L'INTERVISTA
Alba Roma, il dt Campanile tra presente e futuro dei biancoverdi
Si è appena conclusa la stagione agonistica e già l’Alba Roma è concentrata sulla prossima. Per tracciare un bilancio e capire come si sta impostando il futuro abbiamo sentito il Direttore Tecnico della società, fresco di rinnovo, Walter Campanile.
Direttore, è al terzo anno con l’Alba…
"Sì, sono molto contento di proseguire la mia avventura qui. Mi sento a casa e ho un ottimo rapporto con i presidenti Alfredo Di Vasta e Daniele Gabriele che va anche oltre a quello puramente tecnico. Qui all’Alba si respira un’aria diversa, forse è troppo banale parlare di famiglia, direi più che si genera uno spiccato senso di appartenenza che ho notato anche nei ragazzi e nei dirigenti"
Un campionato vinto, una categoria conquistata e la Coppa Lazio con l'U18. E’ soddisfatto?
"In realtà io non lo sono quasi mai perché penso sempre a migliorare, lo impongo a me stesso per primo e lo chiedo a tutti gli atleti e agli staff. E poi a dire il vero io non guardo solo i risultati, che spesso sono figli anche di altre componenti, ma guardo molto alla crescita dei gruppi e dei singoli e quando questo accade i risultati poi sono una conseguenza. Ecco se la vediamo sotto questo punto di vista sono abbastanza soddisfatto perché ho visto una crescita tecnica in tutti i settori, dalla scuola calcio all’agonistica"
Quindi il merito è suo e del Metodo Alba?
"No, il merito è di tutti. Noi possiamo anche impostare il lavoro e seguirlo, ma poi se non hai la società alle spalle che crede in quello che fai, se non hai degli allenatori che fanno loro alcuni concetti e che sono capaci di trasferirli e se non hai dei ragazzi disponibili al sacrifico e all’apprendimento, non vai da nessuna parte. Qui all’Alba invece abbiamo tutte queste caratteristiche tecniche e umane ed i risultati sono stati molto buoni"
Avete già cominciato a pensare al futuro?
"Certo, e già abbiamo diversi ragazzi che stanno venendo a provare. Come noto noi non abbiamo la figura del Direttore Sportivo ma abbiamo l’ambizione di crescere i giocatori in casa e di essere aperti ad accogliere chiunque voglia far parte di questo progetto. Per paradosso il vero spot siamo noi stessi. Tutti i ragazzi che sono venuti o che stanno chiedendo di venire lo fanno perché ci hanno visti giocare e hanno notato che in tutte le categorie abbiamo portato lo stesso pensiero calcistico fondato sull’essere sempre propositivi, avere un’identità di gioco precisa e non figlia dell’improvvisazione, ma soprattutto il piacere di giocare con impegno ma divertendosi"
Può anticiparci qualcosa a livello tecnico?
"Come sapete il nostro fondamento è l’1VS1 e continueremo sulla stessa falsa riga visti gli ottimi risultati ottenuti. Faccio periodicamente dei Clinic con gli allenatori e gli mando anche dei video dimostrativi effettuati con i giocatori Alba così che tutti abbiano modo di vedere effettivamente le metodologie riportate al quotidiano e non banalmente immagini di società professionistiche che si possono trovare su internet. E poi ci sarà l’introduzione dell’Academy Portieri, che idealmente rappresenta un livello superiore di approccio al ruolo rispetto al preparatore che già abbiamo ed è anche molto bravo"
Cosa manca ancora all’Alba per essere ai vertici del calcio capitolino?
"Se fosse per la voglia, la passione e la professionalità che mette la società e tutti noi che lavoriamo qui, dal primo all’ultimo, saremmo già campioni d’Italia. Chi viene qui la prima cosa che nota è il livello di organizzazione ed efficienza ed anche il materiale che abbiamo è all’avanguardia. Poi ci sono questioni che non dipendono da noi come, ad esempio, il campo per l’agonistica di proprietà, ma anche lì c’è un progetto che la società ha presentato da anni e per il quale siamo ai dettagli che posso assicurarvi è assolutamente in linea con il nostro livello di ambizione, ma di questo sarà la società a spiegare i dettagli".
Allora possiamo augurarle buon lavoro?
"E come sempre ce ne sarà parecchio. Grazie a voi e Forza Alba"