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L'intervista

Fabrizio Stazi: "Elezioni CR Lazio? Serve riforma e grande esperienza"

Il vice presidente dell'Urbetevere: "Il presidente del Comitato deve essere una persona che conosca bene il territorio e le problematiche dei club.

09 Dicembre 2020

Fabrizio Stazi: "Elezioni CR Lazio? Serve riforma e grande esperienza"

Vice presidente dell'Urbetevere

“Sarà stata qualche sera fa, eravamo qui al campo io e il presidente Cicchetti. Classico fine giornata dove si fa il solito bilancio giornaliero. Poi è calato il silenzio e ci ha preso quasi alla sprovvista. Abbiamo cominciato a guardare l'impianto. Tutto spento. Tutto buio. Tutto vuoto. In quei momenti  impari ad apprezzare anche quel brusio costante in sottofondo generato tra i ragazzi in campo o negli spogliatoi”. Non manca soltanto il calcio, ma soprattutto ciò che rappresenta per i bambini. Spensieratezza, libertà, divertimento, passione. Fabrizio Stazi lo sa bene. Il vice presidente dell'Urbetevere racconte come sta vivendo questo momento “di pausa” del calcio giovanile e si proietta anche sul futuro del movimento dilettantistico tra riforme future ed elezioni.

E io che mi aspettavo di trovare il tuo nome tra i candidati alla presidenza del CR Lazio!
“(ride ndr, notevole silenzio) Lo sai che non ho tempo. Io al massimo posso fare il consigliere...”.

Cosa consiglieresti adesso?
“In realtà proprio poco fa ho contattato il presidente Zarelli. Ho mandato delle proposte per la riforma del campionato, per far terminare questa stagione. Disputare soltanto il girone d'andata nei dilettanti credo sia impossibile e soprattutto poco equo. In tutte le categorie ci sarebbero squadre avvantaggiate rispetto ad altre e di questo bisogna tenerne conto”.

Soluzioni?
“Congelare completamente la stagione sportiva 2020/2021, senza altri esborsi da parte della società. Nella prossima stagione ai 2008 si fa fare un campionato Under 13 come nei nazionali e si riparte con queste categorie anche il prossimo anno ma con i 2001 spostati nei più grandi quindi con una Juniores composta da 2002-2003”.

C'è bisogno di una grande riforma e il presidente Zarelli avrà il suo bel da fare effettivamente. A tal proposito, opinioni sulla candidatura di Lardone?
“Secondo me lui è uno che può portare delle innovazioni essendo un bravo imprenditore. Il calcio laziale però ha bisogno anche di conoscenza del territorio, delle problematiche dei club. E seppur alcuni dei punti del programma di Lardone siano condivisibili, sono convinto che il movimento abbia bisogno di una grande riforma e di conseguenza deve essere fatta da qualcuno con molta esperienza. Questo però non significa che Zarelli debba rimanere al CR Lazio in eterno sia chiaro...”.

Senti, a bruciapelo. D'accordo con il nuovo stop all'attività dilettante?
“Sinceramente? Sì e per un motivo molto semplice: i dilettanti stavano diventando un teatrino con gare rinviate in maniera molto dubbia. Non sono stati in grado di dare una direttiva chiara, univoca, alle società. Bastava una chiamata e la partita veniva annullata il sabato pomeriggio per la domenica mattina. Ma non sono sorpreso. A Roma ci sono club che fanno le amichevoli, di che parliamo?”

Ah sì?
“Certamente. Amichevoli in famiglia, con la compiacenza dei genitori. Ed è questa la cosa più grave. Vedo tanta confusione, si passa da un estremo all'altro. Ecco, ad esempio, sai cosa è successo recentemente qui da noi?”

Vai.
“I bambini della scuola calcio erano in campo, in fila per un esercizio con il pallone. Arriva un genitore vicino a me e chiede se è possibile far indossare la mascherina ai bambini che erano fermi ad aspettare il loro turno. Certe cose fanno anche un po' sorridere...”.

Sicuramente c'è tanta apprensione da parte dei genitori. A maggior ragione ora con il maltempo.
“Su questo c'è poco da fare. Con la pioggia, l'attività dilettantistica è ferma. Non c'è soluzione. Non posso far venire all'allenamento bambini e ragazzi per poi mandarli a casa senza la doccia. Sarebbe da irresponsabili sotto ogni punto di vista. Quindi giornalmente siamo qui insieme allo staff per capire cosa fare. E' una situazione pesante”.

Difficile proprio a livello gestionale.
“Chiaramente. Ma su certe cose rimango proprio senza parole. Si poteva sicuramente trovare una soluzione: magari un paio di ragazzi per volta negli spogliatoi si potevano far entrare. Proprio per garantire il minimo dell'attività. Invece c'è il solito immobilismo che poi non fa altro che penalizzare le società sportive e soprattutto i ragazzi. Noi abbiamo anche giocatori che vengono da lontano, chi si prende la responsabilità di fargli fare l'allenamento e poi mandarli a casa senza doccia?”.

Ultimamente stiamo affrontando anche il fenomeno dell'abbandono del sport e nello specifico del calcio giovanile. Che ne pensi?
“Sono d'accordo con quanto avete detto, perchè lo vedo tutti i giorni. I bambini della scuola calcio hanno una voglia pazzesca di tornare in campo, la loro passione è intatta perchè completamente genuina. E' altrettanto vero che magari i più grandi, specialmente nell'Under 19, potrebbero allontanarsi dallo sport ma lì dipende molto anche dalla società. Noi ci stiamo attivando davvero tantissimo per star vicino ai ragazzi, per farli stare sul pezzo durante l'allenamento. Serve motivazione tutti i giorni”.

E per quei presidenti che scelgono di chiudere per risparmiare qualcosa?
“Lì capisco, perchè il momento è durissimo, ma non condivido questa scelta. Chiudere oggi un centro sportivo equivale a chiudere la porta ad un giovane. E questo non ce lo possiamo permettere”.

L'ultima domanda che ti faccio è personale. In questi anni ti ho visto crescere come dirigente sportivo. Responsabile giovanili, poi dell'attività di base, poi vice presidente e oggi anche fondatore della Pro Calcio Italia, un progetto di scuola calcio interessante. Direttore, presidente, responsabile. Ma quale è il ruolo in cui oggi ti senti più a tuo agio?
“Questa è una bella domanda. In realtà non credo ci sia una risposta. Sono molto felice del percorso che ho fatto. Sono un tipo di persona a cui piace far cose nuove, essere sempre in movimento. Non escludo nessuna situazione in futuro”.

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