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l'intervista

Futbolclub, Fiorelli: “La comunicazione è alla base del calcio”

Il tecnico dei 2009 e dei 2015 ha raccontato il lavoro che sta portando avanti con i suoi ragazzi

07 Settembre 2021

Futbolclub

©Futbolclub

Simone Fiorelli, allenatore del gruppo dei 2009 e dei 2015 del Futbolclub, ha toccato diversi aspetti che compongono il lavoro di un tecnico e, soprattutto, di un educatore, trattandosi di scuola calcio. “Non è certamente il primo anno che mi occupo di scuola calcio e, anzi, colgo l'occasione per ringraziare Rino Panetta di avermi concesso la possibilità di continuare a lavorare insieme a lui con passione, entusiasmo e professionalità, all'interno di questo contesto a me nuovo”.

Quali sono i valori sportivi e morali su cui non puoi passare sopra, essendo poi un tecnico della scuola calcio, e quindi un educatore?
"In quanto educatore cerco di sottolineare quanto sia fondamentale e non trascurabile il rispetto del compagno così come delle regole: due punti cardine che consentono al bambino di crescere con consapevolezza di ciò che ci sta attorno, sviluppando, così i mezzi per sapersi rapportare al contesto fisico e di gruppo. Storia simile per il livello sportivo. Un lavoro tecnico consente di conoscere il proprio corpo con i propri limiti: giuste indicazioni e ferrea determinazione consentono un pieno sviluppo del sé. Il tutto sempre tenendo in considerazione le proprie capacità e la necessità di divertirsi, sempre e comunque".

Nel lavorare con i bambini, quanto è importante per te l'aspetto comunicativo?
"La comunicazione è la base del calcio: stili, modi di dire, toni di voce, contesti mentali che vanno saputi interpretare e riutilizzare sempre tenendo in considerazione l'età del gruppo, le proprie capacità e i luoghi. Trasmettere idee va fatto letteralmente "a modo" cercando di conoscere la persona con la quale si parla. Perciò è un punto anch'esso non trascurabile e di fondamentale importanza di cui qui al Futbolclub ne siamo a conoscenza".

Cosa ti aspetti da questa annata calcistica?
"Da questo anno mi aspetto una crescita a livello personale, sia dal punto di vista tecnico che relazionale: in questo sport non si smette mai di imparare. La sfida è riuscire a coniugare teoria e pratica nel modo ideale tenendo in considerazione chi si ha davanti e le proprie idee. In sostanza, ogni volta è una sfida che va vissuta cercando di ottenere il massimo in obiettivi individuali, di gruppo e di società".

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