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l'intervista

Fiumicino, Giovagnoni "Resistere e sperare, non abbattiamoci"

Il capitano rossoblù commenta il difficile momento che sta vivendo con la sua squadra ed indica il modo con cui viverlo

02 Dicembre 2020

Valerio Giovagnoni

Valerio Giovagnoni, capitano del Fiumicino (Foto ©GazReg)

Tra perplessità ed incertezze derivate dallo stop dei campionati, l'impatto a livello sociale che il Coronavirus ha avuto nel settore del calcio giovanile è stato di notevole rilevanza, amplificandosi sempre di più con il progredire dello stop stesso. Una delle problematiche sicuramente più importanti riguarda l'abbandono del calcio, visto in questo momento come un semplice passa tempo con troppe limitazioni, tra cui proprio il non poter disputare le partite il fine settimana: "E' un rischio sicuramente che sta aumentando man mano che andiamo avanti - ha detto Valerio Giovagnoni, capitano del Fiumicino - c'è chi questo sport lo prende come un divertimento e venendo meno questo aspetto tramite la mancanza delle partite decide quindi di smettere. Poi magari c'è chi invece lo prende un po' più seriamente e non molla nonostante il periodo difficile, sperando quindi in una ripresa il prima possibile". Tra le categorie "a rischio abbandono" la Juniores è con molta probabilità la più a rischio: i ragazzi che hanno disputato tutte le trafile nelle giovanili si apprestano ad approdare nelle prime squadre; avendo tuttavia giocato appena metà stagione nella precedente e accumulato poche presenze in questa con il dubbio sulla ripresa, il pensiero di rinunciare sta purtroppo prendendo sempre più corpo. Giovagnoni ci ha raccontato la sua opinione a riguardo, partendo dalla situazione in casa Fiumicino: "Qui al Fiumicino ci siamo attrezzati con la massima attenzione, svolgendo gli allenamenti a distanza e rispettando tutti i protocolli di sicurezza. Prima di entrare nel centro sportivo ci misurano la febbre e dobbiamo portare sempre con noi l'autocertificazione, riducendo così al minimo il rischio di contagio. Ci manca molto la partita del fine settimana, però non possiamo fare altro che resistere e sperare in un ritorno al gioco magari agli inizi del 2021. Rispetto ai primi allenamenti siamo diminuiti di numero, dai 25 iniziali ora siamo circa una quindicina alle sedute. C'è chi manca per motivi quali infortuni o lezioni scolastiche pomeridiane, o anche per chi semplicemente non ha più voglia. Questi ultimi non sono da condannare o biasimare, capisco che può essere difficile trovare stimoli per allenarsi in questo momento soprattutto per la nostra fascia d'età. Un esempio concreto sono due ragazzi della mia classe: hanno smesso circa un mese fa di allenarsi proprio per queste motivazioni, per loro la partita era tutto ed allenarsi senza quel fine con inoltre il limite delle distanze ha fatto si che gli passasse la voglia. Ho provato a spronarli dicendogli che torneremo a giocare ma non credo abbiano intenzione di riprendere. Penso inoltre alle piccole società che hanno dovuto affrontare spese importanti per far fronte a tutto questo e che ora rischiano il fallimento, con l'aggravante che i ragazzi non vengono più neanche ad allenarsi. Cosa penso della nostra situazione? Credo che chi ha la forza di continuare nonostante ciò verrà premiato con la chiamata in qualche prima squadra, non è questo il momento di arrenderci. Nello spogliatoio abbiamo tutti un bel legame e siamo molto amici, ma cerchiamo di evitare questo discorso magari anche un po' per esorcizzarlo. Un messaggio che vorrei lanciare è proprio quello di non abbattersi, speriamo tutti di tornare a giocare il prima possibile ma dobbiamo avere ora la forza di crederci e restare in piedi".

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