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l'intervista

Yuri Fazi: "Stop giusto anche se il virus ha colpito più fuori dai centri sportivi"

L’analisi del bomber: "Ci vorrà del tempo per rimetterci in moto. Non è stato corretto che alcune squadre si siano continuate ad allenare: questo vuol dire non ripartire tutti allo stesso livello"

09 Dicembre 2020

Yuri Fazi: "Stop giusto anche se il virus ha colpito più fuori dai centri sportivi"

Fazi (Foto ©GazReg)

Quest’anno il Città di Paliano si è ripresentato ai nastri di partenza del nuovo campionato di Eccellenza dopo una stagione complicata, per molti versi, ma in cui i biancorossi hanno maturato sicuramente esperienza. La società ha inoltre operato molto bene sul mercato costruendo una rosa competitiva con tanti giocatori di livello, uniti ovviamente a quelli che restano i punti fermi di mister Francesco Russo. E i risultati stavano iniziando a dare ragione alla compagine palianese, che prima dell’interruzione stava crescendo a vista d’occhio. Adesso ci si chiede come sarà ripartire dopo tutto questo tempo e dopo un'esperienza già di suo molto logorante nei mesi primaverili ed estivi. A fare il punto in casa biancorossa è il capitano Yuri Fazi. Partendo dal momento generale il bomber afferma: "A livello personale, al di fuori dl calcio, fortunatamente non mi è cambiato nulla, il lavoro c'è e quindi la mia vita privata è rimasta la stessa. A livello sportivo, invece, chiaramente non è una bella situazione e ci sto male, anche per il semplice fatto che non possiamo allenarci come squadra. Ci adeguiamo a quella che è la situazione mondiale, aspettiamo che ci diano il via libera per ripartire. Riguardo lo stop, forse inizialmente non ero d'accordo, ma alla luce di quello che è successo sempre a livello globale ho capito che questa è una situazione molto più grande di noi. Ad oggi posso dire di essere d'accordo perché, anche se è vero che all'interno delle strutture sportive i casi erano molto limitati, la situazione stava andando fuori controllo all'esterno. Noi facevamo di tutto per rispettare le regole ed evitare al minimo il rischio di contagio in campo mentre poi guardavi fuori e vedevi persone senza mascherine, nessun distanziamento sociale. Quindi penso sia stato inevitabile fermare anche il calcio. Fortunatamente sembra che la curva epidemiologica stia calando quindi penso sia servito anche il nostro stop". Presto l'attuazione del nuovo protocollo, considerato necessario per una buona ripartenza. "Se si è andati in questa direzione - prosegue Fazi - credo sia stato fatto per consentirci, una volta ripartiti, di poter arrivare fino alla fine. I test rapidi sono fondamentali per monitorare settimanalmente la situazione, il venerdì si fa il test e la domenica si va in campo". Come sarà ripartire una seconda volta? "Sarà come ripartire dall'inizio. Chiaramente ci vorrà del tempo per rimetterci in moto, secondo me non è stato corretto che alcune squadre abbiano continuato ad allenarsi perché così vuol dire non ripartire tutti allo stesso livello. A questo punto sarebbe stato più opportuno sospendere tutto, anche gli allenamenti individuali. Sarà il campo a dirlo ma sicuramente chi non si è fermato sarà più avvantaggiato". Riguardo invece il format, se cambiarlo o meno, il capitano dichiara: "Spero di no. Preferisco magari proseguire a giugno-luglio piuttosto che fare soltanto un girone. Se si riparte si deve arrivare fino alla fine, altrimenti non avrebbe senso". Infine qualche battuta sul bonus d'indennità: "E' stato dato a quelle persone che non percepiscono reddito e secondo me è giusto fino ad un certo punto. E' vero che gioco perché mi piace, ma è anche giusto dare un piccolo riconoscimento a chi come me lavora. Anche perché viene dato anche ai giovani che magari percepivano un piccolo rimborso, quindi perché a questo punto non darlo a tutti?"

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