LA DICHIARAZIONE

Di Natale a Sportitalia: "Niente genitori in tribuna per gli allenamenti"

La posizione netta dell'ex attaccante di Empoli e Udinese nella sua Donatello, di cui è presidente: "Rimangono fuori. I ragazzi vanno lasciati liberi"

"I genitori? Se vogliono vedere l'allenamento, non li faccio entrare. Rimangono fuori dal campo. Entrano solo la domenica". Una posizione netta, di cui si è sempre discusso, ma che nella Donatello Calcio è diventata realtà. È la scelta di Antonio Di Natale (intervenuto sui canali di SportItalia), ex stella di Empoli e Udinese, ora Presidente della società friulana che ha varato le sedute infrasettimanali 'a porte chiuse'. Tutto questo, per proteggere i calciatori da pressioni che in un periodo delicato come quello adolescenziale, posso rappresentare bastoni tra le ruote nel loro percorso da giocatori e non solo. "I ragazzi li andiamo a prendere con i pulmini, vengono ad allenarsi, fanno il loro e li riportiamo a casa. Mio figlio ha 23 anni e l'ho visto giocare due volte. Ha un cognome pesante e ho sempre cercato di evitare... Oggi per un giovane di 13-14 anni è difficile: il periodo della scuola non è mai facile e inoltre ormai vivono davanti al cellulare. Se a questo ci aggiungi la presenza del genitore durante le sedute, diventa ancora più complicato per loro. E alcuni a questa età hanno addirittura già il procuratore... Non è normale. Lasciateli giocare, lasciateli liberi, sennò come ci arrivano a 18 anni? Poi è normale perdersi. Ognuno deve godersi il suo percorso, perché fare il calciatore è il mestiere più bello del mondo". E voi cosa ne pensate?

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