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L'intervista

Luigi Lardone: “Comitato Regionale? Voltiamo pagina!"

Lunga intervista al presidente dell’Ostiamare, sceso in campo per la poltrona di presidente del Cr Lazio. Tutti i punti del suo rinnovamento

10 Dicembre 2020

Luigi Lardone

Presidente dell'Ostiamare, candidato alla presidenza delC

“Come la sto vivendo? Con grande passione, sono stimolatissimo e devo ammettere che è una bella sensazione. Mi piace ascoltare le idee degli altri, confrontarmi con i miei colleghi e comunque vada al termine di questa avventura sarò una persona migliore, con più conoscenze di prima”. L'entusiasmo di Luigi Lardone, Presidente dell'Ostiamare nella sua diciottesima stagione, e da poche settimane candidato alla presidenza del Cr Lazio, lo percepisci immediatamente, non appena inizia a raccontare questi primi giorni di campagna elettorale. Una voglia di dare il proprio contributo al calcio laziale, con l'attenzione di chi è ben consapevole di quali sofferenze il movimento stia attraversando: “Ho ricevuto tanto dalla vita, ora voglio restituire io qualcosa – spiega durante il nostro incontro – Durante questi mesi molte persone si sono rivolte a me come intermediario per le istituzioni, ho ascoltato i loro problemi, ho assistito ad un silenzio assordante come risposta da chi avrebbe il dovere di darle e così ho deciso di scendere in campo per dare una mano”. Un personaggio sempre poco incline ad apparire, ma che nonostante questo dopo la sua scelta ha “riscontrato grandissimo rispetto nei miei confronti. Significa che in questi anni ho guadagnato credibilità e la risposta delle persone con cui sto dialogando è il miglior attestato di stima che possa esserci”.

Le elezioni Una volata complicata contro un avversario, Melchiorre Zarelli, saldo al comando da quasi 20 anni: “So che non sarà semplice, intanto per la candidatura in termini di consensi verbali, non essendo ancora disponibile la modulistica, ci siamo (ne servono120, ndr), ma il tempo mi gioca contro. Temo che il Presidente Zarelli convocherà l’assemblea e conseguentemente metterá a disposizione la documentazione all’ultimo momento, ovvero 20 giorni prima della stessa, anche se come sappiamo potrebbe convocarla domani e fissarla tra 30 giorni dando più tempo a tutti i candidati di lavorare viste le restrizioni Covid e le festività natalizie.” La sensazione, secondo Lardone, è che il movimento sia spaccato in tre categorie differenti: “È come se l'ambiente sia diviso tra chi vuole il cambiamento, chi vuole il cambiamento ma ha paura di eventuali ritorsioni in caso di insuccesso e chi non vuole il cambiamento per evidenti vantaggi nel mantenere lo status quo. A questi ultimi suggerisco di non votarmi, perché non appena mi sarò insediato metterò fine alle rendite di posizione che hanno in pochi a svantaggio dei tanti. Ma a chi sta nel mezzo chiedo di non aver alcun timore, nella vita di tutti i giorni da imprenditori vengono affrontate difficoltà superiori dai Presidenti e non credo che vivano di paure ne oggettivamente si può aver paura di essere sbattuti in gironi scomodi o altre rappresaglie degne della peggiore autocrazia. Se ci fosse concretamente questo rischio sarebbe un motivo in più per volere il cambiamento. Senza contare comunque che il voto sarà segreto e che se si vuole essere artefici delle proprie fortune o sfortune bisogna essere attori nelle scelte e non solo spettatori. La democrazia é partecipazione, non già delegare al segretario di turno le scelte relative alla classe dirigente che deve guidare fuori dalle secche nelle quali si é impantanato il calcio della nostra Regione. La mia elezione sarà la rappresentazione plastica del fatto che con la forza delle idee si può arrivare a qualsiasi risultato”.


Il nuovo corso Idee ben chiare su come provare a migliorare il calcio regionale: “Ho trovato un ambiente depresso, anche oltre i demeriti del Comitato stesso – continua Lardone – Ma allo stesso tempo ho notato un'incredibile mancanza di dialogo tra i club, che sono i principali azionisti dell'istituzione, e l'attuale governance. Non credevo si fosse a questo punto, in Serie D magari non sempre si ottiene quel che si vuole, ma si viene almeno ascoltati. Per carità, numericamente siamo di meno, ma si può fare meglio di così, ne sono sicuro. Il mio Comitato avrà come Stella Polare le esigenze dei club. Dall’aiuto all’accesso ai finanziamenti

Il mio Comitato avrà come Stella Polare le esigenze dei club

pubblici necessari al miglioramento dell’impiantistica, allo Sportello per le società alle quali dare un supporto di primo livello in materia fiscale, legale e giuslavoristica; dalle convenzioni dirette con gli enti del terzo settore all’essere partner dei club nei confronti delle istituzioni. Ad oggi abbiamo annunciato le prime 2 persone che faranno parte della squadra di governo: Paolo Aiello per il calcio a 5 e Gioia Masia per il calcio femminile. Due nomi con un unico denominatore comune : Competenza. Con loro e grazie a loro faremo un cambio di passo epocale”. Con un occhio di riguardo anche al settore giovanile: “Ci sarà anche un consigliere che arriverà da questo fondamentale universo a volte poco ascoltato, per una logica ormai vecchia, che punta quasi sullo status quo delle prime squadre” Un consigliere che avrà come carattere distintivo, oltre l’ovvia competenza e provenienza di settore, la capacità di essere sempre inclusivo e mai diviso e che assieme agli altri consiglieri costituirà il gruppo di lavoro che accompagnerà  con lo stesso impegno e la stessa passione Lardone: “In tanti anni di Ostiamare sono riuscito a migliorare l'organizzazione del club, ma anche delle altre mie aziende, affidandomi agli uomini giusti e dando le giuste deleghe. Non credo nel “one man show”, ma nell'insieme. Grazie a questo approccio posso gestire le mie attività senza bisogno di essere sempre fisicamente presente, in modo da potermi concentrare ventiquattro ore su ventiquattro in questa mia nuova avventura, non certo in part time (con riferimento alle dichiarazioni di pochi giorni fa di Melchiorre Zarelli, ndr)”.


