l'intervista
Alba Roma 1907: novità Open Day Invernale
L’Alba Roma è stata la prima società ad aver lanciato l’Open Day invernale, metodo di ricerca che solitamente caratterizza i mesi estivi. Abbiamo intervistato il Responsabile Tecnico della società su questa interessante iniziativa.
Direttore come nasce l’idea dell’Open Day invernale?
Parlando con la proprietà e con i collaboratori abbiamo pensato che potesse essere un’opportunità per noi ma anche per molti ragazzi. Dopo tre mesi sicuramente ci saranno i delusi, quelli che hanno trovato poco spazio, quelli che hanno voglia di cambiare ma anche quelli che magari per vari motivi non avevano ancora trovato una squadra.
E perché non affidarsi al Direttore Sportivo così come fanno tutti?
Perché noi come noto non prevediamo questa figura. Noi stiamo effettuando un percorso virtuoso che prevede la formazione ed il miglioramento del giocatore dal punto di vista tecnico, etico e comportamentale e lo perseguiamo sin da quando sono piccoli. Un Direttore Sportivo potrebbe trovare un giocatore bravo che però non risponde all’insieme di caratteristiche che noi cerchiamo. Quando noi abbiamo in prova un ragazzo apriamo le nostre porte a lui, gli mostriamo il mondo Alba, dentro e fuori dal campo e lui deve fare altrettanto. Non ci limitiamo alla ricerca del ruolo o del nome, pensiamo sia giusto dare la possibilità a chiunque, in regime di svincolo o privo di contratto, di venire a conoscerci; ciò che non andava altrove, magari potrebbe andar bene qui.
State cercando qualcuno in particolare?
Non esattamente; in tutte le categorie dell’agonistica dai 2009 ai 2005 siamo partiti con delle rose omogenee, poi qualcuno ha avuto qualche infortunio in più, qualcuno in meno, ma la verità è che per i ragazzi bravi, ma soprattutto per i bravi ragazzi la porta dell’Alba è sempre aperta. Un organico non può mai dirsi perfetto perché le insidie sono sempre dietro l’angolo.
In sostanza vi ponete come tecnici ed educatori?
Come tecnici sicuramente, ci lavoriamo tanto con i ragazzi; come educatori colgo l’occasione per fare una precisazione. Noi insegniamo ai ragazzi la cultura sportiva, non l’educazione. Se oggi un docente scolastico, a torto o a ragione, rifiuta il ruolo di educatore, perché dovremmo esserlo noi allenatori? Questo ruolo spetta ai genitori ed è per questo che noi cerchiamo ragazzi bravi che però abbiano valori importanti di base sui quali possano facilmente attecchire i nostri concetti di identità sportiva; la tecnica la posso insegnare, i comportamenti da tenere nel gruppo e con gli avversari piuttosto che l’etica sportiva anche, ma l’educazione no, quella non mi compete. Se un ragazzo dice qualcosa di sbagliato in campo io ho il dovere di sostituirlo, ma non posso assumermi la responsabilità di quello che ha detto.
Ha ragione. Quindi cosa le piacerebbe trovare attraverso questi Open Day?
Vorrei trovare nuovi “ragazzi Alba Roma”.