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L'inchiesta

Caro calcio: l'attività di base impatta sempre di più sulle famiglie

L'inchiesta sui prezzi della scuola calcio nella nostra regione. Lo sport più popolare è anche il più costoso

27 Gennaio 2026

Caro calcio: l'attività di base impatta sempre di più sulle famiglie

Immagine generata con IA

Far svolgere attività sportiva ai bambini è senza dubbio importante. Anzi, nell'età dello sviluppo è addirittura fondamentale. Negli ultimi anni, però, per le famiglie non è più una questione così scontata, neanche quando si parla di calcio, da sempre il più popolare tra gli sport: la spesa media, infatti, rischia di diventare un peso molto importante nell'economia di una casa. In alcuni casi forse addirittura insostenibile.

Il caso del Lazio

I dati raccolti dalla nostra redazione parlano di una spesa media annua di quasi 800€ a bambino, prendendo in esame la fascia d'età dei 10 anni, dunque nel percorso all'interno della scuola calcio. Nei 790€ che scaturiscono dalla ricerca sono comprese sia la quota di iscrizione che il kit di allenamento, ma vengono esclusi altri fattori che però hanno un loro peso specifico importante nei calcoli che i genitori devono fare, come ad esempio la fornitura di materiale tecnico indispensabile come scarpini e parastinchi, senza i quali chiaramente a calcio non si può giocare. Va poi tenuta in considerazione anche la spesa per accompagnare i bambini al campo ed andare a riprenderli: non sono certo delle eccezioni quei genitori che scelgono di iscrivere i propri figli in società di prestigio anche quando queste non rappresentano la soluzione geograficamente più conveniente. Qui, però, interviene un fattore spesso al centro del dibattito del calcio giovanile: le aspettative che circondano i giocatori. Vedere il proprio figlio all'interno di una realtà prestigiosa del movimento laziale spesso conduce padri e madri a dare credito quasi illimitato alle promesse dei direttori sportivi e dei responsabili dei settori giovanili, compresi quelli professionisti. Ambizioni che non di rado portano a scelte dispendiose in termini di tempo e che impattano ulteriormente sui sacrifici economici da affrontare per le famiglie. A questo, poi, si aggiunge il costo di tornei e ritiri, ormai diventati prassi consolidata per quanto riguarda l'attività di base. Parlando sempre di costi medi, nel Lazio si possono arrivare a disputare circa tre tornei nella stagione della scuola calcio, principalmente nei periodi di Natale, Pasqua ed estate, ognuno dei quali può indicativamente venire a costare 150€; all'inizio dell'attività, invece, va messa in conto una spesa di 80€, quella mediamente necessaria per far partecipare un bambino al ritiro pre stagionale. Dai 790€ iniziali, dunque, si è passati ad una cifra decisamente più elevata ma, allo stesso tempo, quasi impossibile da evitare: d'altronde escludere un bambino dai momenti di maggior condivisione con i propri compagni non è una soluzione presa in considerazione, sia per il possibile disagio che il proprio figlio potrebbe vivere nel sentirsi escluso dal gruppo, sia per l'obbligo morale nei confronti della società di appartenenza ad essere partecipi delle varie iniziative legate alla squadra del ragazzo.

