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Il ricordo

Italo Cucci "Maradona era un segno di vita"

Il direttore ricorda il suo incontro col Pibe de Oro con il quale aveva instaurato un rapporto d'amicizia

25 Novembre 2020

Diego Armando Maradona

In pochi minuti la notizia della morte di Diego Armando Maradona ha fatto il giro del mondo. Più di un semplice calciatore, un autentico simbolo soprattutto in Argentina, la cui scomparsa ha colpito anche chi abitualmente non segue il calcio. Il primo che riuscì a dedicare una prima pagina in Italia al Pibe de Oro è stato Italo Cucci, direttore dell'agenzia Italpress ed un'autentica guida per tutti noi nello sviluppo del progetto Gazzetta Regionale. Cucci è intervenuto nella trasmissione Zapping, in onda su Radiorai Uno ed ha ricordato il suo incontro con il più grande giocatore della storia. "La mia amicizia con Diego risale a quando ero direttore del Guerin Sportivo. Feci per lui una copertina quando vinse il mondale giovanile in Giappone. Quando poi diventò Diego ed arrivò in Italia fui premiato con la sua prima intervista italiana, era l'agosto del 1984 ed era in ritiro a Reggiolo. Ricordo un ragazzo che si mordeva le unghie ed io in quel frangente feci un po' la parte dello zio per tranquillizzarlo. Oggi però non ricordo il giocatore, ricordo l'amico che ho perduto. Una cosa dolorosissima: avevamo da pochi giorni festeggiato il suo compleanno dopo anche quell'ultimo problema al cervello. Quanta sfortuna... E' strano sentir dire 'E' morto Maradona'. In questo momento mi stanno arrivando diverse lettere di tifosi di tutte le squadre per la mia rubrica ed ognuno di loro dice che non poteva finire così. Siamo tutti tristi. E' morta una figura vulcanica, che nonostante tutte le difficoltà veniva fuori con quella sua facciona, se la cavava. E' venuto fuori da un mare di guai. In giorni come questi in cui viviamo tante tragedie, la morte di Maradona è una cosa particolare: è morto un segno di vita. In fin dei conti, a Napoli lo chiamavano Dio e lui di Dio ci ha messo la mano. Per loro Diego era un santo, in Argentina era come un protettore della patria ed infatti sono stati dichiarati 3 giorni di lutto nazionale. Verso Maradona non c'era tifo calcistico, ma lui veniva visto come un Robin Hood che toglieva ai ricchi per dare ai poveri, per portare la felicità che non ha avuto nell'infanzia. Le difficoltà che ha vissuto se le è portate addosso tutta la vita. Non era l'atleta belloccio e perfetto, quando si metteva lo smoking faceva ridere anche se stesso". 

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