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L'Intervista
15 Aprile 2026
Valter Valle, presidente dell'Unipomezia (Foto ©Middione)
Manca solo la forma, che poi si riduce a un calcolo matematico basilare, ossia lo scarto di punti che renderà impossibile la rimonta delle rivali. L'Unipomezia disputerà la sua seconda stagione consecutiva in Serie D, un fatto storico per i colori rossoblù. Un passo che permette di programmare il futuro da un altro punto di vista, quello dell'espansione, dopo il consolidamento della prima squadra nella massima categoria dilettantistica. E il progetto, mentre i grandi dovranno alzare l'asticella come la politica societaria vuole sempre, coinvolgerà i giovani. "Sono sempre stato considerato come un proprietario che si dedica solo alla prima squadra" spiega il patron Valter Valle, prima di farci capire che dal giorno 1 luglio la musica cambierà sostanzialmente.
"Prenderò in mano io il discorso e porterò le mie idee su settore giovanile e scuola calcio". Tradotto: ha inizio una nuova era. Vicino l'ingresso di nuove figure sulle quali punterà l'imprenditore pometino per rilanciare nell'immediato il movimento giovanile. Una struttura sanitaria interna al club, istruttori e preparatori di primo livello e in tutte le categorie, un centro sportivo completamente ristrutturato e modernizzato, materiale tecnico di primissimo livello. Sta nascendo una nuova Unipomezia.
L’obiettivo permanenza in Serie D è ormai una questione aritmetica. Dopo un inizio buono, il cammino si era complicato, il mercato invernale ha dato quel tocco per arrivare in porto con buon anticipo sulle rivali.
“Va considerato che siamo tutti nuovi in questa categoria: il Direttore Sportivo Roberto Delgado, i due tecnici Andrea Casciotti e Luca Rubino. Non essendo esperti come in Eccellenza, hanno fatto fatica ad imboccare subito la strada giusta da percorrere. Però diciamo che dopo gli sbagli che abbiamo commesso nel mercato estivo, siamo riusciti a dicembre, con gli acquisti di Lorenzo Persichini, Ivan de Santis e altri, a sistemare la rosa. Il cambio di modulo messo in atto dai due allenatori ha fatto sì che il gruppo tornasse a correre e adesso sta avendo un enorme riscontro in termini di risultati”.
“Beh con l'Ostiamare abbiamo disputato una grandissima partita contro una grandissima squadra. Sicuramente era più giusto che terminasse, come ha riconosciuto anche il loro allenatore, un pareggio. Sarebbe stato meritatissimo”.
Quanto è importante per la crescita del progetto riuscirsi a stabilizzare nella massima categoria dilettantistica?
“Un passo importante che stiamo compiendo, se riusciamo a stabilizzarci in questa categoria a trarne giovamento saranno anche il settore giovanile, la scuola calcio e tutta la società in generale”.
In attesa della festa salvezza della prima squadra, intanto si può cominciare il lavoro della nuova stagione su giovanili e attività di base?
“Dalla prossima stagione ho deciso di prendere in mano tutto quello che è il discorso del settore giovanile e della scuola calcio, inserendo nuove figure nuove all'interno della dirigenza. Non saranno le uniche novità, è mia intenzione dare un grosso scossone al club con dei rinnovamenti che faremo in tutta la struttura e a livello organizzativo”.
Cosa ti aspetti in termini di risultati e con quali tempistiche?
“Spero che il progetto sia lungo. Nella prima stagione contiamo almeno di portare una o due squadre in Elite e disputare un ottimo campionato con la Juniores. L’idea è quella di comporre la rosa degli Under 19 Nazionali con tutti ragazzi nati nel 2009 e qualche 2010, in modo da avere un serbatoio di livello per la prima squadra”.
Sul settore di base quali sono le attese?
“Fondamentalmente mi aspetto almeno di tornare ai numeri con cui l'ho lasciata io quando decisi di farla gestire da altre persone. Quest’anno, con il lavoro di Emanuele Morelli, c'è stato un miglioramento, abbiamo circa 90 ragazzi, il prossimo anno ne vorrei 120, 130”..
Il territorio forse ha bisogno di una realtà che sia solida dalla prima squadra alla scuola calcio. L'Unipomezia può diventare un punto di riferimento di tutta la zona?
“Nel territorio ci sono parecchie società che fanno quello che facciamo noi. Sicuramente per incentivare i ragazzi a venire da noi, e per far sì che questa società sia un fiore all'occhiello anche a livello nazionale com'è con la prima squadra, dobbiamo sicuramente cambiare marcia. Ciò significa mettere delle figure nuove come ho fatto e poi anche dare una maggiore visibilità a quello che è il discorso ambientale”.
Hai già un’idea precisa?
“Cercheremo di avvicinarci a quello che è il professionismo anche nel settore giovanile e nella scuola calcio. Intanto ristruttureremo tutti gli spogliatoi, sia delle giovanili che della prima squadra. Faremo delle scelte oculate sugli istruttori, vogliamo coinvolgere solo tecnici di livello che abbiano tutte le varie certificazioni. Inseriremo dei preparatori atletici per ogni settore, anche nella scuola calcio. I kit di tutte le squadre dell’Unipomezia saranno brandizzate, come in prima squadra. E non è finita qui...”.
Prego.
“Grazie alla collaborazione con il Dottor Massimiliano Greggi, stiamo creando una struttura medica all’interno del club, tanto che l’infermeria verrà allargata. Inoltre stiamo chiudendo una convenzione con un ambulatorio che si chiama Medical Si, per tutto quello che concerne radiografie, ecografie, tac, risonanze magnetiche. Avremo tutto in sede, i nostri iscritti non avranno nessun bisogno di rivolgersi al di fuori del mondo Unipomezia, perché dal dottore al fisioterapista, fino agli esami diagnostici, sarà tutto in sede senza nessun costo aggiuntivo”.
Vuoi portare tutta l'Unipomezia al livello della prima squadra, giusto?
“Sì esattamente, questo è il messaggio che voglio dare ai nostri iscritti e ai cittadini di Pomezia e dintorni. Fino ad oggi io sono stato sempre considerato come un proprietario che si dedica solo alla prima squadra, da quest'anno cercherò di portare le mie idee anche sul settore giovanile e sulla scuola calcio con la stessa identica cura che ho avuto per la Serie D”.
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