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Comandini: "La nuova riforma dello sport stroncherà un intero movimento"

L'imprenditore, divulgatore tecnologico e proprietario del Vesta si scaglia contro il cambiamento dell'ordinamento proposto dal Ministro Spadafora

05 Dicembre 2020

Vesta Comandini

Gian Luca Comandini, imprenditore, divulgatore tecnologico e proprietario del Vesta (Foto ©Facebook)

Gian Luca Comandini non ci sta e non le manda a dire. Il giovane imprenditore romano, divulgatore tecnologico e massimo esperto in fatto di blockchain e criptovalute, nonché proprietario del Vesta, neonata realtà di Roma nord, manifesta tutta la sua rabbia ed il suo dissenso verso i cinque decreti di riforma dell’ordinamento sportivo, approvati dal Consiglio dei Ministri a fine Novembre e che porta il nome e il volto del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Una riforma che danneggia incredibilmente le società sportive, secondo Comandini: “Non avranno più le forze per iscriversi alla prossima stagione e continuare a svolgere la loro attività, semplicemente. Oggi gli atleti e tutti gli altri addetti ai lavori che gravitano attorno ad un determinato club, sono persone che lo fanno per passione o come secondo lavoro oppure per una serie di altri motivi che escludono quello di voler avere un ritorno economico da questo impegno. Quindi far finta che questa riforma serva a garantire pensioni a persone che sanno che da questo settore non possono ricavare nulla, è una buffonata, perché serve soltanto a cercare di racimolare il prima possibile dei soldi, il tutto a discapito dei più piccoli, ovvero i club dilettantistici, che non avranno più possibilità”.

L'intervista integrale sarà disponibile sul cartaceo lunedì 7 dicembre, acquistabile anche tramite la nostra edicola digitale

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