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l'intervista

Romulea, Ligori: "L'incertezza genera preoccupazione "

Il tecnico dei classe 2007 parla dell'umore in casa amaranto-oro e si sofferma su nuovi allenamenti e possibilità di ripartenza

24 Novembre 2020

Romulea Ligori

Romulea, il mister dell'U14 Ligori (Foto ©Del Gobbo)

Dopo un avvio arrembante, la Romulea allenata dal mister Vincenzo Ligori, viene fermata sul più bello. L’allenatore, in merito al nuovo campionato e all’aria che si respira durante la settimana, ha dichiarato: "Alla Romulea sto bene, ho uno staff e dei colleghi eccezionali. La stagione è iniziata con entusiasmo e tanti stimoli per il nuovo incarico. Con i ragazzi ho avuto subito un buon feeling e la loro disponibilità agevola molto il mio lavoro. Dopo questa stretta allo sport, non ci siamo persi d'animo, variamo molto il lavoro ma seguiamo l'unico obbiettivo possibile: farli divertire, sorridere e giocare, nel rispetto delle regole". In questo periodo di costante preoccupazione e incertezza, il mister amaranto-oro commenta così la situazione: "Il caos lavorativo e la situazione generale lascia poco spazio ad altri pensieri. Tuttavia non oso lamentarmi, vedendo quante famiglie piangono i propri cari". Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, tutte le società hanno dovuto adottare metodologie di allenamenti individuali nei settori giovanili. In merito a ciò, Ligori cha precisato che: "Gli allenamenti individuali sono probabilmente il male minore, dal punto di vista didattico sono utili, ma il nostro è uno sport di situazione, di contatto e per la crescita dei ragazzi non può essere sufficiente. Il decreto ha molte lacune, soprattutto la parte sull'utilizzo delle docce o degli spogliatoi - spiega - Sembra che chi scriva non contempli le difficoltà di una scelta del genere". In ottica futura, si parla di un ritorno in campo nel 2021, molti pensano che sia necessario un vaccino per tornare in campo, altri ipotizzano che si possa convivere con il Covid, l’allenatore ha commentato così: "Tutti speriamo che il nuovo anno inizi con la buona notizia della fine dell'incubo. Vaccino? Non saprei, attendo con fiducia anche una cura efficace. Il Covid è come l'uomo nero, tutti ne hanno paura, ma nessuno sa cosa sia. L'incertezza genera preoccupazione e non si può convivere con un mostro del genere, bisogna sconfiggerlo - conclude - Intanto nel nostro piccolo possiamo educare i ragazzi, informarli e prescindendo dalle ideologie, proteggerli. Voglio bene al calcio come parte essenziale di tutti noi, un'emozione del genere, non si fermerà mai, non si può".
 
 
 

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