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Aranova, Eusepi: "Bisogna lavorare su stimoli e mentalità"

Le considerazioni del tecnico rossoblù, che analizza l'attuale momento sotto diversi punti di vista

25 Novembre 2020

Aranova Eusepi

Mister Fabio Eusepi ©Aranova

Non è semplice mantenere alta la concentrazione in momenti come questi dove, da diversi mesi ormai, non si riesce a tornare a giocare. E’ il caso di mister Fabio Eusepi che, dopo aver dominato in lungo ed in largo il campionato Under 14 della stagione 2019/2020, sta allenando l’Under 15 Provinciali dell’Aranova in attesa di poter scendere in campo.


Mister, come si sta organizzando l’Aranova a livello di settore giovanile? State proseguendo le sedute? Come va con la squadra?
"In questo periodo particolare allenatori e dirigenti si mettono a disposizione per rispettare minuziosamente i protocolli sanitari. Il calcio è la nostra vita, nessuno lo nega, ma ci vuole responsabilità di fronte ad una pandemia mondiale. Le sedute di allenamento continuano in modo completamente differente a come siamo abituati solitamente, ed i ragazzi sono ansiosi di ricominciare".


Quale è il tuo pensiero in merito alla sospensione del calcio regionale? Saresti andato avanti o secondo te bisogna cambiare i protocolli?
"La sospensione del calcio regionale è stata una batosta a livello morale, non credo che qualcuno dei miei colleghi sia stato felice. Ci siamo momentaneamente messi in attesa di fronte a qualcosa di estremamente più grande, anche se, la passione che coltiviamo per questo sport, a volte ci fa perdere di vista quelle che sono le priorità. I protocolli che ci invitano a rispettare sono fondamentali e necessari, è già un miracolo potersi continuare ad allenare".


Quale è l’umore dei ragazzi in queste settimane? Come si gestisce un gruppo in un momento di tale difficoltà?
"Ho la fortuna di gestire un gruppo di piccoli uomini, che sanno prendersi le loro responsabilità. Hanno capito da subito che la situazione era seria. Fa piacere avere sempre ventidue ragazzi in campo soprattutto in questo periodo. Ovviamente quando arriva il week-end e non c’è un avversario da affrontare, si vanificano mentalmente tutti gli sforzi della settimana, bisogna quindi lavorare molto sugli stimoli e sulla mentalità".

Quale è il tuo auspicio per il prossimo futuro?
"Mi auguro di poter sentire prima possibile di nuovo l’adrenalina della gara, il rumore dei tacchetti sulle piastrelle dello spogliatoio prima dell’appello dell’arbitro. Chi fa calcio si nutre di queste piccole cose e chi sta fuori non potrà mai capire. Siamo un mondo di ‘malati calcistici’ ed il vaccino a questo non si troverà mai".

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