Nuovo incarico, nuove difficoltà Una volata elettorale affrontata senza alcuna paura, ma con la consapevolezza che in caso di vittoria il percorso sarà solo all'inizio: “Tanti mi dicono che un punto di debolezza é la qualità del personale del Comitato. Nella mia vita professionale ho imparato che molto spesso dietro una presunta scarsa qualità del personale si nasconde una pessima gestione dello stesso da parte di chi non avendo le capacità di coinvolgerlo e farlo sentire parte di qualcosa preferisce gestirlo in maniera dirigista. A mio avviso il personale del Comitato ha tutte le possibilità di essere protagonista nel nuovo corso lasciandosi

Le società sono abituate a subire decisioni a volte cervellotiche senza neanche un confronto. Una delle prime cose che istituirò saranno tavoli di lavoro permanenti per ogni categoria

alle spalle il retaggio di tanti anni di mentalità più incline alla sublimazione della burocrazia passiva che ad essere al servizio delle società. Sono convinto che nel caso di vittoria, dopo lo scetticismo iniziale, con il dialogo riuscirò a risolvere eventuali incomprensioni”. Le società punto di riferimento del comitato, da suddite a protagoniste, come recita il programma: “Sono abituate a subire decisioni a volte cervellotiche senza neanche un confronto – lamenta senza mezzi termini – Una delle prime cose che istituirò saranno tavoli di lavoro permanenti per ogni categoria, da dove devono arrivare le innovazioni e le idee, quando possibili”. Una strada da percorrere per non ricadere nell'errore della passività delle società: “È la nostra grande colpa e mi ci metto anche io come presidente dell'Ostiamare. Siamo stati troppo disinteressati, ma oggi sento che c'è voglia di cambiare”. Anche attraverso nuove strategie di marketing e comunicazione: “Nel primo caso dobbiamo procedere pro-attivamente. Ovvero il Comitato deve cercare di vendere i suoi migliori prodotti, che sono i campionati. Ora recepisce esclusivamente quello che arriva dalla Federazione e basta, come per esempio una fornitura di palloni Molten o cose simili. Se invece si provasse a brandizzare l'Eccellenza, o la C1 del calcio a 5, valorizzare le finali giovanili che oggi sembrano essere un problema da sbrigare alla svelta, anziché un appuntamento di grande rilevanza per il movimento, trasmettendole magari in diretta streaming? Liberalizzare, nel rispetto delle norme federali, le dirette dei club sui propri canali, l'anticipo al sabato del big match: più rendi appetibile il prodotto, più trovi risorse, più valorizzi il movimento. Sia economicamente che dal punto di vista dell'immagine”.

Il coraggio delle decisioni Uno dei tasti sul quale Lardone batte con più insistenza in questo periodo, è senza dubbio quello dell'immobilismo. E a chi gli fa notare che ci sono istituzioni più alte del Comitato preposte per dettare le linee, ribatte così: “Vero, esiste il DPCM, ma tu puoi adottare provvedimenti estensivi. Già ad ottobre era abbastanza chiaro che almeno fino ai primi mesi del 2021 sarebbe stato impossibile giocare, utilizzare gli spogliatoi, assistere alle gare. Allora perché non sospendere

É necessario dare una nuova visione al calcio laziale, vorrei dare il mio contributo per renderlo migliore

tutto direttamente fino a febbraio, evitando ai club di dover proseguire con questa attività mozzata che comporta solo costi? Non sei un bravo Presidente del Comitato quando fai entrare come ristoro in questi mesi mille euro dentro le casse societarie, invece di non farne spendere diecimila al mese non consentendo alle società di chiudere le attività. Senza contare che con il personale in cassa integrazione da Marzo a Giugno e senza partite e tornei per un terzo della stagione, quindi sostanzialmente senza costi, non si è restituito nulla alle società per la stagione scorsa. Vorrei proprio capire come sono stati spesi quei soldi risparmiati”. E a chi, maliziosamente, lo accusa di aver affondato il colpo nel momento di maggiore difficoltà di Melchiorre Zarelli risponde così: “Effettivamente il Covid ha acuito il tutto e mi ha posto davanti a problematiche che non conoscevo convincendomi a mettermi in gioco, ma sono cose che esistevano da prima. Ci sono molti aspetti da migliorare e non sono tutte legate all'emergenza che stiamo affrontando. Le elezioni in ogni caso ci sono adesso e a chi ha sollevato questo aspetto dico che una emergenza non possa e non debba impedire il confronto democratico. Non siamo in Bielorussia. É necessario dare una nuova visione al calcio laziale, vorrei dare il mio contributo per renderlo migliore. Due mandati, poi tolgo il disturbo, oltre ci si preoccupa solo di mantenere la poltrona e consolidare il potere e non già al bene comune. È il momento per i presidenti di essere protagonisti del cambiamento: se non ora quando?”. Lo slogan simbolo di questa nuova avventura.

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