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L'intervista

Spes, Ortenzi a 360°: "Pandemia, dilettanti e futuro: dico tutto"

Lunga intervista al direttore sportivo del club di Alberto Aquilani

26 Novembre 2020

Spes Montesacro

Il direttore sportivo Attilio Ortenzi

"Durante questa pandemia ne ho lette di ogni. Ho conosciuto dirigenti-virologi, direttori sportivi esperti di DPCM. Su 300 messaggi whatsapp che leggevo almeno 270 erano cavolate". Non stiamo neanche a dirlo, l'espressione usata da Attilio Ortenzi era molto più colorita di "cavolate", ma d'altronde lui è fatto così. Non gira intorno alle cose, dice quello che pensa. E il direttore sportivo della Spes Montesacro ha le idee molto chiare sulla situazione che stiamo vivendo e sulle difficoltà dei club dilettantistici. Nonostante questo abbiamo riscontrato una cosa positiva: Ortenzi non perde mai il suo fantastico senso dell'umorismo. E da grande laziale lo abbiamo subito stuzzicato...

Direttore, direi di partire subito dal film di Francesco Totti. Ti è piaciuto?
"Semplicemente fantastico. Totti è un patrimonio del mondo".

Noto un pizzico di ironia in queste parole ma forse è meglio non indagare. Torniamo seri. Contagi in risalita, nuovo stop alle attività. Che ne pensi?
"E' una situazione davvero difficile. Il problema Coronavirus è reale. Eppure c'è qualcosa di poco chiaro intorno agli asintomatici. Ancora non si capisce se sono contagiosi o meno e nell'attuale situazione cambierebbe molto. Sicuramente molti fanno terrorismo psicologico, ma questa è una mia opinione. Ripeto, il Covid-19 esiste ed è un problema reale, però il rapporto tamponi-morti di adesso è completamente diverso in proporzione a quello di marzo".

Eppure a settembre avevamo visto un barlume di speranza per i dilettanti.
"Già, evidentemente c'erano i presupposti per ripartire. Se adesso si è deciso di chiudere tutto a noi non resta che adeguarci. Leggo che molte società sono in difficoltà, e ci credo, ma la natura di queste problematiche è ben più radicata".

Ci puoi spiegare meglio?
"I club dilettantistici sono in difficoltà da tantissimi anni. Adesso la problematica sta emergendo ancor di più, ma anche prima le società vivevano tra mille ostacoli. Prima della pandemia trovare uno sponsor era a dir poco complicato. Adesso però questo problema non c'è più. Gli sponsor semplicemente non ci sono".

Soluzioni?
"Serve l'aiuto del Governo. La Federazione più dello sconto sui tesseramenti può fare ben poco. Ripeto, è il Governo che deve capire l'importanza delle società dilettantistiche nel sistema. E non parlo della formazione dei giocatori, ma del ruolo che svolgono a livello sociale".

Soprattutto in questo momento. Alla Spes Montesacro qual è la situazione?
"Noi viviamo con le stesse difficoltà degli altri. Abbiamo perso il 10% dei ragazzi a causa della paura del contagio da parte dei genitori. Anzi, permettimi di dire una cosa".

Prego.
"Le famiglie devono capire che i centri sportivi sono luoghi sicuri. Si pratica uno sport all'aria aperta, i ragazzi sono costantemente monitorati. Non bisogna farsi fermare dalla paura. Noi qui rispettiamo alla lettera tutti i protocolli di sicurezza".

A proposito di protocolli. Cambieresti qualcosa?
"Sicuramente cercherei una soluzione alternativa alla quarantena preventiva dell'intero gruppo squadra di fronte a un positivo. I ragazzi giocano all'aria aperta, neanche si toccano. Non dico di far finta di niente, ci mancherebbe altro, però bisognerebbe pensare ad un protocollo più snello che non blocchi l'intero apparato. Perchè così si fa fatica".

Ti sento un po' scoraggiato.

"Lo divento quando vedo nei ragazzi la mancanza di stimoli".

E' un problema che riscontri in una fascia particolare di età?
"Dagli Under 16 a salire la situazione rischia di peggiorare sensibilmente. Io son certo che molti ragazzi smetteranno di giocare a calcio dopo questa pandemia. E li capisco. A volte nei miei pensieri anche il mio stimolo lavorativo sembra svanire".

Hai pensato di mollare tutto?
"Sai, oggi è diverso fare l'addetto ai lavori. Io a volte passo i pomeriggi a calcolare i giorni di quarantena dei ragazzi. C'è quel positivo? Avverti tutti, chiama il mister, i calciatori. Poi quel bambino è in quarantena da 7 giorni, l'altro da 9, quell'altro da 12. Ti chiamano i genitori perchè il figlio ha avuto contatti con un positivo. Capisci che non è facile gestire tutto e a volte mi chiedo: ma chi me lo fa fare?".

Allora te lo chiedo io. Chi te lo fa fare?
"Io nutro un forte senso di responsabilità nei confronti di tutti i giocatori della Spes Montesacro. Dai più piccoli ai più grandi. La situazione è complicata, ma quando rifletto poi capisco che la cosa giusta è restare a disposizione. Oggi per un giovane far parte di una società sportiva può far davvero la differenza. Io provo a fare la mia parte, tutto qui".

Allenarsi individualmente è fondamentale in questo senso?
"Assolutamente. Non si può togliere ai ragazzi anche la voglia di stare con la squadra, con gli amici".

Capitolo DPCM: il mondo sportivo spesso è caduto nel panico per un linguaggio, diciamo così, poco chiaro... Come l'hai vissuta?
"Un dramma. Durante questa pandemia ne ho lette di ogni. Ho conosciuto dirigenti-virologi, direttori sportivi esperti di DPCM. Su 300 messaggi whatsapp che leggevo almeno 270 erano cavolate. Su Facebook una quantità di fake news incredibili".

Però alcuni termini mandavano veramente in confusione.
"Verissimo. Io però facevo una cosa semplice e di fronte a un DPCM poco chiaro continuavo l'attività in attesa di chiarimenti della Federazione. Fine. Inutile lanciarsi in interpretazioni perchè è in questo modo che si diffondono le notizie sbagliate".

Come si ripartirà?
"Bella domanda. A questo punto l'importante è riuscire a giocare qualche partita. Per quanto riguarda i campionati penso ai più grandi e dico che il fattore campo conta. Quindi fare soltanto il girone d'andata rischia di pesare tantissimo per le squadre che devono giocarsi la salvezza. A questo punto bloccherei le retrocessioni. In generale però questo inizio di campionato è stato abbastanza falsato dai tantissimi rinvii".

E se ripartissimo tutti da zero? Stessi gironi, nuovo calendario con la disputa del solo girone d'andata.
"Questa potrebbe essere sicuramente un'altra soluzione. Si manterrebbero le retrocessioni e i play off magari tra le prime tre. Una cosa però è sicura: se si cambia lo si deve fare dalle prime squadre fino al settore giovanile".

Grazie direttore. L'ultima domanda: ma lo hai visto o no il film di Totti?
"Aspetta un attimo... Scusa, mi stanno chiamando per pagare il caffè, devo attaccare, a presto".

Semplicemente Attilio Ortenzi.

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