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l'intervista

Forgione: "Giusto isolare i casi positivi e disputare le gare come nei Prof"

Il capitano della compagine termale: "In D ci sono diverse famiglie che vivono con il calcio. Questo è un movimento che porta soldi in Italia, quindi spero che si possa andare avanti"

02 Dicembre 2020

Cosimo Forgione

Forgione (Foto ©Atletico Terme Fiuggi)

Il campionato di Serie D riprenderà regolarmente il 13 dicembre, con l'intento del Dipartimento Interregionale di rimettere in pari il calendario dando spazio in questo lasso di tempo ai recuperi che si sono accumulati nel corso del primo mese di attività. E' ancora fermo ai box l'Atletico Terme Fiuggi. La formazione di Incocciati era infatti sempre scesa in campo disputando tutte e sei le gare in programma. L'ultima il primo novembre contro il Vastogirardi. I termali torneranno in campo a Capo I Prati dopo più di un mese per affrontare l'Atletico Porto Sant'Elpidio con lo stop che, come vedremo più avanti insieme al capitano Cosimo Forgione, potrebbe rivelarsi anche un fattore positivo per una rosa in gran parte rinnovata rispetto allo scorso anno. Ma partendo dalla decisione di sospendere il campionato il centrocampista afferma: "Sono d'accordo con questa linea, anche perché sarebbe diventato un campionato ingestibile considerando i numerosi rinvii che c'erano ogni domenica. Meglio recuperare ora tutte le partite per permettere al campionato di riprende bene, e soprattutto si riduce il rischio di falsarlo. Perciò mi auguro che entro il 6 dicembre vengano disputate tutte queste partite". Una ripresa che potrebbe avvalersi di un nuovo protocollo, che si avvicina a quello dei professionisti volto oltre ad un controllo più capillare dei contagi a garantire il normale svolgimento delle gare stesse. Anche su questo aspetto Forgione si trova d'accordo: "Spero che un protocollo del genere venga attuato al più presto. E' giusto che la Serie D vada avanti e che se ci sono due-tre positivi in una squadra si isolino come fanno nelle leghe professionistiche. Così sarebbe un campionato più regolare, altrimenti non si sa quando e come si gioca, diventerebbe anche un problema a livello mentale. Speriamo che risolvano questo aspetto velocemente così sia noi giocatori, che le società, stiamo tutti più tranquilli e si può andare avanti. Anche perché in D ci sono diverse famiglie che ci vivono con il calcio. Questo è un movimento che porta soldi in Italia, quindi spero che si possa andare avanti tranquillamente". Riprendere a giocare dopo oltre un mese non sarà semplice, anche perché l'Atletico stava trovando condizione e la giusta quadratura del cerchio. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: "Diciamo che sicuramente il ritmo partita non è lo stesso degli allenamenti, per questo lo stop può essere penalizzante. Ma allo stesso tempo ci sta dando il tempo necessario per amalgamarci di più come gruppo. Ci stiamo conoscendo meglio assimilando bene i meccanismi di gioco. Tolto io ed altri pochi elementi la squadra è stata in gran parte rinnovata, quindi questo periodo ci sta dando l'opportunità di provare alcune cose e perfezionarle. In quest'ottica può essere anche un vantaggio". Uno stop che non cambia assolutamente gli obiettivi prefissati ad inizio stagione dalla società: "Credo che questo sia un campionato molto equilibrato. Noi cercheremo di stare nella parte alta della classifica, poi quello che verrà in più lo prenderemo. Dobbiamo sempre migliorarci, a differenza dello scorso anno, in cui l'obiettivo era quello di salvarci, cercheremo di alzare l'asticella e provare a fare qualcosa di importante. La società sta investendo e c'è un bel progetto. Si stanno costruendo le basi per un futuro ricco di soddisfazioni". 

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