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l'intervista

Patrizio Melfa: "Vogliamo lasciare nei giovani una filosofia di gioco e di vita"

Il direttore generale della Lodigiani: "Qui una tipologia di lavoro che fa maturare gli atleti da un punto di vista sia tecnico che personale"

21 Luglio 2021

Lodigiani Melfa

Patrizio Melfa, direttore generale della Lodigiani

Con la stagione 2021/22 alle porte, ogni società si sta preparando al meglio per tornare in campo, e la Lodigiani di certo non fa eccezione. Patrizio Melfa, direttore generale dei biancorossi, ci ha illustrato i profili delle diverse squadre in preparazione ai campionati, parlandoci poi dei loro obiettivi ed aspettative per l’anno che verrà: "Nel settore giovanile ci sono stati alcuni cambi di allenatore all’interno della società, quindi semplicemente tra le diverse categorie. Abbiamo allenatori di un certo livello e sappiamo che ognuno di loro può fare bene. L’Under 14 sarà seguita da Lettieri, l’Under 15 invece da Bottaro, mentre i ragazzi di Under 16 e 17 rimarranno con Marra e Isabella, come faranno gli Under 19 con Caterino. La prima squadra sarà allenata da Gerson Cacapa con Stefano Volpe che sarà direttore di prima squadra e Juniores, per creare da subito una sinergia ed un collegamento tra i due gruppi. Nell’Under 14 abbiamo portato in agonistica i ragazzi della nostra scuola calcio, è la nostra politica da sempre, per quanto riguarda Under 15, 16 e 17, abbiamo integrato bene le rose inserendo ottimi elementi, e ringrazio Daniele Caprioli e Daniele Marra per lo scouting. Per quanto riguarda la Scuola Calcio siamo in aumento e le famiglie sono contente, bisogna sottolineare il lavoro fatto da Veroli per questo settore e continuare la nostra tradizione. Quali sono le nostre ambizioni? Anche in questo senso la storia ci precede, l’obiettivo è sempre quello di proporre una metodologia di lavoro che possa far crescere i ragazzi sia dal punto di vista personale che dal punto di vista tecnico, noi come società dobbiamo lavorare per preparare i ragazzi a potersi confrontare con un altro livello di calcio, dove non riusciamo a far questo l’importante è essere riusciti a lasciare nei ragazzi una filosofia di gioco e di vita, che gli serva anche lontano dal campo. Una volta fatto ciò i risultati sono una conseguenza, ovviamente per noi vincere sarà importante ma bisogna farlo attraverso il gioco ed attraverso un’etica che non deve mai mancare". Melfa quindi ha espresso il suo parere sulle possibili difficoltà che la prossima stagione potrebbe presentare, soprattutto per i ragazzi che faranno cambi di categoria importanti: "Sicuramente la Coppa Lazio in questo senso è stata un’iniziativa intelligente che ci ha aiutato a tornare a respirare aria di calcio, è chiaro che la pandemia ha sottolineato la differenza che c’è tra scuola calcio ed agonistica, e forse si dovrebbe ripensare l’Under 14 come categoria di transizione tra le due, eliminando quel taglio netto tra i due settori. Ad ogni modo la grossa disponibilità e l’entusiasmo dei ragazzi hanno aiutato a tornare in campo nel migliore dei modi da subito, e sicuramente questo ci fa ben sperare per la prossima stagione". Anche la Lodigiani ha avuto modo di sperimentare e riflettere per quanto riguarda la metodologia d’allenamento durante la pandemia, notando sostanziali differenze legate agli impegni del campionato: "Il nostro responsabile per la metodologia è Diego Bartoli, nella nostra idea di calcio cerchiamo sempre di mettere il gioco al centro della seduta e cerchiamo di stimolare ciascun giocatore a fare il proprio percorso attraverso un miglioramento, per quanto individuale, legato al gioco ed al collettivo. Questo periodo ci ha insegnato che si può migliorare e fare calcio anche senza seguire la preparazione del weekend, che spesso sovraccarica il ragazzo a livello psicologico, attraverso gli episodi del weekend infatti si possono condizionare gli allenamenti dal punto di vista psicologico, e questa può essere un’arma a doppio taglio". Infine, il dg ci ha parlato delle sue impressioni su quanto influirà il virus nella prossima stagione: "Cerco di essere ottimista a prescindere perché non riesco a pensare ad un’altra stagione del genere, nel momento in cui si riprende però bisogna adottare dei protocolli che rendano possibili la fine del campionato, se al primo contagiato mettiamo in quarantena intere squadre è tutto inutile, mi auguro quindi che da questo punto di vista siamo più efficaci".

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