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l'intervista

Manuel Vittorini: "In estate si poteva operare meglio, bisognava agire diversamente"

Il bomber della Polisportiva Favl Cimini a tutto tondo sul momento attuale e sulla ripartenza del calcio dilettantistico 

10 Dicembre 2020

Manuel Vittorini

Vittorini (Foto ©De Luca)

La Polisportiva Favl Cimini ha salutato momentaneamente il campionato da prima della classe nel girone A di Eccellenza. Simbolo di leadership che rispecchia le ambizioni del club della vigilia. la società di Vignanello è stata infatti tra le più operose nella sessione estiva del mercato, rivoluzionando il parco giocatori con l'intento di provare a compiere il prestigioso salto. Riguardo il progetto stilato all'inizio, non è andato comunque tutto secondo i piani, considerato che il tecnico Oliva è stato esonerato dopo la pesante sconfitta di Ladispoli (l'unica in campionato) con il club che ha chiamato in panchina Stefano Scaricamazza, che di fatto non ha però ancora avuto modo di confrontarsi ufficialmente con la nuova stagione. A fare il punto in casa giallonerà è uno dei giocatori simbolo dell'intero campionato, il bomber per antonomasia delle ultime annate ovvero Manuel Vittorini, che partendo dal momento attuale dichiara: "E' un periodo un pò particolare per tutti, ci sono tante restrizioni e quello per cui soffro di più è proprio il lato sportivo, essendo comunque fortunato a non aver avuto contatti stretti con il Covid, con amici e affetti cari. A livello umano sono stato molto fortunato rispetto a tante altre persone. Questa situazione mi ha invece toccato molto sotto il profilo sportivo, il calcio soprattutto la domenica manca. Spero che si torni il prima possibile alla normalità, questo clima non fa bene a nessuno. A noi calciatori, alle società e non è da sottovalutare anche il lato economico che interessa il Paese intero. Certo, possiamo dire che è un gioco, però c'è chi ci lavora e ci vive. Il calcio dilettantistico fermo va ad influire anche sull'economia generale del Paese". Si poteva evitare questo stop? "Credo che si poteva fare qualcosa in più, forse lavorando meglio in estate. Dal momento in cui il virus ci ha dato un pò più di respiro forse sarebbe stato opportuno in quel momento darsi maggiormente da fare adottando soluzioni consone al mondo dilettantistico. Parliamoci chiaro, il protocollo non può essere lo stesso tra professionisti e dilettanti per il semplice fatto che non è applicabile. Ma penso che qualcosa di diverso si sarebbe comunque potuta fare dato che si sapeva che sarebbe tornata la nuova ondata. Se avevano in mente di ripartire lo avremmo potuto fare quantomeno un pò prima. Oppure si poteva programmare uno stop all'inizio per dicembre, partendo prima per disputare l'andata entro tale mese. Poi si fermava tutto per poi riprendere a gennaio. Comunque si poteva avere una programmazione. Ma così, adesso, la ripartenza diventa un problema. Tutti vogliono ripartire ma il problema è che ora non siamo in condizione di farlo, noi calciatori così come le società che non hanno avuto un programma preciso per organizzarsi. Purtroppo ad oggi è tutta un'incognita". Allo stato attuale, possono venir meno anche delle certezze relative ai programmi iniziali? "Mi sento spesso con la società ed i loro obiettivi sono rimasti gli stessi, la squadra è ambiziosa e punta a far bene. L'obiettivo resta quello di inizio anno con tutte le difficoltà del caso. Le conseguenze di questo stop le vedremo soltanto quando si ripartirà. Per il momento è solo un'idea, sapremo meglio quali saranno le effettive difficoltà soltanto una volta che riprenderemo. E purtroppo penso che ci sia il rischio che tante società non riprenderanno proprio". 

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