Cerca

L'intervista

Parola di capitano: Vis Aurelia, la carica di Pompili

La colonna portante dei rossoblù: "Il calcio è sempre stato tutto per me"

03 Dicembre 2020

Leonardo Pompili

Capitano della Vis Aurelia

«It's my life, it's now or never» recita una famosissima canzone del cantante Bon Jovi che descrive alla perfezione la storia fra Leonardo Pompili, capitano della Vis Aurelia, e il calcio, denominatore comune di gran parte della sua vita. "Il calcio è sempre stato tutto per me - esordisce il centrocampista biancoblu - in questa società praticamente ci sono nato dato che mio nonno è il presidente onorario e possiamo dire che i miei primi passi in questo mondo li ho fatti in quella che posso definire la mia seconda casa. Da quattro/cinque anni ho ricevuto il privilegio di indossare la fascia di capitano e di rappresentare dunque questi colori su tutti i campi del Lazio e di questo ne sono molto fiero. Per cercare di svolgere al meglio questo mio ruolo mi ispiro tantissimo ad uno dei simboli di Roma, Francesco Totti, ma in campo, anche per caratteristiche tecniche, cerco di prendere tantissimo spunto dal gioco di Zaniolo, che considero un vero e proprio potenziale fenomeno. Purtroppo però ora stiamo passando tutti un periodo molto triste e difficile senza il calcio giocato, ognuno di noi sta cercando comunque di mantenersi in forma per quello che può anche per non buttare via tutto il lavoro svolto in estate ma vi assicuro che non è facile; in ogni caso non ho mai pensato nemmeno per un secondo di abbandonare il calcio perché reputo sia più che mai fondamentale tenere duro specialmente in questi momenti se si nutre una vera passione per questo sport. Tuttavia non tutti hanno avuto la stessa tenacia e mi è giunta voce che diverse mie conoscenze hanno scelto dire basta definitivamente: rispetto la loro decisione ma penso che, se hanno optato per questa soluzione, significa che il loro sogno non era così forte a quanto pare. Come capitano sto cercando di mantenere il più possibile il gruppo unito, è molto importante che sappiano che su di me possono sempre contare e per questo provo a sostenerli quotidianamente, anche perché, nel caso di una ripartenza, vorrei che fossimo tutti sul pezzo pronti a rimetterci in gioco immediatamente. Dati alla mano, al momento dello stop il problema principale dei contagi non sembravano essere i campi da calcio, ma il governo ha ritenuto più sicuro stoppare anche la nostra attività e questa decisione va accettata e rispettata. Vorrei tanto avere la certezza che torneremo a giocare, ma purtroppo la situazione mi sembra tutt'altro che facile; ad oggi la priorità è e deve rimanere la salute pubblica e penso sia più saggio aspettare il momento in cui si potrà tornare in campo in totale sicurezza senza assistere ogni settimana ad una miriade di rinvii. Ovviamente per me non sarebbe un problema giocare anche in estate; penso che per noi ragazzi sia l'ultimo dei problemi, ma credo lo possa essere per gli organizzatori, che devono conciliare tantissime cose per fare il tutto come si deve. Sono un po' preoccupato per il momento che stiamo passando come paese, ogni giorno ci vengono propinate notizie tutt'altro che rassicuranti che non fanno altro che alimentare le ansie di tutti e di questo mi dispiaccio molto, perché soprattutto la comunicazione gioca un livello chiave ora come ora. Spero con tutto il cuore che potremo uscire quanto prima da questa emergenza e che potremo di nuovo tornare a correre spensierati dietro ad un pallone, sarebbe la bellissima conclusione di questo incubo"
 
 
 
 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE