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scuola calcio

Mauro Rubba ed il progetto Carso: "Lavoriamo sulla qualità e con il sorriso"

Il responsabile del settore non agonistico del club biancazzurro racconta come si svolge il lavoro sui più piccoli

08 Dicembre 2021

Polisportiva Carso Rubba

Polisportiva Carso, il tecnico Mauro Rubba (Foto ©Capotosto)

Gli aspetti di campo e di classifica, nel calcio, sono molto importanti; più importante però è tutto il lavoro che porta alla formazione del ragazzo. Mauro Rubba, responsabile della scuola calcio della Polisportiva Carso fa il punto sui progetti, le novità ed il modus operandi della società: "Quando un bambino si iscrive nella nostra scuola calcio, lo mettiamo al centro; a quell’età noi siamo per lui un’agenzia educativa che viene dopo la famiglia. Il calcio è inteso come un gioco con delle regole dove tutti devono giocare e divertirsi. Man mano che si cresce, poi, si insegnano loro i vari gesti tecnici e le prime forme di apprendimento; il risultato è secondario ed il tipo di calcio è aperto a tutti. Successivamente, più si cresce e più si tende a puntare sull’individualità e sul gruppo; il ragazzo acquista consapevolezza delle proprie doti tecniche e di quelle dei compagni. E qui poi le cose cambiano un minimo e si tende a vedere anche l’aspetto di campo e classifica. Noi però cerchiamo sempre di comunicare con le famiglie e cercare di spiegare i nostri progetti a lungo termine. La figura di Gennaro Del Prete, in questo, è fondamentale: è un uomo di calcio con cui collaboro da tanti anni, pieno di esperienza e preparazione. Per dare continuità a questi progetti stiamo tentando di allargare i nostri orizzonti ad altri territori nel Lazio, sempre con l’obiettivo di far crescere pedagogicamente il bambino e, magari, creare parallelamente una cantera che porti gli stessi in squadre di settore giovanile. Questo ci rende molto fieri perché siamo una piccola scuola calcio e cerchiamo di lavorare sulla qualità; lavorare per il ragazzo e con il ragazzo". La lente poi si sposta sui giovani che fanno fatica ad affermarsi nel calcio dei grandi "Si tratta di un problema culturale e si tende sempre a far prevalere l’aspetto fisico a quello tecnico, oltre che a sminuire il prodotto interno, invece è proprio sulla tecnica che dobbiamo lavorare, come facciamo qui alla Polisportiva Carso. Quello che mi auguro è di vedere sempre i bambini felici quando escono dal campo. Per noi è un motivo di orgoglio, come il fatto che nel corso degli anni abbiamo lanciato 50 giocatori che hanno poi intrapreso una carriera a livello professionistico. Creare quindi delle nostre squadre Elite e dare l’opportunità ai ragazzi di giocare e farsi conoscere è ciò che ci fa andare avanti con il sorriso"

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