoc. Secondo me ci si è lavati troppo in fretta le mani relativamente a questo problema, optando velocemente per la soluzione più rapida e drastica, ovvero la chiusura. Ci sono stati diversi studi ed approfondimenti nel quale è emerso come la pratica sportiva all’aperto non ha mai generato focolai di contagi. Inoltre non ho proprio perché ad un certo punto hanno autorizzato la ripresa di alcune discipline di contatto al coperto, come pallavolo e pallacanestro, lasciando invece fermo il calcio. Avrebbero tranquillamente potuto utilizzato gli stessi protocolli: invece hanno deciso di abbandonare completamente tantissime società dilettantistiche e di trascurare migliaia di giovani ragazzi, una buona parte dei quali, di conseguenza, ha scelto purtroppo di abbandonare lo sport". Per Toefani i danni alle varie fasce d’età sono chiari: "So che tantissimi ragazzi di 18-19 anni, quindi categoria Under 19, hanno smesso e si sono completamente demotivati. La nostra Juniores è ferma da due mesi e noi non siamo gli unici in questa situazione: è normale, è una fascia d’età delicata, in cui i ragazzi sono nel limbo e non sanno se continuare a studiare, a fare sport, se lavorare. In alcune situazioni, non poche, chi smette di fare sport finisce in strada e qualcuno dovrà prendersi le responsabilità di questo enorme danno sociale. Questo discorso accomuna un po’ tutti. Oltre ai più grandi, quelli che ne risentiranno di più saranno i 2008 e 2007: i primi dalla pre-agonistica saliranno in maniera ancora più netta in agonistica, gli altri si troveranno a giocare nei Giovanissimi senza aver mai giocato". Soluzioni? "Secondo me il blocco delle categorie che molti auspicano non è fattibile, anche perché nelle giovanili professionistiche non si farà e quindi non vedo come i Dilettanti possano differire dal percorso del SGS della FIGC, Ripeto, siamo a maggio e ancora non sappiamo nulla sul 2021/22, i club devono esser messi in condizione di lavorare - chiude Teofani - la situazione è drammatica, ci sono stati sostegni equivalenti a briciole rispetto ai danni economici subiti. Però almeno, guardando la faccia positiva della medaglia, rispetto a palestre e piscine un minimo abbiamo potuto portare avanti un minimo l’attività".

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