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l'intervista

Andrea Moscatello: "Qui lavoriamo con ambizione ma senza pressioni"

Così il direttore sportivo della Petriana: "I ragazzi restano in questa società perchè il nostro focus è la loro crescita ed il loro divertimento"

29 Luglio 2021

Petriana Moscatello

Andrea Moscatello, ds della società capitolina, qui con il vicepresidente Carpineti (Foto ©Petriana)

Andrea Moscatello, direttore sportivo della Petriana, ci ha parlato di tutte le novità in vista della prossima stagione, una su tutte il ritorno al loro storico centro sportivo: "Quest’anno torneremo al nostro vecchio campo, il Gelsomino, dopo cinque anni, grazie ai Cavalieri di Colombo che ci hanno riaccolto, e grazie alla proprietà che ha investito permettendoci questo ritorno, e speriamo di tornare quindi ai numeri e alla qualità di un tempo, tanti ragazzi infatti con noi sono cresciuti benissimo e l’esempio più recente è Riccardo Calafiori, che partendo da noi oggi è alla Roma. Cambiando la posizione cambieranno anche diverse cose, i ragazzi che sono in periferia avranno più difficoltà a seguirci, ma faremo del nostro meglio per tenere gli organici su buoni numeri. Siamo fermi da un anno e mezzo, la ripresa sarà la prova del nove, per quanto riguarda 2008, 2005 e 2004, c’è notevole qualità su tutta la rosa ed abbiamo alte aspettative, su 2006 e 2007 stiamo ancora lavorando e speriamo di completare la rosa per il mese di agosto. La società ha stretto due collaborazioni, la prima con la Wospac che ci darà la possibilità di far giocare in seconda categoria ragazzi che escono dalla nostra Juniores, da quest’anno poi sarà ufficializzata la collaborazione con il Grifone Monteverde, c’è grande stima tra noi e alcuni ragazzi si muovono tra la nostra e la loro società, questa collaborazione ha portato ad avere tanti 2008 della loro scuola calcio, loro arricchiscono la nostra rosa e noi li aiutiamo nel loro percorso di crescita, permettendogli spesso di tornare al Grifone più forti e più pronti per la categoria Elite. Il quadro degli allenatori è più o meno lo stesso degli scorsi anni, ad eccezione dell’aggiunta di Stefano Mariani che prenderà i 2008, sui 2007 al suo posto ci sarà Fabrizio Salvatori, poi i 2006 saranno seguiti da Marco Fralassi, e i 2005 dal nostro mister storico Alessandro Fontana che è anche il direttore tecnico. Infine i 2004, l’anno più colpito dalla pandemia, saranno allenati da Tony Vazzoler. difficilmente cambiamo allenatori, prima di essere tecnici sono persone che lavorano con noi, siamo una famiglia e tutti lavoriamo insieme. Siamo contenti di come stanno andando le cose, su 120 ragazzi dell’agonistica ne abbiamo perso solo uno per questioni di distanza dal centro sportivo, alla Petriana però si sta bene, i ragazzi restano perché si lavora senza troppe pressioni ma con ambizione, senza allontanarsi dallo scopo principale della crescita e del divertimento. Per quanto riguarda la scuola calcio, i numeri erano cresciuti, ma ora che cambiamo struttura rifaremo da zero tutte le categorie, partendo da Piccoli Amici e Primi Calci. Siamo sicuri che nel tempo i numeri torneranno anche in questo settore, ma il primo anno sarà certamente di riassestamento". Come già anticipato da Moscatello, l’anno più colpito dai problemi relativi alla pandemia è quello dei 2004: "Mi auguro che per loro venga fatto un campionato Under 18 per farli crescere ancora, senza farli giocare da subito con ragazzi più grandi. Loro vanno aiutati, la ripresa è un grande punto interrogativo, sono salite delle tensioni sociali ed umane dopo tanto tempo dentro casa, e le squadre con cui ho avuto maggiori difficoltà per quanto concerne la presenza agli allenamenti sono proprio quelle dei più grandi, dopo tanto tempo senza contatto umano è difficile farli rimanere focalizzati sul campo, ed ora mi auguro che la Federazione faccia delle scelte oculate per loro". Infine, il DS ha parlato delle sue speranze in vista della prossima stagione, relative alla ripartenza dei campionati: "Penso che non ci debba essere fretta, può andar bene anche novembre per ricominciare, ma la cosa più importante è non fermarsi più. Finché i ragazzi non saranno vaccinati succederà che qualche gara verrà rinviata causa contagi, spero solo che non accada troppo spesso, altrimenti diventa impossibile, bisogna accettare i rischi e cercare soluzioni dando a questi ragazzi la continuità che gli serve, aiutarli seguire le proprie passioni e far sì che non ci si fermi più, permettendogli di tornare a vivere le competizioni".

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