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L'intervista

Totti Soccer School: parola allo psicologo Daniele Stizza

Il responsabile dell’area psicologica del club: "Lavoriamo molto sull’errore"

25 Gennaio 2022

Stizza

Stizza (Foto ©Totti Soccer School)

Voce a Daniele Stizza, psicologo dello Sport, Laureato in Neuroscienze, membro dell'Ordine degli psicologi del Lazio, dal 2018 Psicologo regionale federale della Regione Lazio presso FIGC e da circa due anni responsabile dell'area psicologica della Totti Soccer School.

Cosa fa uno psicologo dello sport in una società calcistica?
“Come psicologo dello sport il mio ruolo nella società ha come obiettivo quello di formare e sensibilizzare il contesto sportivo-societario riguardo l’importanza dei fattori psicologici nello sport, l’importanza degli aspetti comunicativi come strumento privilegiato per creare un ambiente sano che possa offrire ai giovani atleti la migliore esperienza sportiva possibile orientata alla crescita e al miglioramento dei loro comportamenti e atteggiamenti, in campo e fuori. Il mio impegno in campo si propone di potenziare le capacità comunicative e relazionali di tutti i componenti dello staff focalizzando l’attenzione principalmente sui tecnici passando per tutte le figure come staff e genitori dei giovani calciatori”.

Come lavora in campo?
“Come dicevo in precedenza il mio obiettivo è di potenziare le capacità comunicative e relazionali di tutto lo staff e principalmente dei tecnici. Perché i tecnici? Essendo il mister la figura che si relaziona ed interagisce con i ragazzi, confrontandomi con loro nelle modalità di ottimizzazione delle loro qualità come tecnici, lavoro indirettamente anche con il gruppo squadra. Collaborando e confrontandomi settimanalmente con lo staff ho la possibilità di confrontarmi con loro in merito alle dinamiche relazionali in campo, difficoltà comunicative o di come ottimizzare la gestione delle diverse situazioni di allenamento.  Niente “lettini alla Freud”, il mio lavoro non è cambiare la mente dei tecnici, ma consapevolizzare e potenziare la loro identità di tecnico”.

Quali sono gli obiettivi dell’intervento?
“Come per i ragazzi in campo anche per i tecnici vale lo stesso: divertirsi! Divertimento senza aver paura di sbagliare, insisto molto nell’utilizzare primariamente il metodo induttivo nel gestire le sedute di allenamento, e come tale si richiede ai ragazzi la possibilità di sbagliare per apprendere.  Non bisogna prevenire l’errore per far crescere il ragazzo, invece dobbiamo dargli la possibilità di viverlo ed essere presenti nel sostenerlo ed aiutarlo e nel confrontarsi su quell’errore per poter crescere ed apprendere. Stesso discorso vale con i tecnici, dai nostri confronti settimanali insisto sempre perché anche loro sperimentino nuovi approcci, nuove dinamiche comunicative e relazionali sperimentandole senza aver paura di sbagliare. Come insisto nel far alimentare e vivere nei ragazzi una sana passione per questo sport, allo stesso modo chiedo ai tecnici di essere i primi a divertirsi in quello che fanno perché essere tecnici è delle volte più una passione che una professione”.

E la società?
“La società ha preso molto in considerazione l’importanza di un lavoro riguardante aspetti e dinamiche psicologiche, relazionali e comunicative. La società è costantemente presente con grande impegno e con grande disponibilità ad ogni proposta d’intervento perché l’obiettivo principale è sempre lo stesso, quello di poter far vivere al meglio i ragazzi la passione per questo sport”.

Ufficio Stampa Totti Soccer School

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