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l'intervista

Mirko Forcina "Contagi esterni al calcio, lo stop è sbagliato"

L'attaccante dell'Atletico Torrenova è critico nei confronti delle misure scelte spera di riprendere il più presto possibile

02 Dicembre 2020

Mirko Forcina

Mirko Forcina in campo (Foto © De Cesaris)

Non riesce proprio a decollare la vita calcistica di Mirko Forcina con la maglia dell'Atletico Torrenova. Il bomber bianconero si era trasferito a dicembre da Fiumicino al Tre Torri ed il suo rendimento stava dimostrando che l'investimento era buono. Poi il primo lockdown e la fine del campionato anticipata. A settembre l'attaccante è ripartito nel migliore dei modi, ma soltanto cinque gare all'attivo poi, un altro stop sempre dettato dalla pandemia. E così, come quando aspetta il pallone buono per far male al portiere avversario, Mirko Forcina è ora lì che scalpita per rimettere piede sul campo "Ho voglia di ripartire, come ce l'ha gran parte del mondo dei dilettanti, ma purtroppo non siamo noi a prendere le decisioni" esordisce. Poi, prosegue "Per quel che penso è stato un errore fermarsi, credo di si potesse ancora giocare anche perché praticamente tutte le partite che sono state rinviate a causa del Coronavirus sono dovute a contagi arrivati al di fuori delle società o perché un compagno di squadra era entrato in contatto con un positivo. Nelle squadre non ci sono mai stati grosse criticità. Fermare il calcio e lo sport in generale è sbagliato. Io ho un figlio che gioca a calcio e lo porto a fare gli allenamenti come facevo anche prima, molto tranquillamente, perché so che vengono rispettate tutte le regole per potersi allenare. Non nego che ci sia un pericolo al momento, ma penso che sia stato creato un po' troppo allarme e che con le dovute maniere la vita possa prendere con regolarità. Trovo assurdo, ad esempio, che non si possa andare ad un allenamento, o in palestra, quando poi vediamo gli autobus pieni o strade con tante persone l'una vicino all'altra. Dobbiamo ripartire il prima possibile, perché tutte le società hanno investito tanto per permetterci di giocare, rispettando tutte le misure che sono state indicate. Hanno fatto acquisti di materiale, hanno provveduto a fare tutti i test possibili per creare un ambiente in cui si potesse fare sport in tutta sicurezza. Così si rovinano tutti gli sforzi fatti. Mi auguro quindi che le istituzioni sportive possano spingere affinché si trovi ben presto una soluzione per far tornare tutti gli sportivi alla vita di prima. Credo poi che, per mantenere una regolarità nei campionati si possa adottare una semplice misura, ossia quella di fermare solamente chi dimostra di essere positivo e di consentire alla squadra di allenarsi e di giocare. Io ritengo che ogni giocatore sia ben felice di rinunciare a qualcosa per permettere alla società di acquistare qualche test rapido in più e che dia la possibilità di controllare lo stato di salute di ognuno e, se questa cosa si potesse fare, credo proprio che non ci sarebbero problemi nel poter proseguire fino al termine della stagione. Magari il mio discorso può sembrare cinico ed io non voglio passare per menefreghista, però sono sicuro che con il rispetto delle regole da parte di ognuno di noi tutto può tornare al suo posto. Non dobbiamo farci schiacciare dalla paura più del dovuto, la situazione è sicuramente complicata, ma dobbiamo evitare di renderla ancora peggiore" Ed intanto, bomber Forcina aspetta, come tutti noi del resto. Aspetta novità da chi è preposto a dirimere questa ingarbugliata matassa trovando una soluzione definitiva per il mondo dello sport.

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