Variazioni territoriali

Come detto, il dato che sfiora gli 800€ di cui parliamo è indicativo: non in tutta la regione si paga la stessa cifra. Tra Rieti e Viterbo la media della nostra ricerca si aggira rispettivamente su 580€ e 585€, aumentando nel territorio pontino a 670€ e in Ciociaria a 750€. Diversa, invece, la situazione della Capitale, che per comodità abbiamo suddiviso in più zone: a sud si è perfettamente in linea con il dato medio regionale, con appunto 790€ di costo, mentre a nord la spesa aumenta a 850€; a Roma Est si sale a 855€ mentre sul litorale siamo sugli 840€. L'aumento più significativo è nella zona ovest, dove si sfora la soglia dei 900€, arrivando a 930. Una pluralità di situazioni che rende bene l'idea di quando possa rivelarsi complicato per una famiglia far quadrare tutti i conti. Anche perché, come ormai sappiamo tutti da tempo, l'adeguamento degli stipendi non segue di pari passo l'aumento del costo della vita, specialmente in una città come Roma: ogni euro è importante all'interno dell'economia familiare e, per quanto sia fondamentale, come detto in apertura, dare modo ai giovani di seguire la loro passione e fargli praticare una sana attività sportiva, non è più una spesa da poter dare per scontata. Anche perché i redditi annui medi di chi vive nel Lazio non permettono grandi margini di manovra. Basti pensare che secondo quanto emerge dal report nazionale sulle dichiarazioni dei redditi nel 2024 (e dunque basato sull'anno di imposta 2023) del Ministero dell'Economia e delle Finanze, mediamente una famiglia della nostra regione guadagna meno rispetto a quelle del resto d'Italia, con un -25% nella zona della Capitale e valori ancora più elevati nelle altre province del Lazio, per un dato finale calcolato da SkyTG24 che va dai 20.000 ai 26.000€ annui a famiglia. Ma per circa 660.000 lavoratori e lavoratrici, come certifica Rainews.it, in un anno entrano in cassa meno di 15.000€, circa 1150€ al mese inserendo nel conto tredicesime ed eventuali quattordicesime. Cifre sui cui impattano in maniera importante le spese per la scuola calcio: risulta così ancora più interessante provare a comparare la situazione del pallone con quella di altre discipline.

La situazione negli altri sport

La premessa è la stessa del calcio: si parla di dati numerici medi riscontrabili nel territorio laziale per quanto riguarda la fascia di età dei 10 anni. Sono stati presi in considerazione alcuni degli sport più diffusi, come pallavolo e basket, sempre per ciò che concerne il costo dell'iscrizione annuale comprensiva di kit da allenamento. Per gli sport indoor, come appunto volley e pallacanestro, il costo per ogni bambino si attesta sui 300€ per chi sceglie di giocare sottorete e 350 per coloro che optano per la palla a spicchi; per l'outdoor abbiamo rivolto lo sguardo verso il rugby, che non si discosta poi molto rimanendo sui 350€ anche se, come per tutte le discipline, squadre di maggior richiamo possono alzare le proprie richieste appunto in virtù del blasone conquistato sul campo nel corso degli anni. La differenza tra calcio ed altre discipline si appiana un po' di più quando si va a parlare di sport da praticare in piscina, con la scuola nuoto che si attesta sui 450€ e la pallanuoto che sale a 550€. Anche in questi casi, sono scomputati dal calcolo i costi del materiale personale e del carburante necessario a raggiungere i luoghi di allenamento, ma la differenza resta. E non va sottovalutata, come dimostra il caso del tennis.

Sorpasso tennis

Se ne parla ormai da tempo: grazie ai successi ottenuti negli ultimi anni dai giocatori italiani, a partire da Matteo Berrettini finalista a Wimbledon nel 2021 come apripista e soprattutto Jannik Sinner e tutti i protagonisti delle tre vittorie consecutive in Coppa Davis nel momento attuale, il tennis sta vivendo un exploit che proprio all'inizio di questo 2026 è diventato storico. Per la prima volta nello sport italiano, infatti, i ricavi complessivi della FITP hanno superato quelli della FIGC. La percezione del tennis come sport per ricchi, inoltre, i dati lo dimostrano, è ormai stata accantonata, anche perché il costo di una stagione con la racchetta in mano è praticamente pari a quella di una con il pallone tra i piedi: compreso il materiale tecnico, ossia la racchetta (il cui costo pareggia nella stragrande maggioranza dei casi quello degli scarpini) ed il vestiario, si arriva intorno ai 1000€, soglia sfiorata in gran parte dei territori analizzati. A trascinare il movimento, come detto, sono soprattutto i grandi traguardi raggiunti negli ultimi anni, che hanno fatto salire alle stelle l'entusiasmo degli sportivi. Emozioni che il calcio italiano, ormai da troppo tempo, non ha più la forza di far provare.

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