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Il ritorno di Tavecchio: come cambia la corsa alla FIGC

L'ex presidente della LND e delle massima federazione italiana sarebbe pronto a candidarsi in Lombardia. Questo può portare ripercussioni su tutto il movimento

30 Novembre 2020

Sibilia, Tavecchio e Gravina

Da sinistra Sibilia, Tavecchio e Gravina

Sempre più nel vivo della corsa, con una variabile che potrebbe sparigliare le carte sul tavolo. La lunga volata che porterà alle elezioni della FIGC del 22 febbraio, quando verrà indicato dai delegati assembleari il nuovo presidente, si colorisce di nuovi dettagli. No, non avete letto male la data, scegliere giorno e luogo è prerogativa del presidente uscente, e le ultime ore sembrano indicare proprio l’ottavo lunedì del nuovo anno come il giorno scelto in via Allegri. Certo è che la tensione tra i due sfidanti – ancora informali visto che le candidature non sono state depositate – Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia è palpabile e sullo scacchiere le prime pedine sono già state mosse. 

Il ritorno Il tutto con Carlo Tavecchio sullo sfondo. Già, proprio lui, il presidente della storica mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale di due anni fa, dimissionario dopo la debacle più cocente della nostra storia calcistica, potrebbe avere un ruolo chiave nella tornata elettorale. Come? Candidandosi alla guida del Comitato Regionale Lombardia, proprio da dove nel 1987 aveva iniziato la sua scalata. Non un Comitato qualunque, ma il più importante d’Italia, che vanta il maggior numero di aventi diritto al voto e peso politico, dove il fermento è lampante e il presidente del Seregno, Davide Erba, si è fatto portavoce di questo vento di rivolta dichiarando alle telecamere di Sport in Oro di aver sentito proprio Tavecchio “tre, quattro settimane fa, non mi sembrava avesse questa intenzione ma le cose possono cambiare”. Anche qui restiamo nel campo dell’informalità, per rendere tutto ufficiale bisognerà attende l’1 Gennaio 2021, quando sarà possibile depositare le candidature per gli organi territoriali. E chi pensa, oltre alla delusione svedese, che le passate uscite non proprio consone al ruolo – come dimenticare le discutibili dichiarazioni su Opti Poba o sull’handicap delle donne che praticano calcio nei confronti dei colleghi uomini – possano rendere vano ogni tentativo di rientrare sul palcoscenico politico del calcio italiano, si sbaglia. Due decenni di regno incontrastato sullo sconfinato mondo dei dilettanti ha lasciato in eredità un peso, come naturale che sia. Non bastano tre anni per veder svanire una rete di contatti così ramificata, è quasi scontato che Tavecchio goda ancora di credito da parte di qualche fedelissimo. Inoltre il suo era stato un addio “parziale”. Basti pensare che fino allo scorso 25 novembre era ancora retribuito come amministratore di LND Servizi e LND Immobiliare, cariche dal quale è stato rimosso per l’appunto cinque giorni fa con l’ultima votazione dei due consigli di amministrazione"

Pericolo spaccatura Ma quale potrebbe essere il ruolo di Tavecchio? Come il suo ritorno potrebbe giovare ad uno dei due candidati? Per spiegarvelo nel miglior modo possibile prendiamo in prestito le parole di Ettore Pellizzari, Presidente del CPA di Trento: "Senza voler interferire in altri Comitati un ritorno del genere lo considero non auspicabile: ritengo possa essere divisivo per l’intero Nord – ha dichiarato ai colleghi dell’Adige, per poi precisare - Tavecchio dovette affidarsi a Cosimo Sibilia, nominandolo Commissario del Comitato regionale della Campania, per superare una situazione di crisi che rischiava di ripercuotersi negativamente sull’intera LND. Risolta la situazione della Campania, Sibilia venne poi eletto all’unanimità Presidente e per il nostro movimento è stata la salvezza sia economica che politica”. Un passaggio chiaro e semplice: in caso di vittoria di Tavecchio la LND potrebbe arrivare senza il 34% unito al 22 febbraio, una condizione secondo Sibilia necessaria per accettare un eventuale mandato della sua Lega e lanciare la sfida a Gravina. Inoltre, e quello che fino a pochi giorni fa sembrava un semplice chiacchiericcio sta assumendo sempre di più contorni concreti, Tavecchio starebbe lavorando nell’ombra anche su altri Comitati Regionali “consistenti” in maniera da creare una sorta di "partito" in seno alla Lega, per gettare così le basi verso un suo possibile assalto alla sede di Piazzale Flaminio. Missione difficile, perché se Sibilia potrebbe rischiare di vedere svanire la possibilità di candidarsi alla FIGC, la LND sembra comunque salda nelle mani dell’attuale presidente. Nelle prossime settimane seguiremo l’evolversi della situazione, con l’operazione politica che potrebbe sconfinare verso il centro e sud Italia.

Un vecchio nemico In tutta questa storia, quella della possibile spaccatura della LND, naturalmente ne trarrebbe giovamento Gabriele Gravina, che potrebbe trovarsi a pochi giorni dalle elezioni con la possibilità di avviare dialoghi con due fazioni diverse e di riuscire ad evitare lo scontro per la presidenza contro il suo rivale più “forte”. Curioso che proprio Tavecchio possa giocare un ruolo determinante per la rielezione del numero uno di via Allegri. Fu proprio il dietrofront dell’ex Lega Pro, guidata al tempo proprio da Gravina, a condannare definitivamente il Consiglio Federale alle dimissioni dopo la mancata qualificazione per Russia 2018, nonostante la reticenza dell’allora reggente. “Una richiesta delle società” spiegò il dirigente abruzzese, che fino al giorno prima sembrava appoggiare la conferma di Tavecchio alla guida del movimento, cambiando idee a poche ore dalla definitiva uscita di scena del Tav nel 2017. Ora però il rientro in gioco del suo predecessore potrebbe tornargli molto utile.

La pallottola schivata Cosimo Sibilia dal canto suo si dice tranquillo: "Il ritorno di Tavecchio? L’ho letto anche io – ha commentato sulle colonne del Corriere dello Sport - Ma mi sembra inattaccabile la posizione del presidente uscente Giuseppe Baretti, che si ricandiderà". Una serenità rafforzata anche dalla nuova riforma dello sport (di cui parliamo a parte, ndr) che ha fatto chiarezza sull’incompatibilità tra cariche sportive e politiche. A metà settimana alcuni giornali parlavano addirittura di "terremoto LND" e "possibile dimissioni" del presidente dopo la denuncia del Codacons in virtù di una legge del 1953, che non ammetteva la possibilità di operare sia nelle istituzioni governative che in quelle sportive contemporaneamente. Una situazione che Sibilia aveva commentato dubitando “dei tempi e dei modi” e che il già citato Davide Erba aveva invece sfruttato per cercare nuovi consensi per la "rivolta lombarda". Di sicuro il fatto che la principale associazione a tutela dei consumatori abbia aspettato quattro anni per sollevare la questione appare almeno curioso. Invece le notizie arrivate da Palazzo Chigi chiudono definitivamente la vicenda. Restiamo in attesa delle prossime mosse, anche se un dato sembra essere già evidente: le elezioni FIGC si giocheranno a partire dalle assemblee elettive degli organi territoriali. E tra i protagonisti potrebbe esserci Carlo Tavecchio. Una variabile inattesa, ma che potrebbe rivelarsi decisiva.

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