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l'intervista

L'Airone Spaziani "Si brancola nel buio. Solo andata? Non mi piace"

Il bomber arancioblù commenta lo stop e scherza anche sulla sua tenuta fisica

03 Dicembre 2020

Alessandro Spaziani

Spaziani in campo con la maglia del Palocco (Foto ©Del Gobbo)

Ha scelto il Palocco per continuare il suo incredibile volo sul calcio laziale. Una carriera piena di successi, personali e di squadra, con il battito d'ali che non ha nessuna voglia di interrompersi. L'Airone, o più semplicemente Alessandro Spaziani, ha scelto di continuare ancora. Non poteva fermarsi dopo un campionato concluso per il lockdown ed ha abbracciato il nuovo progetto arancioblu, con tanti giovani cui dare l'esempio. Buone prestazioni, qualche gol, poi la nuova sospensione. "Sul lato personale sono sicuramente dispiaciuto - afferma - però vorrà dire che mi riposerò per essere pronto poi alla ripresa (ride ndr)". Quanto gli anta ormai sono arrivati è tempo di bilanci, ma il bomber non ci pensa più di troppo su, anzi "Eravamo primi al momento dello stop e stavamo facendo bene, quel che mi viene in mente, lasciando il campo per un attimo da parte, è che tutta questa situazione sia stata gestita male dall'alto, non soltanto nel mondo del calcio, ma le decisioni prese stanno pesando in tutti gli ambiti e quindi le stiamo pagando, a scuola, nell'imprenditoria, nello sport. Penso che in qualche modo andassero prese delle misure tali da arginare il problema, invece siamo stati presi alla sprovvista come accaduto otto mesi fa. Alcune voci parlando di 3-4 opzioni per chiudere i campionati, tra le quali quella di fermarlo al solo girone d'andata, francamente non è una soluzione che mi piace, anche se egoisticamente parlando potremmo prenderla per buona, vista la classifica e l'aver già giocato con alcune delle formazioni più forti. Ma non è questo che voglio, né io né la squadra. Vogliamo tornare in campo, ma ho come l'impressione che a tutti i livelli si brancoli un po' nel buio. Secondo me sarebbe giusto effettuare tutti i recuperi e poi riprendere il campionato fino alla fine, ma il programma per poterlo fare va stilato adesso. Si prendono per buone le possibilità temporali che ci sono e si fa un nuovo calendario, dando anche alle società la possibilità di organizzarsi. D'altro canto però c'è anche la necessità che tutti rispettino le regole per permetterci di fare sport in sicurezza, perché è normale che il problema esiste e nessuno vuole negarlo o sminuirlo. Ed è qui che le istituzioni devono intervenire maggiormente, sanzionando, in maniera sportiva o amministrativa, tutte quelle società che non dovessero rispettare le regole. Se tutti iniziano a farlo, se il controllo inizia ad essere maggiore a tutti i livelli io penso proprio che si possa riprendere in grande tranquillità e non dover far buttare alle società gli investimenti già effettuati. La sicurezza, poi, non è importante solamente perché ci darebbe la possibilità di giocare, ma perché ci consentirebbe di vivere più serenamente anche il rapporto con le nostre famiglie. Tutti noi abbiamo un po' di timore di poter portare questo maledetto virus dentro le mura di casa e nessuno vuole che qualche caro possa soffrire. Non dimentichiamoci poi quanto indotto genera il calcio, anche quello dilettantistico. E' una macchina che permette a tante persone di tirare avanti con varie attività e fermare completamente un intero settore in questo modo non gioverebbe davvero a nessuno, è arrivato il momento, quindi, che chi deve si assuma le proprie responsabilità: o si ferma tutto completamente, oppure si creano le condizioni per ripartire, definitivamente, in totale sicurezza".

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