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Roma: svolta per il vivaio. Con Friedkin il futuro è diPinto

Il club giallorosso si sta rivoluzionando e forse adesso il progetto giovani è reale

24 Novembre 2020

Roma, svolta vivaio

I giallorossi esultano nel derby (Foto ©De Cesaris)

Che la Roma abbia da sempre creduto fortemente nei giovani è fuori discussione, basti pensare alla miriade di giocatori prodotti dal vivaio che adesso militano nel grande calcio, sia con la maglia giallorossa che non. Lorenzo Pellegrini è l’esempio più lampante degli ultimi tempi, se pur abbia dovuto prima farsi le ossa in quel di Sassuolo. Chi al momento è riuscito a fare un salto diretto dal vivaio alla prima squadra è Riccardo Calafiori, in attesa di ritrovare la forma migliore dopo la lunga quarantena causa Covid. In questa stagione la Roma ha dimostrato di aver dato una svolta decisiva al proprio settore giovanile, come se non fosse bastato l’ottimo lavoro svolto negli anni addietro dai vari Bruno Conti, Massimo Tarantino e Alberto De Rossi, con quest’ultimo che ha confermato di non essere solo un semplice allenatore all’interno del vivaio giallorosso. Il momento che ha segnato il cambio di rotta è stato probabilmente durante l’amichevole precampionato tra la Roma Primavera e la Viterbese. I capitolini partono col 4-2-3-1 ma all’intervallo il confronto tra De Rossi e Morgan De Sanctis porta al cambio modulo: 3-4-2-1. Quello adottato da Paulo Fonseca in prima squadra. “Le giovanili devono crescere in funzione dei grandi”. Scelta che si rivelerà a dir poco azzeccata. Perché il tecnico portoghese adesso ha a disposizione giovani funzionali al proprio gioco. Perché l’armata di De Rossi inizia a vincere e non si ferma più. Le continue e ripetute convocazioni dei Primavera con la prima squadra sono state il primo allarme positivo. L’esordio di Tommaso Milanese in Europa League ha confermato la volontà della società di creare in sostanza un unico grande gruppo. I tanti rinnovi dei giovani in questi giorni (Zalewski, Ciervo, Providence, Bove, lo stesso Milanese) ed il primo contratto da professionista per Claudio Cassano rappresentano la firma su questo accordo virtuale. La prima squadra, la Roma Primavera e le under sono un’unica cosa. Adesso come non mai. Col senno del poi la scelta di Tiago Pinto come general manager del club non è altro che il prosieguo di un’impronta chiarissima che Dan e Ryan Friedkin hanno voluto imprimere per rendere, finalmente, e per davvero, il settore giovanile come uno dei punti focali del progetto romanista. Se non altro è la storia che lo conferma. Credere, investire e lavorare in un certo modo sul vivaio porta successi. A livello di soddisfazioni “personali”, per aver lanciato nel calcio i ragazzi cresciuti nella propria casa. A livello economico, considerando che i giovani non pesano troppo sulle casse di una società. E, soprattutto, potrebbero trasformarsi in vere e proprie “galline dalle uova d’oro”. Ne sa qualcosa lo stesso Benfica che anche grazie al prezioso contributo dello stesso Tiago Pinto ha valorizzato calciatori come Joao Felix, Ruben Dias e Semedo, cresciuti proprio nel vivaio portoghese, lanciati in prima squadra e poi rivenduti a cifre altissime.

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