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l'intervista

CR Basilicata: situazione sotto controllo. Rinaldi "Ripresa? Non dipende da noi"

02 Dicembre 2020

Pietro Rinaldi

Il presidente del Comitato Regionale Basilicata Pietro Rinaldi (Foto ©LNDBasilicata)

La Basilicata è una di quelle regioni italiane in cui la pandemia ha colpito meno forte. I dati lucani indicano un totale di contagi al di sotto delle 8000 mila unità e questo ovviamente ha avuto la sua incidenza anche all'interno del calcio regionale. La situazione, infatti, come ci racconta il presidente del Comitato Regionale Pietro Rinaldi non è assolutamente critica per quel che riguarda il numero di partite rinviate e quindi da dover recuperare per quando si tornerà in campo. Le dimensioni ridotte in questo caso hanno avuto la meglio e la nuova formulazione dei campionato ha aiutato a guardare con maggiore ottimismo alle varie soluzioni per la ripresa. Tra queste, però, in Basilicata è da scartare quella di riprendere i campionati e di concluderli disputando soltanto il girone di andata. L'obiettivo è infatti quello di arrivare fino in fondo, anche prolungando i termini della stagione per far vivere a tutti i suoi tesserati la loro passione nella maniera più giusta possibile.

Non dipende dal Comitato Un rientro in campo che ha tuttavia dei contorni incerti in tutto il Paese e che non è dipeso dalle scelte di ogni singola delegazione regionale "Di ipotesi se ne possono fare tante - esordisce Rinaldi - ma tutto dipende da cosa diranno le autorità su quando si potrà effettivamente tornare a giocare. Ad oggi non può dircelo nessuno con certezza. Noi pensiamo di ripartire, a livello indicativo, dal 10 gennaio, facendo però disputare una settimana prima quei recuperi delle gare rinviate. Un numero che non desta particolari preoccupazioni. Ad esempio, c'è solo una squadra di Eccellenza che ha due gare da giocare. Per questa stagione siamo partiti un po' in ritardo rispetto alla normalità e siamo arrivati alla quinta giornata per quel che riguarda l'Eccellenza e la Promozione, mentre abbiamo disputato solo un paio di giornate del campionato di Prima Categoria (campionato che presenta due gironi, mentre non è nemmeno iniziato il campionato di Seconda Categoria, che di gironi ne ha tre ndr). Per quel che invece riguarda il settore giovanile dobbiamo ancora iniziare i campionati. Abbiamo riformulato i campionati Under 17 ed Under 15 in cui ci sono 12 squadre per ogni campionato che sono state suddivise in tre gironi, in modo tale da poter gestire meglio la situazione". Il conto del presidente Rinaldi è sulla base dei campionati Regionali, mentre poi ci sono anche dei torni Provinciali che non sono iniziati dopo il primo DPCM di ottobre, con tre gironi di Under 15 per quel che riguarda il campionato Under 15 di Potenza ed uno a Matera, mentre sono due quelli di Under 17 nella sola provincia di Potenza.

Concludere la stagione regolarmente L'idea di base del presidente Rinaldi e del Comitato Regionale Basilicata è quella di portare a conclusione i campionati fino all'ultima giornata. "Ho sentito tra le varie ipotesi che circolano in questo periodo che alcuni vorrebbero terminare il campionato facendo disputare solamente il girone d'andata, a me questa è una soluzione che non piace. Se non si riesce a stare dentro i termini del 30 giugno vorrà dire che ci saranno delle giornate di campionato anche più in là con il tempo, provando magari a giocare fino al 15 luglio, oppure inserendo più turni infrasettimanali durante la stagione. Il problema più spinoso riguarda sicuramente il campionato di Promozione in cui abbiamo un girone di diciotto squadre, quindi la strada è un po' più lunga, mentre in Eccellenza abbiamo due società in meno. Per fortuna già da un po' abbiamo eliminato i play off ed i play out e quindi non penso ci dovrebbero essere particolari problemi per la conclusione regolare della stagione. Ma, ripeto, purtroppo non dipende dalle nostre scelte, dipende dalla curva epidemica e dalle decisioni che saranno prese dal Governo nelle prossime settimane".

Allenamenti ed aiuti Anche se la situazione dei buchi nel calendario non è affatto critica, in Basilicata così come nel resto d'Italia sono diversi i malumori e le difficoltà nel poter svolgere solamente allenamenti individuali "La mancanza degli allenamenti veri e propri è sicuramente ciò che più ha colpito le società in questo periodo - prosegue Rinaldi - perché sono poco stimolanti, soprattutto per i più giovani. Le società sono comunque state volenterose, anche se poi quando è arrivato lo stop parecchie si sono fermate. Sul lato economico, invece, la Regione è stata molto vicina alla società. C'è stata la possibilità per 150 di loro di ottenere un contributo di 1000 euro ciascuna ed anche attraverso il Comitato hanno fatto richiesta per le possibilità offerte dal dipartimento dello Sport che dovrebbe dare 1600 euro a testa per ogni società. Ovviamente solamente a chi ha fatto questa richiesta e a chi corrisponde a determinati requisiti. Per questa seconda motivazione mi preoccupa un po' la situazione di alcune società di calcio a 5, perché c'è bisogno di un minimo di 25 tesserati e per alcune di loro il raggiungimento di questo obiettivo è più difficile".  

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